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AIFAnewsletter n.143 anno V del 02/02/2007
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Notiziario sul Deficit d'Attenzione con
Iperattività, disturbi e problematiche ad esso correlati,
diffuso dall'Associazione Italiana Famiglie ADHD Onlus.
Fai
click sul testo per leggere l'articolo di interesse
In
questo numero:
1. INCONTRI AUTO-MUTUO-AIUTO AIFA
onlus a BELLUNO e MALNATE (VA)
2. Corso: "ANALISI
E MODIFICAZIONE DEL COMPORTAMENTO DI PERSONE CON DISABILITA'
INTELLETTIVA
3.
Corso: LA METODOLOGIA DI RETE: GESTIONE DI PROGETTI NEL SOCIALE
4.
Corso: CURARE CON L'AIUTO DEGLI ANIMALI: LA PET THERAPY - VERONA 15/16 FEBBRAIO
5. MATERIALE EDITORIALE ERICKSON
6.
NOVITA' EDITORIALE: RIVISTA “DISTURBI ATTENZIONE IPERATTIVITA'
”
7.
ERICKSON RIVISTA: “DISTURBI DI ATTENZIONE E IPERATTIVITA' “ Vol.
1, n. 1, dicembre 2005
8. RASSEGNA STAMPA
-
Dica
33: "Iperattività malata?"
-
Italiasalute.it:
"Deficit di attenzione e iperattività"
-
Il Sole 24 Ore: "Un
futuro con meno pericoli"
-
Il Sole 24 Ore: «Antidepressivi ad alto rischio»
-
Dica 33: “Poco
sonno rende iperattivi”
-
Viver Sani e Belli: “Quando l'umore va su e giù”
approfondimento sul disturbo bipolare"
-
Ansa: "Martini
(Agenzia Farmaco), entro Febbrabio registrazione ritalin"
-
La
Repubblica Salute: Pet-therapy
Coccole &
cura”
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1. INCONTRI AUTO-MUTUO-AIUTO AIFA onlus a
BELLUNO e MALNATE (VA)
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Riprendono gli incontri mensili di AUTO-MUTUO-AIUTO
organizzati dai referenti territoriali AIFA onlus
BELLUNO
referente per Belluno, Reato Anna posta elettronica:
tel. 0437.941259 - 0437.953312
cell. 320.4087314
ORE 16.30 COMITATO D'INTESA
VIA PIAVE 5 BELLUNO
Le date programmate per il 1° semestre 2007 sono:
27 gennaio
24 febbraio
24 marzo
28 aprile
26 maggio
23 giugno
MALNATE (VA)
referente per Varese, Gollner Astrid
posta elettronica:
Saletta gruppi al piano terra del Municipio
di Malnate
tel. 0332-425436
Le date programmate per il 1° semestre
2007 sono:
09 febbraio
09 marzo
13 aprile
11 maggio
Torna
su
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2.
ANALISI
E MODIFICAZIONE DEL COMPORTAMENTO DI PERSONE CON DISABILITA'
INTELLETTIVA
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Il metodo
cognitivo-comportamentale
TRENTO,
GENNAIO - MAGGIO 2007
Oratorio
del Duomo, Via Madruzzo, 45 - Trento
Il corso, rivolto a insegnanti, educatori, psicologi, medici,
pedagogisti, logopedisti e riabilitatori, è articolato in
quattro week-end di base e uno a scelta tra i seminari tecnici di
approfondimento (per complessive 55 ore).
Le competenze operative
fornite sono quelle che caratterizzano l'approccio
cognitivo--comportamentale alla disabilità mentale, sia per
quanto riguarda le procedure di analisi, osservazione e valutazione,
che gli interventi specifici di tipo educativo, didattico e
riabilitativo.
Corso annuale
(4 week-end da gennaio a marzo 2007)
Prima unità
27/28
Gennaio 2007
Apprendimento
mediato dai pari
Silvia
Andrich (Psicologa, Centro Studi Erickson, Trento)
Acquisizione di strategie partecipative e collaborative, efficaci
in contesti educativi per migliorare l'apprendimento di competenze,
la socializzazione, la sensibilità verso gli altri, l'impegno
a discutere e ad argomentare le proprie opinioni, per la crescita
emotiva e personale.
La
valutazione iniziale: quadro valutativo delle abilità e dei
deficit
Dario
Ianes
(Università di Bolzano e Centro Studi
Erickson, Trento)
Analisi dei Bisogni educativi speciali e
definizione della Diagnosi funzionale secondo l'ICF (Classificazione
Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della
Salute, OMS). Strumenti per comprendere in modo approfondito la
realtà di partenza della persona disabile: definizione dei
punti di forza e di debolezza del repertorio di abilità.
Seconda unità
10/11 Febbraio 2007
Analisi
del compito, definizione degli obiettivi e tecniche per lo sviluppo
delle abilità
Enrico
Micheli
(Dirigente Psicologo, AUSL Agordo, Belluno)
Elementi base della dinamica di insegnamento-apprendimento;
programmazione degli stimoli e uso di stimoli facilitanti; emissione
delle risposte e analisi del compito; conseguenza della risposta,
rinforzo positivo e motivazione; uso degli aiuti e apprendimento
senza errori: guida graduata, modeling e generalizzazione delle
abilità acquisite.
