========= AIFAnewsletter n.184 anno VIII
del 31/10/2010 ======================
Notiziario sul Deficit d'Attenzione con
Iperattività, disturbi e problematiche ad esso correlati, diffuso
dall'Associazione Italiana Famiglie ADHD Onlus.
In questo numero:
1.
EVENTI:
- MASTER BIENNALE DI SPECIALIZZAZIONE IN Pedagogia Clinica –
30 ottobre 2010
- Manifestazione “Salone dello studente” - Cremona
4-5/11/2010
- IV Conferenza internazionale OIIJ “Sviluppo dei sistemi di
giustizia giovanile integrati: approcci e metodologie relative alla salute
mentale ed all'uso di droghe”, Roma 9-10 Novembre 2010
- II Congresso Internazionale:NUOVE PROSPETTIVE NELLA
PSICHIATRIA DELL’ETA’ EVOLUTIVA – Roma 11-12/11/2010
- V
CONVEGNO NAZIONALE AIFA ONLUS – INTERNATIONAL JOINT CONFERENCE ADHD EUROPE -
AIFA ONLUS,”LE
MOLTE FACCE DELL'ADHD” ROMA, 26 FEBBRAIO 2011
- III Congresso mondiale sull’ADHD: DALL'INFANZIA ALL'ETA'
ADULTA– Berlino, Germania - 26-29/05/2011
2.
COMUNICATO STAMPA AIFA ONLUS: ADHD la causa è genetica (studio Lancet)
3.
IL MUTUO AIUTO – che cos'è e gli incontri organizzati dai nostri referenti
4.
PARENT TRAINING a Roma
5. L'ANGOLO
DEI LIBRI:
- “Largo Arrivo Io” - Erickson
6. FORMAZIONE:
- ERICKSON -
CORSI
ONLINE NOVEMBRE 2010
- CENTRO OIDA - Il Metodo LESF - Lettura e Scrittura Facile
7.
RASSEGNA STAMPA:
articoli per riflettere:
- Scuole come ospedali: non più somari ma malati (Il
Giornale)
articoli SI:
- Settimana Europea: Consapevolezza
dell' Adhd
- La causa dell' Adhd ? "Questione di geni"
- Occhio ai bimbi iperattivi, rischiano di diventare
tossicodipendenti
- Mio figlio è molto vivace o iperattivo?
- Sesso disturbato potrebbe celare disturbi psichiatrici nei
giovani
- Deficit d'attenzione : insieme insegnanti, medici e
famiglie
articoli NO:
- scienza salute: La grande truffa degli psicofarmaci
articoli di interesse vario:
-
Il Tar
del Lazio conferma: la riduzione dell’orario negli istituti tecnici è
illegittima
1.
EVENTI:
Master
Biennale di Specializzazione in Pedagogia Clinica -
30 ottobre 2010:
Perfezionamento Annuale sui DSA
Perfezionamento Annuale sul Colloquio Clinico ad Orientamento Gestaltico
Perfezionamento Annuale sulla Sindrome a Spettro Autistico
Perfezionamento Annuale sulla Sindrome ADHD
le iscrizioni sono aperte,
rivolgersi a: Info segreteria : +39 081
682328 -
info[at]centrooida.it
-
l'aula magna del Liceo Scientifico "Aselli" www.centrooida.it
Manifestazione “Salone dello studente” - Cremona 4-5/11/2010:
nell'Aula Magna del Liceo Scientifico
"Aselli" si svolge anche quest'anno l'ormai consueta manifestazione che
coinvoige l'ambiente scolastico e non della provincia di Cremona. Gli
appuntamenti sono:
- 4 novembre dalle 14,30 alle 17,30 – Titolo: L'ADHD, le condizioni associate e
le ricadute sui processi di apprendimento. Contenuti: L'incontro affronta il
problema dell'ADHD quando al disturbo primario si associano altri disturbi quali
le DSA, i disturbi del comportamento etc., con importanti ricadute sulla
gestione del soggetto e della classe.
- 5 novembre dalle 14,30 alle 17,30 - Titolo:
L'ADHD dal bambino piccolo all'età scolare: una prospettiva evolutiva.
Contenuti: L'incontro sviluppa il tema della diagnosi precoce e dei segnali
predittivi dell'ADHD, in modo da permettere agli insegnanti di seguire
proficuamente il bambino nel passaggio delicato dalla Materna alla Primaria.
A cura dell'AIFA Onlus Lombardia, referente per Cremona Remo Bonardi
-
IV
Conferenza internazionale OIIJ “Sviluppo dei sistemi di giustizia minorile
integrati: approcci e metodologie relative alla salute mentale ed all'uso di
droghe”, Roma 9-10 novembre 2010
Organizzato dall'Osservatorio Internazionale
della Giustizia Minorile, nel Auditorium del Massimo, in Via Massimiliano
Massimo, 1 Roma.