Terza unità
3/4
Marzo 2007
Gli
interventi psicoeducativi nei comportamenti problema e nei disturbi
emotivo-motivazionali
Dario
Ianes (Università di Bolzano e Centro Studi
Erickson, Trento)
Mario Di Pietro
(Psicologo e Psicoterapeuta, ASL Conselve)
L'intervento
psicoeducativo nei comportamenti problema (aggressività,
autolesionismo, stereotipie); le alleanze psicoeducative; vissuti
emotivi all'origine dei comportamenti problema e funzione
comunicativa. Analisi dei disturbi emozionali e interventi
metacognitivi. Ruolo delle variabili psicologiche sottostanti: locus
of control, stile attributivo, senso di autoefficacia, autostima e
motivazione; interventi in casi di ansia, depressione e collera.
Quarta unità
17/18 Marzo 2007
Interventi
educativi sulle competenze sociali e sulle abilità della vita
quotidiana
Cristina
Menazza (Psicologa e Psicoterapeuta, Università
di Venezia - NPI ASL S. Donà di Piave)
Presentazione di
strategie e tecniche pratiche per l'insegnamento delle abilità
sociali: competenze interpersonali e comunicative. Problem solving
interpersonale: tramite la metodologia dei lavori di gruppo
esercitarsi all'analisi funzionale del comportamento e individuare
strategie di gestione dei comportamenti comunicativi e interpersonali
disfunzionali.
Per
informazioni
Michela Mosca
Centro Studi
Erickson
Loc. Spini 154, settore E - Gardolo (TN)
tel. 0461
950747 fax 0461 956733
posta elettronica:
>>
Scheda di iscrizione
Ulteriori
informazioni
Torna
su
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3.
ERICKSON: LA METODOLOGIA DI RETE: GESTIONE DI PROGETTI NEL SOCIALE
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TRENTO, GENNAIO-MAGGIO
2007
Prima
unità 25,
26 e 27 gennaio 2007
Introduzione:
Politiche sociali e
paradigma di rete nel welfare locale
Progettazione
di rete: metodi e strumenti
Basi
teoriche del modello di rete.
Dal counseling alla facilitazione di
gruppo.
Modelli di osservazione e guida relazionale.
Network
analisys e rilevazione delle reti sociali.
Fronteggiamento
naturale.
Seconda
unità 22, 23 e 24 marzo
2007
Progettazione
di rete e costruzione di piani individualizzati
Assessment
dei bisogni e case management.
Tecniche di guida relazionale.
Reti di supporto e monitoraggio delle relazioni.
Lavoro di
rete e lavoro di équipe.
Terza
unità 17, 18 e 19 maggio
2007
Progettazione
di rete, lavoro di comunità e welfare locale
Costruzione
di progetti relazionali di prevenzione sociale.
Attivazione e
facilitazione di gruppi di auto/mutuo aiuto.
Empowerment degli
utenti e dei familiari.
Sviluppo di risorse informali
comunitarie.
Gestione dei tavoli di lavoro ed elaborazione dei
Piani di zona.
Per
informazioni
Michela Mosca
Centro Studi
Erickson
Loc. Spini 154, settore E - 38014 Gardolo (TN)
Tel.
0461 950747 - Fax 0461 956733
posta elettronica:
>>
Scheda
di iscrizione
Ulteriori
informazioni
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4.
CORSO: CURARE CON L'AIUTO DEGLI ANIMALI: LA PET THERAPY - VERONA 15/16 FEBBRAIO
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Aspetti metodologici e
benefici insorti nell’applicazione delle attività e terapie assistite con
animali
Il corso è rivolto agli
operatori del settore socio-sanitario che desiderano conoscere o approfondire la
gli aspetti della Pet -Therapy e i suoi settori di intervento.
Docente: Dott.ssa Renata Fossati
Laureata in pedagogia ad indirizzo psicologico. Consulente, formatore e
progettista nel campo delle Attività e Terapie Assistite con Animali
16 CREDITI ECM per:
medico, veterinario, psicologo, assistente sanitario, fisioterapista, educatore
prof,infermiere,infermiere pediatrico, logopedista,ostetrica, tecnico della
riabilitazione psichiatrica, tecnico ortopedico, terapista della neuro e
psicomotricità dell’età evolutiva, terapista occupazionale
Iscrizioni e Informazioni
Le richieste di iscrizione e informazioni possono essere trasmesse tramite
posta elettronica a:
oppure inviando un fax al numero 045/8402981.
Management Consulting
Viale Venezia, 123 – Verona
Tel.045/8402994 fax 045/8402981
Sito internet: www.management-cons.it
- Referente: Anna Maran
Brochure
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5. MATERIALE EDITORIALE ERICKSON
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Erickson news n. 05/2007
Mario Di Pietro
e Monica Dacomo
Giochi e attività sulle
emozioni
Nuovi materiali per
l'educazione razionale-emotiva
Tony Attwood
Guida alla
sindrome di Asperger
Diagnosi e caratteristiche evolutive
Giornate di
aggiornamento
Uso dei test in
psicologia clinica dello sviluppo
Bologna, 09 e 10
marzo 2007
Quarta edizione delle giornate di aggiornamento
sull'uso dei test in psicologia clinica dello sviluppo, promosse dall'AIRIPA -
Associazione Italiana per la Ricerca e l'Intervento in Psicopatologia
dell'Apprendimento e dalla rivista "Psicologia Clinica dello Sviluppo".
Obiettivo è aggiornare operatori, psicologi e studenti in formazione su alcuni
test significativi per l'attività clinica in ambito evolutivo.