per informazioni ed iscrizione consultare
http://www.oijj.org/roma2010_fr.html
o scrivere a
roma2010[at]oijj.org
Gli argomenti trattati:
- Studi sulla situazione dei minori con disturbi mentali in conflitto con la
giustizia o in relazione al consumo di droghe
- Risposta del sistema di giustizia giovanile di fronte alle infrazioni dei
minori che soffrono di disturbi mentali
- Delinquenza minorile legata al consumo di droghe: il profilo dei minori e
l'analisi dei percorsi per la loro integrazione sociale
- Disturbi mentali, consumo di droghe e giustizia miinorile: aspetti etici,
deontologici e buone pratiche
- La relazione tra la giustizia minorile ed i servizi della Salute: necessita di
sviluppare percorsi speciali
- Sviluppo di politiche e normative: interfaccia dei sistemi
- 2°
Congresso Internazionale:NUOVE PROSPETTIVE NELLA PSICHIATRIA DELL’ETA’ EVOLUTIVA
– Roma 11-12/11/2010
Casa La Salle – I.C.J.M. Via Aurelia 472 – Roma
organizzato da: Policlinico Universitario “Agostino Gemelli”, Università
Cattolica del Sacro Cuore, Ospedale “Sandro Pertini” U. O. C. Neurospichiatria
infantile
Segreteria Scientifica Dott. Renato
Donfrancesco
Ospedale “Sandro Pertini” U.O.C. Neuropsichiatria infantile ASL Roma B – Roma
Prof.ssa Maria Giulia Torrioli
Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” Università Cattolica del Sacro
Cuore – Roma
Dott.ssa Maria Grazia Melegari
Presidio “La Scarpetta” ASL Roma A – Roma
Prof. Enzo Sechi
Università degli Studi dell’Aquila – L’Aquila
Segreteria Organizzativa Omega congressi per le iscrizioni:
info[at]omegacongressi.comel
I temi trattati:
w
ASPETTI MEDICO-BIOLOGICI DELLA DISLESSIA:
w
PSICOPATOLOGIA IN ETÀ PRESCOLARE:
w
ASPETTI MEDICO-PEDIATRICI IN PSICHIATRIA
DELL’ETÀ EVOLUTIVA:
w
LA PSICOFARMACOLOGIA IN ETÀ EVOLUTIVA:
w
L’ALESSITIMIA IN ETÀ EVOLUTIVA:
w
TEMPERAMENTO E PERSONALITÀ:
5°Convegno nazionale AIFA Onlus – International Joint Conference ADHD Europe -
AIFA Onlus:
“LE MOLTE FACCIE DELL'ADHD” ROMA, 26 FEBBRAIO 2011
Per la prima volta l'AIFA Onlus organizza un convengo internazionale in
collaborazione con l'Associazione Europea ADHD-Europe.
L'evento si svolgerà nel Salesianum, Via della Pisana, 1111 a Roma.Sarà
disponibile la traduzione simultanea
Moderatore è il
Dott.
Renato DONFRANCESCO;Neuropsichiatra
Infantile
Programma e relatori:LE MOLTE FACCE DELL’ADHD
Benvenuto
da parte dei Presidenti AIFA Onlus,
Patrizia
STACCONI
ADHD-Europe,
D.ssa
Myriam MENTER,
saluti delle Autorità
“Bilancio
di tre anni di attività del Registro Italiano dell’ADHD: luci e ombre sul ruolo
del pediatra di famiglia nell’individuazione del problema”
-
Dott.
Pietro PANEI,
Istituto Superiore della Sanità
“Circolari
Ministeriali del MIUR sull’ADHD”
–
Dott.
Antonio CUTOLO,
Direzione Generale dello Studente, ufficio 6°, Ministero Istruzione Università e
Ricerca
“Che
cos’è l’ADHD?”
Introduzione e definizione dell’ADHD - Dott. Eric W. DICKHAUS, ricercatore
Fondazione Attento, Neuropatologo
“Diagnosi
differenziale dell’ADHD”
incluso “Come distinguere l’ADHD da altri disturbi emozionali e comportamentali”
e “Spiegazione del DSM V e le novità rispetto al DSM IV”
Dott.
Amaia HERVAS ZUNIGO,
Psichiatra Infantile, Spagna
“Le
Comorbilità dell’ADHD riguardo i molti tipi di comorbilità e la loro prevalenza
con particolare attenzione al Disturbo della Condotta nell’Adolescenza ed il
Rischio al Comportamento Deviante o criminale”
(Alcool, droghe, disturbi alimentari….)
Dott.
Georgios DERMATIS,
Psichiatra , Grecia
“Le
terapie farmacologiche dell’ADHD”
Prof.
Alessandro ZUDDAS,
Neuropsichiatra Infantile, Italia
“Le
Terapie comportamentali”
descrizione delle corrette terapie, delle
terapie di gruppo, delle linee guida NICE, Parent Training, Childs Training,
Teacher Training, con accenno alle “Abilità Sociali dall’infanzia all’età
adulta” e alle corrette terapie complementari includendo le strategie
scolastiche e a casa per i compiti con particolare attenzione al supporto per un
successo scolastico di bambini e adolescenti con AD(H)D e/o Disturbi di
apprendimento, compreso quelli con elevato QI -
Dott.
Geir ØGRIM,
Neuropsicologo, Norvegia
“ADHD
negli adulti”
Depressione, Disturbo Bipolare, Relazioni e Intimità, Terapie, Coaching.comprese
le difficoltà di mantenersi un posto di lavoro…Dott.ssa
Johanna KRAUSE,
Neurologa e Psichiatra, Germania
“ADHD
nelle ragazze e donne”
Identificazione dell’ADHD nelle ragazze e nelle donne – come identificare gli
estremi di ansia ed emozione – la prevalenza del tipo disattento nei maschi come
nelle femmine, comerisolvere i problemi della vita quotidiana (depressione,
gestione di casa e famiglia, relazioni con i figli ed il partner, disturbi
alimentari….Dott.ssa
Sandra KOOIJ,
Psichiatra, Olanda
3°Congresso mondiale sull’ADHD: DALL'INFANZIA ALL'ETA' ADULTA– Berlino, Germania
– 26-29/05/2011
Organizzato dalla Federazione mondiale
dell’ADHD
per informazioni, iscrizione e
programma
consultare:
http://www.adhd-congress.org
2. COMUNICATO STAMPA AIFA ONLUS: ADHD la causa è genetica (studio
Lancet):
ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività): la causa è genetica
La conferma arriva da uno studio
dell’Università di Cardiff, pubblicato su Lancet
13 ottobre 2010
–
L’ADHD (Attention Deficit Hyperactivity
Disorder ovvero Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività) ha origini
genetiche. Ad annunciare l’importante scoperta è un équipe britannica di
ricercatori dell’Università di Cardiff, che ha condotto un vasto studio clinico
su 366 bambini affetti da ADHD di età compresa tra i 5 e i 17 anni, i cui dati
sono stati confrontati con quelli di 1.047 bambini sani.