Ogni giornata prevede che esperti presentino gli strumenti in sessione plenaria
e quindi, con l'eventuale aiuto di collaboratori, conducano un workshop che
illustri le modalità di somministrazione e utilizzazione degli strumenti.
Erickson
news n. 03/2007
Il labirinto dei
dettagli
Iperselettività cognitiva nell'autismo
6° Convegno internazionale
La Qualità
dell'integrazione scolastica
Rimini, 16, 17, 18 novembre 2007
Erickson news n.
50/2006
Dario
Ianes
in collaborazione con Beatrice Pontalti
Leggere l'orologio e gestire il tempo (CD-ROM)
Rappresentazione del tempo, lettura dell'orologio e giochi
per imparare a gestire e organizzare le proprie attività
Erickson
news n. 49/2006
KIT libro + cd-rom + sintesi vocale "Silvia"
Enrico Savelli e
Svano Pulga
Dislessia evolutiva
Attività di recupero su
analisi fonologica, sintesi fonemica e accesso lessicale
Scopo principale di questo software è quello di
sviluppare alcune specifiche componenti dei processi di lettura e scrittura
come l’analisi fonologica, la sintesi fonemica e l’accesso lessicale, con
finalità dichiaratamente rivolte alla pratica riabilitativa
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5.
NOVITA' EDITORIALE: RIVISTA “DISTURBI
ATTENZIONE
IPERATTIVITA”
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diagnosi, interventi e ruolo della scuola
E' al secondo
anno di vita la rivista semestrale sui “Disturbi di Attenzione
ed Iperattività” nei bambini ed adolescenti, edita dalla
casa editrice Erickson.
La rivista supplemento a “I disturbi
di apprendimento” è l'organo ufficiale dell'AIDAI
(Associazione Italiana Disturbi Attenzione e
Iperattività”.
Riportiamo di seguito parte
dell'editoriale al primo numero
“Con questo numero si
inaugura una nuova rivista che vuole ampliare e approfondire la
riflessione e le conoscenze sui Disturbi di Attenzione e Iperattività
(DDAI). Al giorno d'oggi la preparazione degli operatori clinici e
educativi è molto più approfondita rispetto a una
decina d'anni fa. Attualmente tutti i Servizi, pubblici e privati,
che si occupano di diagnosi e cura dei disturbi dell'infanzia sono in
grado di affrontare i casi segnalati per DDAI, sebbene le
problematiche siano molto numerose e le modalità con cui
gestirle non sempre efficaci.
Lo scopo di questa rivista è
proprio continuare il percorso di formazione per gli operatori
clinici e educativi per approfondire le tematiche più
importanti relative al DDAI: l'analisi del profilo cognitivo, le
difficoltà comportamentali, emotive e relazionali. Ci
occuperemo soprattutto di bambini, ma vogliamo anche interessarci di
adolescenti.
Analizzeremo esperienze, strumenti e ricerche che
riteniamo utili per offrire agli operatori un costante aggiornamento
su come affrontare le diverse sfaccettature del DDAI. La rivista
conterrà la traduzione di articoli internazionali, ricerche
originali nazionali, contributi relativi a esperienze e riflessioni
in ambito clinico e educativo. «Disturbi di Attenzione e
Iperattività» è l'organo ufficiale
dell'Associazione Italiana Disturbi di Attenzione Iperattività
(AIDAI), che avrà uno spazio regolare all'interno della
rivista. In questa sezione verranno riportate le esperienze e le
informazioni sulle attività associative e sulle iniziative
inerenti il DDAI.
....
Ci auguriamo, con l'intero comitato
scientifico e di redazione, che questa rivista possa diventare un
utile strumento di lavoro per tutti coloro che vogliono approfondire
e aggiornare le loro conoscenze sul DDAI, con l'auspicio di
incrementare ulteriormente la ricerca nazionale e un proficuo
dibattito su questo delicato tema. Buona lettura.”
Gian
Marco Marzocchi
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7. RIVISTA: “DISTURBI DI
ATTENZIONE E IPERATTIVITA' “ Vol.
1, n. 1, dicembre
2005
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- Costruzione di uno
strumento rivolto alla famiglia per l'identificazione precoce del
DDAI
M. Riello, A. Re, C. Cornoldi
Nell'ambito del
sempre più crescente interesse per i Disturbi da Deficit di
Attenzione con Iperattività (DDAI), una delle nuove frontiere
sembra essere quella della diagnosi e dell'intervento precoci. Data
la grande variabilità del comportamento dei bambini in età
prescolare è molto difficile fare una diagnosi preoce. Per
questo motivo la maggior parte delle ricerche nell'ambito del DDAI ha
coinvolto i bambini dai 7 anni in su, mentre sono rimasti scarsi le
conoscenze e gli strumenti per la valutazione dei bambini della
scuola dell'infanzia. Scopo di questo lavoro è presentare un
questionario, rivolto ai genitori, per l'identificazione precoce di
comportamenti che possono rientrare nel profilo del DDAI.
-
Autocontrollo e autoregolazione in bambini con disturbo da
deficit di attenzione/iperattività: una ricerca sperimentale a
soggetto singolo.