Secondo i risultati dello studio, pubblicato dall’autorevole rivista scientifica
Lancet, il disturbo è riconducibile a differenze riscontrabili nel cervello dei
bambini affetti da ADHD. Le differenze sono provocate da segmenti del Dna
duplicati o mancanti. La sovrapposizione principale, secondo il Lancet, è stata
identificata in una particolare regione sul cromosoma 16, già implicata nella
schizofrenia e in altri disturbi psichiatrici.
Alla luce di questi risultati, i ricercatori britannici hanno formulato nello
studio alcune importanti conclusioni: da un lato, le evidenze raccolte indicano
come la genetica, e nello specifico le mutazioni o duplicazioni cromosomiche,
devono essere considerate ambiti prioritari nella ricerca sul disturbo ed essere
oggetto di future investigazioni; dall’altro, la conferma dell’esistenza di
origini genetiche alla base dell’ADHD concorre a confutare l’ipotesi che il
distrubo possa essere considerato un semplice costrutto sociale.
“I
risultati di questo studio, pubblicati su una delle più autorevoli riviste di
medicina, rappresentano un significativo avanzamento per la ricerca scientifica
nell’ambito delle neuroscienze e offrono un’ulteriore conferma rispetto
all’origine neurobiologica dell’ADHD, disturbo che in Italia si stima avere una
prevalenza attorno al 2-3%.”
- commenta il Prof.
Paolo Curatolo, Primario della Clinica
di Neuropsichiatria Infantile Dipartimento Neuroscienze, Università degli Studi
di Roma Tor Vergata.
La notizia è stata accolta favorevolmente
anche dall’Associazione Italiana Famiglie ADHD, AIFA Onlus: “Noi
genitori e familiari di bambini ADHD ci auguriamo che questa importante scoperta
possa avere un ruolo significativo non solo sotto il profilo scientifico, dove
può contribuire ad aprire nuovi orizzonti sul fronte della ricerca clinica e
dello sviluppo di terapie sempre più efficaci, ma anche sotto il profilo
socio-culturale: esiste infatti uno stigma legato all’ADHD e al suo
riconoscimento come vero e proprio disturbo, contro il quale siamo costretti a
confrontarci quotidianamente”. –
commenta
Patrizia Stacconi, Presidente di AIFA
Onlus.
“Studi
autorevoli come quello dell’Univeristà di Cardiff offrono evidenze
scientificamente provate che l’ADHD è un disturbo reale, di natura
neurobiologica, dovuto a disfunzioni cerebrali. E come tale va affrontato,
diagnosticato e trattato.” -
aggiunge
Stacconi
– “Certamente
questa scoperta non esclude la necessità di una rete protettiva costituita da
genitori, insegnanti e clinici esperti che aiutino il bambino a superare gli
scogli più ardui del disturbo e a migliorare la qualità della sua vita.”
Occorre specificare che l’individazione di fattori genetici all’origine
dell’ADHD non esclude che vi siano anche altri fattori correlati e di natura non
genetica, che possono concorrere a determinare l’insorgenza del disturbo. “L’eziologia
dell’ADHD è ampia e complessa. Se è vero che può esistere una predisposizione
genetica a sviluppare il disturbo, e questo studio inglese come altra
letteratura scientifica raccolta sul tema sembrano dimostrare, non va
dimenticato che allo sviluppo dell’ADHD possono concorrere anche fattori di
natura ambientale (per esempio un’esposizione intrauterina ad alcool e nicotina
o una nascita prematura)”
– spiega
Paolo Curatolo.
L’ADHD rappresenta uno dei disturbi psichiatrici più comuni nei bambini. Si
carattarezza per un marcato livello di disattenzione e una serie di
comportamenti che denotano iperattività e impulsività, più seri e frequenti di
quanto tipicamente venga osservato in individui ad un livello paragonabile di
sviluppo. I bambini affetti da ADHD non riescono a controllare le loro risposte
all’ambiente, sono disattenti, iperattivi e impulsivi, fino a compromettere la
loro vita di relazione e scolastica. La diagnosi, lenta e complessa, deve
rispondere a criteri condivisi dalla comunità scientifica internazionale, quali
l’ICD-101
e il DSM IV2
e si basa prevalentemente sull’osservazione clinica del bambino,
sull’integrazione di informazioni raccolte nei vari contesti di vita e
sull’esecuzione di esami, necessari per la diagnosi differenziale.
Completata la diagnosi”
–
continua
Paolo Curatolo
- “il
primo intervento consiste nel comunicare e spiegare alla famiglia cosa significa
avere l’ADHD. E’ necessario comunicare anche con gli insegnanti per aiutarli a
comprendere le difficoltà e i punti di forza, che spesso non sono pochi, del
bambino ADHD”.
“L’intervento
terapeutico per un bambino ADHD”
- conclude
Curatolo
- “deve
essere accuratamente personalizzato. Prevede una terapia multimodale e cioè una
combinazione di interventi medici, educativi, comportamentali e psicologici sul
bambino e sui genitori (Parent Training), a cui può essere associata, nelle
forme più importanti e se ritenuto necessario, una terapia farmacologica”.
Sintesi dei risultati dello studio:
“Rare
chromosomal deletions and duplications in attention-deficit hyperactivity
disorder: a genome-wide analysis”
Nigel M Williams, Irina Zaharieva, Andrew
Martin, Kate Langley, Kiran Mantripragada, Ragnheidur Fossdal, Hreinn
Stefansson, Kari
Stefansson, Pall Magnusson, Olafur O Gudmundsson, Omar Gustafsson, Peter
Holmans, Michael J Owen, Michael O’Donovan, Anita Thapar
Estese e rare delezioni o duplicazioni di
tratti cromosomici, conosciute come varianti in numero di copie (copy number
variation, CNV), risultano implicate nei disturbi dello sviluppo neuronale
simili all'ADHD.
L’obiettivo dello studio è stato quello di stabilire se anche nei soggetti con
ADHD era presente un aumento di CNV e verificare se tale aumento era collocabile
nelle stesse regioni cromosomiche già identificate nell’autismo e nella
schizofrenia, individuando così similarità genetiche fra l’ADHD e questi
disturbi psichiatrici.
E’ stata condotta un’analisi sul genoma completo di 366 bambini con ADHD e 1.047
soggetti di controllo.