S. Merati, V. Valenti, F. Celi
Scopo
della ricerca è stato valutare sperimentalmente l'efficacia di
metodi cognitivo-comportamentali per sviluppare l'autocontrollo e
l'autoregolazione in 3 soggetti con DDAI. Sono state utilizzate sia
strategie di token economy per aumentare le capacità di
attenzione e diminuire i comportamenti iperattivi sia autoistruzioni
verbali per sviluppare abilità metacogniive. La durata del
trattamento è stata di un anno. Il disegno sperimentale
utilizzato è a linea di base multipla. I risultati mostrano
cambiamenti significativi nel comportamento tutti i soggetti. La
generalizzazione in ambito familiare ha prodotto buoni risultati. Il
follow-up a sei mesi mostra un buon mantenimento delle abiltà
acquisite.
- Linee guida per la diagnosi e la terapia
farmacologica del DDAI: sitesi, commenti e implicazioni cliniche
nella pratica quotidiana.
P. Cavolina, G. Sanna, B. Ancilletta,
A Zuddas
Le linee guida per la diagnosi e la terapia
farmacologica del DDAI, pubblicate dalla Società Italiana di
Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza (SINPIA), hanno
fornito un aggiornamento delle conoscenze sul disturbo, dalle
possibili cause alle diverse manifestazioni comportamentali, nonché
le raccomandazioni, basate su linee di evidenza, per la diagnosi, la
gestione e il trattamento. Lo scopo del presente articolo è
analizzare criticamente il contenuto delle linee guida e i motivi
della loro stesura. Appare altresì evidente l'opportunità
di migliorarne ulteriormente i contenuti e le indicazioni, alla luce
delle nuove conoscenze sul disturbo e delle implicazioni cliniche
riscontrate nella pratica clinica quotidiana.
- Comorbilità
e diagnosi differenziale del disturbo da deficit dell'attenzione e
iperattività: implicazioni cliniche e terapeutiche.
G.
Masi, S Millepiedi, S. Pezzica, S. Bertini, S. Berloffa
Almeno
i 2/3 dei bambini con DDAI presentano un disturbo psicopatologico
associato e tale comorbilità può condizionare la
fenomenologia, la gravità, la prognosi e il trattamento. Le
associazioni più frequenti sono quelle con i disturbi delle
condotte esternalizzate (oppositvo-provocatorio e della condatta) e
internalizzate (ansia, disturbo bipolare e depressione), ma di
recente sono state studiate anche quelle con il disturbo
ossessivo-compulsivo, la sindrome di Tourette, i disturbi pervasivi
dello sviluppo e il ritardo mentale. Un'accurata valutazione dei
soggetti con DDAI, che non consenta al disturbo di mascherare altre
affezioni in associazione, potrà consentire la definizione dei
fattori di rischio, dei mediatori prognostici, e l'adozione di
interventi più precoci e mirati.
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8. RASSEGNA STAMPA
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26/01/2007
Dica 33: "Iperattività malata?"
Iperattività
malata?
Il disturbo da deficit di
attenzione con iperattività (ADHD) è un disturbo
neuropsichico che riguarda circa il 2 per cento dei bambini italiani.
Se ne è discusso mercoledì 24 gennaio, a Roma,
all'Istituto superiore di sanità (ISS) nell’ambito del
convegno "Bambini e psicofarmaci: tra incertezza scientifica e
diritto alla salute". L’incontro è stato
organizzato dell’Istituto Superiore di Sanità,
dall’Istituto “Mario Negri” e dall’Università
di Cagliari. I lavori sono stati aperti da Enrico Garaci presidente
dell’Iss e introdotti dagli interventi di Pietro Panei del
dipartimento di Ricerca e Valutazione dei Farmaci dell’ISS, di
Maurizio Bonati del Laboratorio per la salute materno infantile
dell’Istituto Mario Negri e di Alessandro Zuddas della clinica
di neuropsichiatria infantile dell’Università di
Cagliari.
In arrivo il
metilfenidato
Il farmaco che è
finito sotto la lente del convegno è il metilfenidato
conosciuto con il nome commerciale di Ritalin. Entro febbraio,
infatti, l’Aifa si pronuncerà sulla possibile
introduzione del farmaco sul mercato italiano. Lo ha annunciato,
durante il convegno, il direttore generale dell’Aifa Nello
Martini che ha comunicato anche l’apertura di un registro
sull’uso del metilfenidato. Questo strumento vincolerà
la prescrizione del farmaco alla predisposizione di un piano
terapeutico semestrale da parte del centro di riferimento. La
decisione di intraprendere una terapia a base di Ritalin sarà
di esclusiva competenza del neuropsichiatra infantile. Lo specialista
sarà tenuto dopo una e dopo quattro settimane a una verifica
dell'efficacia e della tollerabilità della terapia. Qualora
venga deciso di proseguire il trattamento saranno programmati
controlli clinici dopo i primi cinque mesi e, successivamente, almeno
ogni sei mesi. Almeno una volta l'anno il trattamento verrà
interrotto per valutare l'opportunità di proseguire con la
sola terapia psico-comportamentale.
Favorevoli
e…
L’uso degli
psicofarmaci su pazienti in età evolutiva ha sempre creato
divergenze di opinione: le caratteristiche assolutamente specifiche
della popolazione pediatrica impongono particolari premure nell’uso
di farmaci che spesso non sono nemmeno indicati nella terapia
pediatrica dell’Adhd. “Guardiamo con grande fiducia
l’attuazione del programma del Registro Nazionale per fine
febbraio promessa da Martini, perché è uno strumento di
tutela fondamentale sia da possibili rischi di errata diagnosi sia
dal rischio di un eventuale abuso” – afferma Patrizia
Stacconi, presidente dell’Associazione Italiana Famiglie Adhd.
Numerosi genitori di bambini con Adhd sono concordi nell’affermare
di aver avuto un rifiuto istintivo iniziale verso l’approccio
farmacologico; dopo anni di terapie rivelatesi inefficaci, in alcuni
casi hanno visto invece “rinascere” i propri figli grazie
a questa risorsa, che spesso si è rivelata decisiva, e in
alcuni casi fondamentale per la loro vita.
…contrari
Preoccupazione
è stata espressa dall’associazione “Giù le
mani dai bambini” che intervenendo al convegno con Luca Poma ha
lamentato l’assenza di adeguate garanzie da parte del Ministero
della Salute riguardo i pericoli della “medicalizzazione”
delle scuole. “Siamo preoccupati – ha dichiarato Poma -
soprattutto dagli screening psichiatrici che vengono effettuati nelle
scuole senza l’autorizzazione dei genitori. In questo senso
siamo stati rassicurati dal Ministro della Pubblica Istruzione
Gentiloni che ha promesso un intervento personale per verificare la
situazione. Per Luigi Cancrini membro della commissione parlamentare
per l’infanzia prima della prescrizione di uno psicofarmaco a
un bambino va analizzata la sua situazione complessiva. “Si
deve – ha ricordato Cancrini - rimuovere anche il più
piccolo sospetto che il disagio del piccolo paziente non derivi in
realtà da cause esterne, magari da genitori instabili, che
hanno nel bambino solo un riflesso. Ho la netta sensazione – ha
concluso Cancrini – che non ci renda pienamente conto di cosa
significa somministrare psicofarmaci stimolanti a un bambino di
cinque o 10 anni, del tipo di impatto sul suo sistema ormonale, sul
suo sistema nervoso in via di sviluppo”.
Gianluca
Casponi
Fonte
Convegno
"Bambini e psicofarmaci: tra incertezza scientifica e diritto
alla salute", Roma 24 gennaio 2007
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Italiasalute.it:
"Deficit di attenzione e iperattività"
Il
sito web riprende integralmente il comunicatro stampa dell'AIFA,
approfondendo l'ADHD e riportando l'opinione di Patrizia Stacconi in
merito al Registro ADHD e all'immissione in commercio di Ritalin:
“La
parola iperattività evoca l’immagine di bambini vivaci,
contenti, pieni di vita e ricorda un periodo della vita, quello
dell’infanzia, generalmente bello e spensierato. In realtà
questo disturbo provoca una grande sofferenza nel bambino a causa
dell’emarginazione a cui viene sottoposto fin da piccolo, sensi
di colpa, bassa autostima, poche relazioni sociali e amicali,
abbandono scolastico” - afferma Patrizia Stacconi, presidente
di AIFA onlus. “Questo disturbo ha un effetto pervasivo su tutte le
principali attività e impatta negativamente su ogni aspetto della vita,
provocando sofferenza anche nella famiglia, che assiste impotente a questo
fenomeno." I genitori temono una
diagnosi parziale o totalmente errata e conseguentemente l'utilizzo
di uno psicofarmaco non idoneo o i suoi effetti collaterali; per
questo viene fortemente auspicata la messa in atto del programma del
Registro
...(Continua)
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29/01/2007
Il
Sole 24 ore: "Un futuro con meno pericoli"
Gli esperti.
Le associazioni pediatriche promuovono la normativa messa a punto a
Bruxelles
Un
futuro con meno pericoli
Il
presidente Sip: «Italia fanalino di coda nella sperimentazione
scientifica»
Barbara
Gobbi
«Il
regolamento europeo sui farmaci pediatrici? Se ne sentiva il bisogno,
aspettavamo questo testo da anni». A promuovere la nuova
legislazione UE che incentiva la diffusione dei medicinali per
bambini sono i pediatri della Sip, la società scientifica che
li rappresenta. «Il testo segna un passo in avanti importante
verso una maggiore chiarezza e serietà nella prescrizione:
fino a oggi noi pediatri siamo stati spesso costretti a dare ai
piccoli pazienti formulazioni studiate per organismi adulti - spiega
il presidente Sip Pasquale di Pietro -. E l'Italia è l'ultima
della classe in fatto di sperimentazione clinica sui bambini».
«Quello dei medicinali "off label", non tarati su
questa categoria di pazienti e perciò rischiosi sotto il
profilo di eventuali effetti collaterali o di eventi avversi, è
senz'altro il problema maggiore che fino a oggi ha caratterizzato le
prescrizioni pediatriche», gli fa eco Giuseppe Saggese, membro
della commissione "Bambini e farmaci" dell'Aifa, l'Agenzia
italiana del farmaco. Il rischio di prescrivere farmaci
potenzialmente dannosi per i più piccoli, insomma, fino a oggi
è stato concreto. Ma, tengono a chiarire dalla Sip, pure in
assenza di una legislazione comunitaria i pediatri si erano
attrezzati per migliorare appropriatezza e attenzione nelle
prescrizioni, attenendosi alle linee guida internazionali e
realizzando monitoraggi specifici. Come quello avviato in
collaborazione con l'Istituto superiore di Sanità in una serie
di Pronto soccorso, dove è in atto il check degli eventi
avversi legati ai farmaci. Quanto ai dati riportati dall'ultimo
studio Arno, invece, i pediatri respingono decisamente ogni accusa di
inappropriatezza. «In passato - ammette Saggese - registravamo
grande facilità nella prescrizione di antibiotici. Ma negli
ultimi anni il quadro è decisamente cambiato, nell'ambito del
profondo mutamento culturale che caratterizza l'approccio alla
medicina: sia i professionisti che le famiglie sono attentissimi a
limitarsi nella somministrazione di pillole ai bimbi». «Tanto
per fare un esempio - continua Di Pietro - l'antipiretico non viene
prescritto al di sotto delle 38 linee e mezzo di febbre. E la
formazione è continua: abbiamo appena deciso di inviare a
tutti i nostri iscritti schede di aggiornamenti sulla
farmacovigilanza». Resta il dibattutissimo tema degli
psicofarmaci somministrati ai giovanissimi: «Un terreno
scivoloso a cui va prestata massima attenzione - commenta Saggese -:
a fronte di un reale aumento, tra bambini e adolescenti, dei problemi
di salute mentale e di depressione, l'intera comunità
medico-scientifica deve esercitare una continua sorveglianza
sull'appropriatezza delle prescrizioni.