Quest’analisi ha consentito l'identificazione di 57 CNV nel gruppo ADHD e 78 nel
gruppo di controllo, mostrando un significativo incremento di CNV nei soggetti
con ADHD (0.156
vs 0.075;
p=8.9x10-5).
In particolare, nel gruppo ADHD è stato riscontrato un eccesso di duplicazioni
sul cromosoma 16p13.11, specialmente su loci precedentemente associati
all'autismo e alla schizofrenia.
I risultati dello studio forniscono l’evidenza genetica dell’esistenza di un
aumento di CNV nei soggetti con ADHD e suggeriscono che l’ADHD non è un puro
costrutto sociale.
1. Diagnostic
and Statistical Manual of Mental Disorders. 4th
ed., Text Revision (DSM-IV-TR®).
Arlington, VA: American Psychiatric Publishing; 2000:85-93.
2.
International Classification of Diseases, 10th
ed., (ICD-10). World Health Organization; 2007:Chapter 5,F90. Available from:
http://www.who.int/classifications/apps/icd/icd10online/.
3
.
IL MUTUO AIUTO – che cos'è e gli incontri organizzati dai nostri
referenti
Si tratta di un’esperienza di gruppo che
consente a persone che vivono uno stesso problema,o una stessa situazione, di
incontrarsi e confrontarsi in una dimensione di scambio reciproco.
Si tratta di un’esperienza di gruppo che consente a persone che vivono uno
stesso problema,o una stessa situazione, di incontrarsi e confrontarsi in una
dimensione di scambio reciproco.
Le persone partecipano secondo la propria disponibilità, raccontando le proprie
storie di vita a cui tutti possono prendere parte,ascoltando e comunicando.
Parlare dei propri problemi con altri che hanno attraversato esperienze simili
può aiutare ad affrontare le difficoltà quotidiane.
I gruppi sono solitamente da 10-12 persone e si incontrano con una cadenza
settimanale, quindicinale o mensile.
Perché?
Per incontrare altri genitori che vivono la stessa situazione e per potersi
confrontare con loro.
Per trovare uno spazio in cui poter parlare di sé e dei propri problemi senza
sentirsi giudicati, in un clima di accettazione, ascolto, solidarietà e
riservatezza.
Per creare una rete di amicizie.
“….
Sapere che non sono sola, che qualcun altro ha i miei stessi problemi, è molto
importante …”
I gruppi di mutuo aiuto dell'AIFA attualmente
in corso sono gestiti dai referenti regionali o provinciali e si svolgono a:
Trento, Belluno, Merano, Milano, Cremona, Varese, per chi fosse interessato
consulti la parte sul nostro sito
http://www.aifa.it/appuntamenti.htm
in partenza anche gli incontri a Roma, per
informazioni rivolgersi a
segreteria[at]aifa.it
4
.
PARENT
TRAINING a Roma
RESPONSABILI SCIENTIFICI:
Prof. Tonino Cantelmi, Dott.ssa Maria Beatrice Toro
Coordinatore: Dott. Emiliano Lambiase
Cosa è e a
chi è rivolto
I corsi di parent training sono dei momenti
dedicati ai genitori di bambini ADHD che hanno come obiettivo quello di fornire
ai genitori stessi quegli strumenti per vivere ed affrontare con serenità la
quotidianità sociale, affettiva e psicologica del proprio figlio, rappresentando
altresì un momento formativo fondamentale attraverso cui potere acquisire
informazioni corrette sull'ADHD e sui programmi di aiuto
Chi lo svolge
Il corso e i gruppi saranno condotti da psicologi professionisti esperti
nell’ambito dell’ADHD e facenti parte dell’Associazione a promozione sociale “La
famiglia da zero a cento- centro di psicologia, psicoterapia e mediazione
interculturale” che vanta esperienza professionale nel campo della prevenzione,
diagnosi e cura dei disturbi psicologici oltre che della formazione.
L’associazione collaborando con scuole di Roma e provincia ha istituito un
servizio agevolato alle famiglie dei bambini con ADHD afferenti a tali plessi,
organizzando incontri di parent training e teacher training.
Programma proposto
- Primo incontro:
"comprendere il problema"
- Secondo incontro:
"Preparare il genitore ad aiutare il bambino"
- Terzo incontro:
"Analisi dei comportamenti problematici"
- Quarto incontro:
"favorire l’autoregolazione e fornire modelli
di comportamento positivo"
- Quinto incontro:
"Ampliare il proprio bagaglio di strategie"
- Sesto incontro:
"E i miei fratelli cosa ne pensano?"
- Settimo incontro:
"Che reazione suscita mio figlio negli
altri?"
- Ottavo incontro:
"il genitore come modello di abile solutore
di problemi"
- Nono incontro:
"facciamo il punto della situazione"
Sessioni previste: Il corso si svolgerà in
nove incontri, con una frequenza di uno ogni quindici giorni, con date e orari
da definire.Ogni incontro avrà la durata di un’ora e mezza.
Costi e informazioni: Per ogni singolo modulo si richiede un contributo di 30
euro. Il costo complessivo del corso è 270 euro. Per informazioni e iscrizioni
Dott.ssa C.De Angelis , num.347 /3692379 e e Dott.ssa L.Puglisi num.333
/9971364.I genitori interessati possono lasciare il proprio nominativo via mail
a
deangelisclaudia[at]tiscali.it
oppure a
larapull[at]inwind.it
e saranno contattati quanto prima.
5. L'ANGOLO
DEI LIBRI: “LARGO ARRIVO IO” - Erickson
Manuale di auto aiuto per i bambini iperattivi e i loro genitori
Conosci la tua iperattività
- Che cosa sono il deficit di attenzione e
l'iperattività
- «Come faccio a sapere se ho delle difficoltà di attenzione e sono iperattivo?»
- «I miei sentimenti sono tanti e confusi»
- «Chi mi può aiutare? Cosa posso fare?»
Materiale per imparare ad aiutarti
Una guida per i genitori
-
Errori comuni nella gestione del
comportamento del bambino
-
Strategie di gestione del comportamento
In una famiglia, la presenza del disturbo da
deficit dell’attenzione/iperattività è generalmente fonte di stress,
affaticamento e tensione, tanto per il bambino che ne è affetto quanto per i
suoi genitori. Per il bambino, sono frustranti e deprimenti le difficoltà nello
svolgere i compiti di ogni giorno, scolastici e non, e nello stabilire relazioni
positive con gli altri, nonché i rimproveri incessanti e l’apparente incapacità
di «farne una giusta». Dal canto loro, i genitori sono messi a dura prova dal
continuo movimento e dal comportamento spesso snervante del figlio, che
farebbero venire fuori il peggio anche dalla persona più pacata e controllata
del mondo.
Sebbene non esista una «cura» risolutiva, è possibile migliorare
significativamente la qualità della vita e delle relazioni familiari attraverso
l’applicazione di alcune strategie proprie della psicologia
cognitivo-comportamentale, delle quali questo libro fornisce una descrizione
agevole e dettagliata, corredata di schede per attuarne e verificarne una
corretta applicazione.
Largo arrivo io! si rivolge sia al bambino
con il disturbo, spiegando in che cosa esso consiste e come possa imparare a
ridurne gli effetti più critici, sia ai suoi genitori, individuando gli errori
comuni nella gestione dei comportamenti problematici e indicando le strategie
più efficaci per farvi fronte con successo. Ci vorranno regolarità,
determinazione e tanta pazienza, ma applicando i metodi proposti i risultati non
tarderanno ad arrivare.
Monica
Dacomo
Psicologa specializzata in psicoterapia
cognitivo-comportamentale, si occupa di attività clinica in ambito privato.
Svolge consulenza e formazione agli insegnanti per le scuole. Con Mario Di
Pietro per le Edizioni Erickson ha pubblicato Fanno i bulli, ce l’hanno con me
(2005).
Mario
Di Pietro
Psicologo e psicoterapeuta, si occupa di
problematiche emotive e comportamentali dell'età evolutiva e di aggiornamento
degli insegnanti. Si è specializzato presso l'Institute for Rational-Emotive
Therapy di New York, acquisendo il titolo di Supervisore. È autore e coautore di
alcuni volumi pubblicati dalle Edizioni Erickson, tra cui L'educazione
razionale-emotiva (1992) e Terapia scolastica dell'ansia (1995).
Largo
arrivo io!
pp.128 cm 14x22 ISBN: 978-88-6137-478-2
Prezzo: € 12,00
6. FORMAZIONE:
- ERICKSON -
CORSI
ONLINE NOVEMBRE 2010
La formazione online propone due diverse
modalità formative:
1. corsi
di autoapprendimento;
2. corsi di apprendimento assistiti da tutor, livello base e avanzato.
1. I
corsi di autoapprendimento mettono
a disposizione del corsista materiali strutturati fruibili autonomamente,
suddivisi in 4/5 moduli tematici, per una durata complessiva di 25 ore. Alla
fine di ciascuno modulo è previsto lo svolgimento di un questionario di
valutazione, con feedback immediato, per verificare l’acquisizione degli aspetti
salienti del corso.
I corsi di autoapprendimento permettono l’iscrizione in qualsiasi momento
dell’anno e l’accesso ai materiali per i due mesi successivi al primo accesso,
con una notevole flessibilità di gestione delle attività di studio.
2. I
corsi di apprendimento assistiti da tutor, livello base e avanzato,
sono strutturati in 4/5 moduli didattici,
sono resi disponibili con una cadenza di 10/15 giorni e hanno durata di 50 ore,
comprensive dello studio dei materiali e dello svolgimento delle prove di
verifica.
La modalità di apprendimento assistita da tutor prevede l’integrazione tra
momenti di studio individuale e lavori di gruppo attraverso i forum. In questi
ultimi i partecipanti si confrontano e condividono il percorso formativo, con lo
svolgimento di attività che favoriscono l’utilizzo e la rielaborazione dei
materiali di studio.
Il corso è progettato, gestito e monitorato da un docente/tutor esperto della
materia che:
• rende disponibili i materiali dei moduli nelle date indicate;
• è a disposizione dei partecipanti per qualsiasi necessità (tecnica o di
contenuto);
• modera i forum didattici attivati ed anima il confronto tra i partecipanti;
• verifica l’apprendimento dei diversi moduli e invia un feedback sull’esito di
ciascuna prova.
Per iscriversi è necessario inviare, entro 3 giorni primadella data di inizio
del corso, la scheda di iscrizione e la copia del pagamento. Le modalità e i
costi sono indicate nella Scheda
di iscrizione (cliccaci
sopra per scaricarla
|
CORSI DI APPRENDIMENTO ASSISTITI DA TUTOR |
|
|
3 novembre 2010 Giorgia Sanna |
DISTURBI DI ATTENZIONE ED IPERATTIVITA' |
|
3 novembre 2010 Mario Di Pietro, Elena Bassi |
EDUCAZIONE RAZIONALE EMOTIVA |
|
7 dicembre 2010 Autrice: Sofia Cramerotti |
AUTISMO: INTERVENTI PSICOEDUCATIVI E CLINICI |
|
7 dicembre 2010 Autrice: Susi Cazzaniga |
DISTURBO SPECIFICO DELL’APPRENDIMENTO DELLA LETTO-SCRITTURA: CORSO AVANZATO |
|
CORSI DI AUTOAPPRENDIMENTO |
|
|
Autrice: Giorgia Sanna |
DISTURBI DI ATTENZIONE E IPERATTIVITA’ |
|
Autrice: Germana Englaro e Martina Pedron |
DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO IN MATEMATICA: CORSO BASE |
|
Maggiori informazioni sono
disponibili su
http://www.erickson.it/erickson/content.do?cat_id=322&id=1853 |
|
-
CENTRO
OIDA - Il Metodo LESF - Lettura e Scrittura Facile
sabato 27 novembre 2010 h 9.00 – 19.00
Corso di Formazione Teorico Pratico sulla
difficoltà di Apprendimento della Letto-Scrittura
Il corso si propone di fornire ai docenti e professioniti dell'ambito educativo,
attraverso un excursus formativo intensivo, conoscenze e strumenti
didattico-operativi per facilitare, recuperare, sviluppare e consolidare le
abilità di lettura e scrittura in alunni dislessici, stranieri e/o con svantaggi
socio-culturali. Il corso è aperto anche a tutti i genitori interessati
all´argomento.