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29/01/2007 Il Sole 24 Ore
«Antidepressivi ad alto rischio»
Sara Todaro
«Cure
su misura non ce ne sono: per migliaia di minori i trattamenti con
antidepressivi e psicofarmaci sono ad alto rischio ». Maurizio
Bonati (Laboratorio materno-infantile del Mario Negri di Milano) e
gli esperti dell'Istituto superiore di Sanità (Iss) hanno
rilanciato l'allarme sul rapporto tra bambini e psicofarmaci proprio
in occasione dell'entrata in vigore del nuovo Regolamento UE sulle
cure baby.
«Dal
2000 a oggi - spiega Bonati - il consumo di questi prodotti tra
bambini e adolescenti tra 7 e 14 anni è più che
triplicato. E gran parte dei 3omila ragazzi in terapia riceve cure
"off label", non testate per questi pazienti, col rischio
di veder aumentare effetti collaterali gravi o gravissimi, come i
disturbi cardiovascolari e l'induzione al suicidio». Le
statistiche sono allarmanti: in Italia, su 1 milione e 5oomila minori
tra o e 17 anni, assume antidepressivi il 2,2 per mille dei maschi e
il 2,6 per mille delle femmine; il consumo aumenta tra gli
adolescenti. Secondo un recentissimo studio dell'Oms nel resto del
mondo non va meglio: soffrono di disturbi depressivi 4-8 adolescenti
su cento. Le cure? Restano per adulti. «Solo di recente l'Emea
(Agenzia Uè dei medicinali) ha riconosciuto l'indicazione
pediatrica di un prodotto usato nella terapia, in corso di
registrazione anche in Italia», dice il presidente dell'Iss,
Enrico Garaci. Ma sugli altri fronti si naviga a vista: «C'è
addirittura da far ordine nelle schede tecniche dei prodotti in
commercio», sottolinea ancora Bonati, convinto che serve «
un Registro nazionale e un piano terapeutico per tutti gli
psicofarmaci somministrati ai minori». Il primo di questi
Registri sarà inaugurato a febbraio, quando l'Agenzia italiana
dei farmaci ( Aifa) dovrebbe dare il via libera al ritorno in Italia
del metilfenidato (Ritalin), farmaco per il trattamento dell'Adhd
(deficit di attenzione e iperattività) che riguarda in Italia
tra il 2 e il 4% dei bambini in età scolare. L'annuncio ha
fatto subito riesplodere le polemiche sui possibili abusi. «Il
registro garantirà accuratezza diagnostica e appropriatezza:
il farmaco potrà essere prescritto solo nei centri di
riferimento indicati dalla Regione », assicura Stefano Velia
(dipartimento farmaci dell'Iss). Ma Bonati spezza ancora una lancia a
favore di pazienti e famiglie: «Le reazioni emotive derivano
anche da carenze organizzative e politiche». «L'adolescente
psichiatrico - conclude l'esperto - è terra di nessuno: i
Piani sanitari nazionali e il Piano materno-infantile non se ne
occupano; il Piano salute mentale vi dedica poca attenzione. E non
c'è nessun sostegno alle famiglie che addirittura, da una Asl
all'altra, rischiano di essere discriminate e di ritrovarsi costrette
a sostenere il costo di costosi cicli di cura».
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23/01/2007 Poco sonno rende
iperattivi
Dica33 Sito Web
M.M.
I bambini che in età
prescolare soffrono di problemi di sonno, sono più predisposti
a una diagnosi di disturbi del comportamento come l'Adhd. A
dimostrarlo è uno studio australiano, pubblicato sulla rivista
Pediatrics, che è stato condotto su bambini di 4-5 anni, un
terzo dei quali affetti da lievi, moderati o gravi problemi di sonno.
Il rischio è che questi problemi, peraltro facilmente
curabili, influiscano negativamente su un alto numero di bambini, al
momento del passaggio a scuola. E' stato infatti dimostrato che i
problemi di sonno nei bambini in età prescolare aumentano il
rischio di problemi di comportamento e di scarse performance a
scuola. Dunque i ricercatori hanno monitorato oltre 4mila famiglie,
inserite in uno studio nazionale sulla salute dei bimbi. Circa il 20%
dei bambini del campione era affetto da lievi problemi di sonno,
mentre quasi il 14% aveva dai medi ai gravi problemi, come il
risveglio durante la notte riscontrato nel 18% dei bambini e la
difficoltà ad addormentarsi (13%). La ricerca ha dimostrato
che i bambini con moderati o gravi problemi di sonno sono 12 volte
più predisposti alla diagnosi di Adhd, rispetto ai bambini con
un buon sonno.