Rilascio dell'opera dell'autore e cd sul metodo compresi nel costo del
seminario.
Contenuto del CD:
1) Presentazione Power Point FONDAMENTI TEORICI 1
2) Presentazione Power Point FONDAMENTI TEORICI 2
3) Presentazione Power Point FONDAMENTI TEORICI 3
4) File Pdf CLASSIFICAZIONE DEGLI ERRORI
5) File Pdf ATTIVAZIONE LABORATORI DI LETTO-SCRITTURA METODO LESF
6) File Word PROGETTO LETTO-SCRITTURA METODO LESF
7) 2 GUIDE SONORE (VOL.1 VOL.2) AGGIORNATE
8) File Pdf GUIDA METODO LESF VOL.1 (dispensa digitale)
9) File Pdf GUIDA METODO LESF VOL.2 (dispensa digitale)
Info segreteria : +39 081 682328 - info[at]centrooida.it - www.centrooida.it
Centro Psicopedagogico Formazione Studi e
Ricerche OIDA
formazione, consulenze, diagnosi, intervento
educativo, orientamento scolastico, progettazione, counseling.
Via Mergellina 1/B - Napoli - +39 081 682328 - fax +39 081 19308707 -
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RASSEGNA STAMPA:
articoli per riflettere:
-Scuole come ospedali: non più somari ma malati (Il Giornale)
di
Guido Mattioni
Da ieri è legge. Anche un caprone in matematica quale era ai suoi più che
remoti tempi scolastici chi scrive - «Bestia!», mi apostrofava il professore di
liceo - ha una possibilità in più. Farsi dare per malato dal Sistema sanitario
nazionale in quanto affetto da una delle patologie finite sotto l'ampio ombrello
della sigla Dsa, che sta per Disturbi specifici di apprendimento. Tutto, in
altre parole, potrà essere fatto passare per una forma di dislessia. Malattia
quella sì davvero grave, ma che non dovrebbe diventare, almeno alla timida
logica del buon senso, il cavallo di Troia per trasformare di fatto le nostre
scuole in ospedali. O quel che è peggio i nostri ragazzi in precoci
frequentatori dei lettini degli psicologi. Senza dimenticare che una diagnosi di
Dsa, magari sbagliata, ricevuta in età scolare, accompagnerà il soggetto lungo
tutta la vita, anche nei futuri colloqui di lavoro.
E invece è proprio nella direzione di una grande clinica regolata dal suono
della campanella che la neo-legge sembra portare. Con esiti in parte esilaranti.
Nel caso infatti che il giovane “malato” manifesti palese intolleranza a numeri,
percentuali e radici quadrate, si parlerà di “discalculia”. Qualora accusi
invece manifestazioni allergiche nei confronti della scrittura, il medico gli
diagnosticherà una “disgrafia”. Che nei casi più gravi può peggiorare in
“disortografia”. Disturbo che qualche cervellone con evidenti incompatibilità -
lui sì - all'uso di una decente lingua italiana, ha già attribuito nel suo
vergare ostrogoto a «difficoltà nei processi linguistici di transcodifica». Un
tempo bastava molto meno per essere bocciati.
La legge, della quale forse non proprio tutti sentivano la mancanza, è stata
invece approvata all'unanimità dalla Commissione Cultura del Senato. Che ha dato
così il via definitivo al pacchetto di norme sui «Disturbi specifici di
apprendimento in ambito scolastico». Pacchetto che aveva come prima firmataria
la senatrice Vittoria Franco del Pd. Evidentemente, proprio come le vie del
Signore sono infinite - ma Lui ci mette un po' più di scrupolo - lo sono anche
quelle dell'unanimismo bipartisan. Col risultato che il "Sì" è stato bulgaro.
Tutti allineati. Guido Possa e Franco Asciutti, entrambi del Pdl e
rispettivamente presidente e capogruppo in Commissione, non hanno per esempio
lesinato sull'aggettivazione generosa definendo «storica» una legge che
introduce tra le patologie dell'apprendimento anche oggettivi orrori linguistici
(su quelli di merito si cimenteranno gli scienziati) come appunto le succitate
discalculia e disortografia. Tant'è.
La platea dei legislatori entusiasti ci informa inoltre che «con la nuova legge
gli insegnanti dovranno essere consapevoli che per valutare in modo giusto e
corretto gli alunni con disturbi di apprendimento servono criteri differenti».
Quali? «Per esempio compiti più brevi, visto che fanno molta più fatica,
privilegiare le interrogazioni orali sulle verifiche scritte, attenzione al
contenuto dei temi più che agli errori ortografici o alla capacità di risolvere
un problema più che alla conoscenza mnemonica delle tabelline». Quelle «vecchie
reazionarie», manca soltanto da aggiungere.
Non basta. Mentre la scuola deve fare i conti con le dimensioni bulimiche alle
quali è stata lasciata arrivare la platea dei precari, la legge appena approvata
stanzia due milioni di euro da qui al 2011 al fine di formare i docenti - si
immagina pagando degli psicologi - preparandoli così «ad acquisire la competenza
per individuare precocemente i segnali di disturbo» negli allievi. E ancora: la
diagnosi «dovrà essere effettuata nell'ambito dei trattamenti specialistici già
assicurati dal Sistema sanitario nazionale e sarà comunicata dalla famiglia alla
scuola di appartenenza dello studente». Con i genitori che potranno anche
chiedere, nel caso di un figlio “disturbato”, orari flessibili sui loro posti di
lavoro. Basteranno un «due più due fa cinque» o qualche zampa di gallina
scarabocchiata sul foglio. È il nuovo che avanza.
IL GIORNALE 04 ottobre 2010
Risposta a Il Giornale da Giancarlo Venditti,
genitore di un ragazzo “malato di dislessia”:
Egregio Direttore, Le scrivo a riguardo dell'articolo in oggetto indicato,
pregandoLa di rendere edotto il Sig.Guido Mattioni di quanto scriverò di
seguito:
Il professore del liceo che lo apostrofava "Bestia", c'aveva visto lungo,
infatti il Sig. Mattioni non è migliorato per nulla, malgrado i tanti studi
sostenuti e la saggezza che dovrebbe sopraggiungere con l'età. Sicuramente non
ha figli con problemi di apprendimento, come il sottoscritto, altrimenti si
sarebbe documentato meglio, prima di trarre conclusioni aberranti e deliranti.
Nessuno di noi cerca scorciatoie o vuole regalare diplomi facili ai nostri
figli. Neanche li etichettiamo a vita come portatori di handicap per usufruire
di permessi lavorativi. Queste meschinità sono lontane anni luce da noi genitori
che VIVIAMO IN PRIMA PERSONA il problema, e non per "sentito dire". Solo noi
vediamo quotidianamente gli sforzi sostenuti dai nostri figli,
SEGUITI PASSO PASSO, durante il pomeriggio, nelle ore di studio, impegnarsi per
ore per poi dirti piangendo che non riescono a formulare la tabellina del "due"
o non riuscire a fare un calcolo a mente. E' facile sentenziare.....
Consiglio al Sig. Mattioni di fare un "bagno d'umiltà" e documentarsi meglio,
lasciando perdere considerazioni politiche e luoghi comuni, sentendo magari
qualche famiglia che vive il problema giorno dopo giorno, anno dopo anno, senza
trovare scuole, docenti, personale ASL che capiscano il dramma di questi bambini
e, come tanti, chiudono gli occhi e le orecchie prima di vedere o di ascoltare.
Distinti saluti.
Venditti Giancarlo
articoli SI:
-
Settimana Europea: Consapevolezza dell' Adhd
Pierluigi Montebelli
Gli esperti la chiamano Adhd, acrononimo coniato dall'inglese, (attention
deficit hyperactivitydisorder ovvero disturbo da deficit di
attenzione/iperattività) ed,è uno dei disturbi psichiatrici più comuni nei
bambini. Si stima che nel mondo l'incidenza sia pari al 5,3 per cento della
popolazione, mentre In Italia la prevalenza è stimata intorno al 3-4 per cento,
che corrisponde a circa 270-360mila bambini. «L'Adhd - ha detto Patrizia
Stacconi, presidente Aifa Onlus, l'Associazione Italiana Famiglie Adhd - è un
disturbo complesso e problematico, purtroppo ancora poco noto e ri- conosciuto
nel nostro Paese». Con l'obiettivo di favorire una maggiore conoscenza del
disturbo, ogni anno è organizzata a settembre la Settimana Europea della
Consapevolezza dell'Adhd - promossa in Italia da Aifa Onlus - ideata a livello
internazionale da Adhd Europe, organizzazione che riunisce le principali
associazioni no profit europee attive nell'ambito dell'Adhd, che prevede
l'organizzazione di numerose attività di sensibilizzazione in tutti i venti
paesi dell'Unione eruropea che aderiscono. Volontari dell'associazione e
neuropsichiatri infantili hanno fornito informazioni sul disturbo e sulle sue
implicazioni per il bambino e la famiglia. «L'Adhd è un disturbo di origine
neurobiologica - precisa il professor Paolo Curatolo, Primario dell'Università
degli Studi di Roma "Tor Vergata" - caratterizzato da un marcato livello di
disattenzione e da una serie di comportamenti che denotano iperattività e
impulsività, più seri e frequenti di quanto tipicamente venga osservato in
individui ad un livello paragonabile di sviluppo. Pertanto - aggiunge Curatolo -
i bambini affetti da Adhd non riescono a controllare le loro risposte ali'
ambiente, sono disattenti, iperattivi e impulsivi, fino a compromettere la loro
vita di relazione e scolastica». Associazione Italiana Famiglie Adhd
www.aifa.it
28/09/2010 Il Giornale - Ed. nazionale -
salute benessere Pag. 4
- La
causa dell' Adhd ? "Questione di geni"
R2 SALUTE LA RICERCA Iperattività
Uno studio su "Lancet" individua il colpevole
del Deficit di attenzione che colpisce alcuni bambini nel recettore della
dopamina: "L'ambiente non c'entra"
PAOLO CORNAGLIA FERRARIS
Il deficit di attenzione con iperattività (Adhd) è una malattia? Le cause sono
genetiche, ambientali o sociali?
Le risposte che arrivano da Lancet chiariscono il mistero, anche se non
mancheranno contestazioni. Non è difficile, infatti, confondere i veri malati
coi bimbi che reagiscono a stimoli negativi.I "veri" Adhd non sanno
concentrarsi, sono sempre in movimento, sono impulsivi, si distraggono
continuamente e provocano incidenti a casa e a scuola. Da adolescenti vanno
incontro a depressione, anche grave ( Annals of Psychiatry ). Molti credono si
tratti di "maleducati", altri danno la colpa a diete con troppi zuccheri. C'è
chi nega l'Adhd, "una finta malattia sostenuta da chi vende psicofarmaci".