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19/01/2007 :Quando l'umore va
su e giù
Viver Sani e Belli
N.4 - 26 GENNAIO
2007
Devono comparire almeno cinque dei seguenti sintomi, che
devono durare per almeno due settimane:
- umore depresso (a volte
irritabile, a volte malinconico);
- diminuzione o perdita di
interesse per le attività;
- calo del desiderio sessuale;
disturbi del sonno;
- senso di stanchezza;
- riduzione
dell'attività psicomotoria;
- autosvalutazione, senso di
colpa, tendenza ad autoaccusarsi;
- indecisione, scarsa capacità
di pensare;
- pensieri di morte e tentativi di suicidio;
-
deliri e allucinazioni. Influenza la qualità della vita
È
importante diagnosticare correttamente il disturbo bipolare, perché
in entrambe le fasi può portare a comportamenti dannosi.
-»
In fase maniacale, per esempio, la persona può avere un
comportamento sessuale a rischio, assumere stupefacenti o alcol,
compiere azioni illegali o pericolose, senza un'attenta valutazione
delle possibili conseguenze negative.
-» In fase depressiva
può, invece, tentare frequentemente il suicidio (basti pensare
alla vita di Virginia Woolf e ai suoi numerosi tentativi di
uccidersi).
In generale, il disturbo bipolare può
incidere negativamente sulla vita sociale, familiare e lavorativa. I
farmaci più efficaci in fase depressiva, di remissione da
quella maniacale, si possono prendere i cosiddetti stabilizzatori
dell'umore, di I generazione (come il litio carbonato, l'acido
valproico e la carbamazepina) e di II generazione (la lamotrigina e
la oxcarbamazepina). Questi farmaci, però, hanno un'azione
lenta e possono provocare effetti collaterali, come disturbi renali.
• Gli antidepressivi, come la paroxetina, il bupropione e la
fluoxetina, sono adatti per la fase depressiva se questa è
accompagnata anche da attacchi di panico o da comportamenti
ossessivi.
• Alla cura con gli antiepi- [i lettici
rispondono positiva- § mente poche persone, quindi, non possono
essere considerati validi per tutti. Gli antipsicotici atipici, come
la clozapina, il risperidone e la olanzapina possono essere presi sia
in fase maniacale sia in fase depressiva. Di questo gruppo, fa parte
la quetiapina, una molecola in uso dal 1997 e approvata di recente
dalla Fda americana (l'ente che si occupa della gestione dei farmaci)
sulla base di uno studio (Bolder II, che ha coinvolto negli Stati
Uniti 41 centri psichiatrici) appena conclusosi con risultati
rassicuranti. Lo studio ha dimostrato, infatti, che la quetiapina
riduce in modo significativo le manifestazioni del disturbo bipolare
senza grandi effetti collaterali. II valore della psicoterapia Anche
la psicoterapia rappresenta un valido aiuto per le persone che
soffrono di disturbo bipolare. La cura, però, non ha tanto lo
scopo di affrontare la malattia, ma svolge piuttosto un ruolo di tipo
"psicoeducazionale" per il malato e per i suoi famigliari.
• La psicoterapia, che consiste in una serie di sedute da
effettuare almeno una o due volte alla settimana da uno
psicoterapeuta, ha l'obiettivo di rendere consapevole la persona
malata su sintomi e decorso della malattia, obiettivi, durata e costi
delle cure, prescrizione di farmaci specifici. • Inoltre,
rappresenta un supporto per riconoscere le conseguenze della mancata
adesione alle cure e per interpretare i sintomi del disturbo nel
momento in cui una fase del problema sta virando verso il polo
opposto. Antidepressivi e stabilizzatori dell'umore aiutano a curare
il disturbo bipolare, così come la psicoterapia DEPRESSIONE
disturbo dell'umore caratterizzato da tristezza cronica, problemi del
sonno, scarsa stima di sé, disinteresse e pensieri negativi.
MANIA fase del disturbo bipolare caratterizzata da euforia ed
esaltazione. NEUROTRASMETTITORÌ sostanze che hanno la funzione
di trasmettere al cervello gli impulsi nervosi provenienti dal corpo.
Svolgono una funzione importante nella regolazione del tono
dell'umore. fasi opposte tra le quali si alterna l'umore della
persona affetta da disturbo bipolare.
Servizio di Roberto,
Raviolo.
Con la consulenza della professoressa Donatella
Marazziti, psichiatra, dipartimento di Psichiatria, neurobiologia,
farmacologia e biotecnologie, università degli Studi di
Pisa.
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25-01-2007
FARMACI: MARTINI (AIFA),ENTRO FEBBRAIO REGISTRAZIONE RITALIN
VELLA
(ISS),INSIEME PARTE REGISTRO NAZIONALE CURE PER ADHD
(ANSA)
- ROMA, 24 GEN - "Entro febbraio arriverà la decisione
regolatoria per l'immissione in commercio e i criteri di
rimborsabilità" del farmaco contro l'iperattività
dei bambini, il metilfenidato (ritalin).
E' quanto dichiarato dal
direttore generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), Nello
Martini, durante del convegno 'Bambini e psicofarmaci' in corso
all'Istituto Superiore di Sanità (ISS). E' inoltre pronto a
partire, ha annunciato Stefano Vella direttore del dipartimento del
Farmaco dell'ISS, subito dopo la registrazione dei due farmaci, il
Registro Nazionale dei trattamenti farmacologici e non farmacologici
per l'ADHD, la sindrome da deficit di attenzione e iperattività
che si stima riguardi in Italia circa l'1% dei bambini.
Il
registro, ha spiegato Vella, servirà a prevenire l'uso
improprio dei farmaci e ad inquadrarlo invece in un percorso
assistenziale adeguato, evitando quindi l'eccessivo uso dei farmaci
come avviene per esempio negli Stati Uniti. E' grazie al lavoro
congiunto del Dipartimento del Farmaco, dell'AIFA, delle Regioni, ha
precisato Vella, che è stato possibile realizzare questo
strumento di monitoraggio che rappresenta una rete di protezione per
la salute dei bambini. In sintesi il registro si occuperà del
monitoraggio dell'uso delle terapie, non solo del Ritalin ma anche di
un altro farmaco registrato in Europa per mutuo riconoscimento. Il
registro farà sì che la prescrizione dei farmaci
avvenga solo nei centri di riferimento neuropsichiatrici regionali
riconosciuti per l'ADHD; farà sì che la prescrizione
avvenga solo nell'ambito di un percorso diagnostico e terapeutico a
360 gradi.
(ANSA).
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25-01-2007
Pet-therapy Coccole & cura
Aspetti
metodologici e benefici insorti nell’applicazione delle
attività e terapie assistite con animali
Veterinaria
- Anche in Italia le metodiche di cura per mezzo di animali da
compagnia trovano i primi riconoscimenti ufficiali. Un'inchiesta
dell'università di Bologna rivela come vengono praticate nel
"pubblico".
Mariapaola Salmi
Èstato un cammino
di anni, lungo e difficile. Ora però la Pet Therapy, che in
senso letterale significa "cura con l'animale da compagnia",
anche nel nostro paese sembra fare piccoli passi in avanti. A
dimostrarlo, l'istituzione in Emilia Romagna di un Centro di
referenza universitario e regionale per le attività e terapie
assistite con gli animali (Ataa) e l'avvio, nella medesima regione,
del primo censimento sulle iniziative terapeutiche e di sostegno che
si avvalgono degli animali.
Impegnata
nel non facile compito, la Facoltà di medicina veterinaria
dell'Università di Bologna, in collaborazione con il
Dipartimento di biologia cellulare e neuroscienze comportamentali
dell'Istituto Superiore di Sanità. Stefano Cinotti, ordinario
di clinica medica veterinaria e membro della sezione IV al Consiglio
Superiore di Sanità, spiega il futuro del progetto, portato
avanti con il contributo della Fondazione CarisBo: "L'importanza
della Pet Therapy è nota, tuttavia in Italia il lavoro si basa
su tanta passione e ancora poca scientificità. Numerose le
iniziative sorte ovunque negli ultimi anni: alcune utili, altre meno.
Conoscere le strutture coinvolte, il profilo degli operatori, il
percorso formativo degli animali e la tipologia degli utenti ci
aiuterà a inquadrare la realtà regionale in previsione
di un censimento sul territorio nazionale".
I
primi risultati dell'indagine disegnano uno spaccato incoraggiante:
operatori con titoli, certificati e qualifiche rilasciate da Siua,
Aiuca e Delta Society; bambini, giovani adulti e anziani la
popolazione trattata; cani, provenienti da canili e allevamenti
amatoriali, educati e addestrati. Numerose le patologie: tra esse,
sindrome di iperattività, deficit di apprendimento, Down,
disturbi del linguaggio di vario grado fino all'handicap fisico e
motorio, al disagio psichico, all'autismo, alla demenza senile
precoce e all'Alzheimer. La Pet Therapy è entrata ovunque:
ospedali, scuole di vario grado, centri residenziali, case-famiglia.
L'impressione, ascoltando i tanti veterinari, educatori, medici,
psicologi e insegnanti che da tempo se ne occupano, è che le
iniziative siano tante un po' ovunque, ma che a mancares sia una
legge nazionale che la ufficializzi, - quella proposta nel 2001, poi
trasformata in Decreto legislativo dal ministro Sirchia, intenzionato
a fare della Pet Therapy una attività rigorosa e scientifica,
giace in Parlamento. Intanto, un esempio positivo arriva dal Veneto
che con la legge 3 del 2005 finanzia, promuove e forma operatori e
ricerche per la Pet Therapy.
Manca
poi la professionalità. "Oggi è di moda la
relazione con l'animale, "tanto male non fa", ma anche
questa", dice Marcello Galimberti, presidente dell'Associazione
italiana uso cani d'assistenza, "è un'illusione perché
le buone intenzioni non danno sempre buoni risultati. La Pet Therapy
si basa sulle emozioni che la persona vive nel relazionarsi con
l'animale". Infine non c'è ancora un linguaggio univoco e
una collaborazione tra quanti si occupano di Pet Therapy. "Intanto
non dovremmo più parlare di "utilizzazione"
dell'animale, termine che cela una chiara strumentalizzazione. Il
cane, il gatto, il cavallo sono soggetti di relazione", afferma
lo zooantropologo Roberto Marchesini, "in quanto tali, qualunque
sia la modalità delle attività (affettivaemozionale,
stimolante, ludica), gli animali condividono la reciprocità
della relazione con l'uomo". Altro problema i ruoli e le
competenze delle figure professionali coinvolte. Insomma la strada è
ancora lunga.
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