La ricerca pubblicata ora su Lancet identifica un colpevole: manca un pezzo di
Dna. Anita Thapar, Kate Langley, Nigel Williams (Cardiff University, Uk), ne
hanno anticipato i contenuti. Adhd viaggia spesso con autismo, dislessia e
disordine del comportamento (Cd). Tratti ereditari che riconducono a un pezzo di
Dna che coinvolge il gene del recettore D4 della dopamina (Drd4) e quelli
accanto. Si può trattare di copie ripetute in numero variabile. Anche altri
recettori, transporter e geni mutati sono "coinvolti". Genetica, dunque, non
servono altri dettagli. Cosa serve invece al lettore? Sapere che ogni cervello è
originale per funzioni e predisposizioni. La base dell'originalità è ereditaria,
ma fattori ambientali condizionano i comportamenti. Lo fanno modificando
l'architettura con cui i neuroni affollano le varie zone del cervello e creano
connessioni. Mentre si forma nell'utero materno, viene dato al cervello e al
sistema immunitario (soprattutto) il permesso di spezzare e riattaccare il Dna
creando variazioni che potrebbero rivelarsi utili ad affrontare mutamenti
dell'ambiente esterno. In tal modo, nascono individui capaci di resistere o
reagire a nuove evenienze. Chi nasce con dopamina e suoi recettori modificati,
potrebbe ricordare meglio, agire più in fretta, o agire d'impulso. Oppure
rischiare l'autismo perché sente o vede dettagli infinitesimali e ne ha memoria
fotografica indelebile.
Sono malati? Oppure "esperimenti" che la natura propone per aumentare la nostra
possibilità di sopravvivere? Oggi su Lancet si conferma che il cervello Adhd fa
ed è predisposto a fare cose che altri non sanno fare. Se poi autismo e Adhd
siano malattie, oppure differenze socialmente utili, dipende da come
organizziamo la nostra società.
LA SCHEDA LE ASSOCIAZIONI Aifa è l'Ass. famiglie Adhd: 0761508126 Aidai riunisce
anche medici e insegnanti: 0753722518
I CENTRI Un registro nazionale segnala i Centri per cura e diagnosi Adhd
www.iss.it
LE CURE Esistono linee guida per il trattamento dell'Adhd: si prevede un
intervento integrato anche farmacologico I FARMACI Il più famoso e contestato
farmaco è il Ritalin (metilfenidato): uno psicostimolante
LE POLEMICHE "L'Adhd non esiste" L'uso di farmaci sui bimbi è contestato da "Giù
le mani dai bambini"
PER SAPERNE DI PIÙ www.thelancet.com
www.annals-general-psychiatry.com
12/10/2010 La Repubblica - Ed. nazionale Pag.
32
- Occhio ai bimbi iperattivi, rischiano di diventare tossicodipendenti
PAROLA DI ESPERTO
«Se dei ragazzini che erano studenti modello
diventano tossicodipenti è perché hanno subito un trauma ma negli altri casi
siamo di fronte a ex bambini iperattivi che sia i genitori che gli insegnanti
ricordano come incontenibili». Così la dottoressa Maura Tedici, direttrice unità
operativa farmacotossicodipendenze Asl 11, spiega quello che sembra essere
l'unico fattore genetico che può predisporre alle tossicodipendenze: la sindrome
da deficit di attenzione o iperattività o Adhd.
Questi ragazzi sono caratterizzati da un'insoddisfazione perenne perché incapaci
di provare un piacere prolungato. Se nella loro spasmodica ricerca di sensazioni
ed esperienze diverse incappano nella droga, il mix diventa pericolosissimo. «Se
un Adhd interpone una droga tra sé e l'esterno è finita perché crede ci sia una
soluzione chimica al suo problema». Per questo, nella fase che precede i 18
anni, la dottoressa consiglia ai genitori di essere attentissimi a ciò che fanno
i bambini e di cercare di convogliare quella smania di sperimentazione in
qualcosa di costruttivo, come uno sport.
30/09/2010 Il Tirreno - Empoli Pag. 3
Ndr: magari espresso in modo un po’
frettoloso, è comunque accertato che un certo numero di adolescenti affetto da
ADHD possa rischiare l’abuso di sostanze più dei loro coetanei non affetti da
ADHD, proprio a causa della continua ricerca di un senso di benessere, a causa
della loro impulsività e inconsapevolezza, del non conoscere ed accettare regole
e limiti,ma si tratta generalmente di ragazzi che non sono stati diagnosticati
nell’infanzia e non hanno di conseguenza potuto seguire un percorso terapeutico
specifico e mirato
- Mio figlio è molto vivace o iperattivo?
È difficile distinguere tra l'eccessiva
esuberanza e la patologia. Nel dubbio, consultate gli esperti. In ogni caso,
seguite queste piccole regole: la situazione migliorerà.
Sono intuitivi, intelligenti, sensibili, ma non riescono a stare fermi.
Mantengono l'attenzione solo per pochi minuti, interrompono i discorsi degli
altri e non tollerano le regole. Molto spesso sono i "sintomi" di un'eccessiva
esuberanza, ma in alcuni casi si tratta di bambini che soffrono di Disturbo da
deficit di attenzione e iperattività (o ADHD): in Italia si stima siano 250
mila. Ma come capire se il proprio figlio è iperattìvo o solo "scatenato"? Per
avere una diagnosi di iperattività ci si può rivolgere a uno dei circa 110
centri di riferimento regionali (si trovano sul sito dell'Associazione italiana
famiglie ADHD: www.aifa.it), dove di solito opera un'equipe di esperti composta
da un neuropsichiatra infantile, un pediatra, uno psicologo, un pedagogista e un
assistente sociale. La terapia, poi, viene personalizzata e prevede una
combinazione di interventi medici, educativi, comportamentali e psicologici, sia
sul bambino sia sui genitori. In alcuni casi, possono essere coinvolti
psicomotricisti o logopedisti. Ma anche a casa i genitori possono fare qualcosa.
Ecco i consigli degli esperti, validi comunque per i bambini molto vivaci.
Introdurre una routine quotidiana
Le mamme di una volta dicevano che c'è un tempo per tutto: per mangiare,
studiare, giocare o dormire. Senza essere troppo rigidi, occorre stabilire per i
figli dei tempi per le varie attività quotidiane e cercare di farle rispettare
(per esempio, la televisione si vede dopo i compiti o si legge a letto solo
mezz'ora).
A cosa serve
Se i bambini sanno che la loro giornata è scandita da appuntamenti regolari,
riescono a prevedere ciò che accadrà nel tempo. E questo evita lo stress perché
da loro sicurezza.
Eliminare le fonti di distrazione
Quando i figli sono a tavola o fanno i
compiti, televisore o pc devono essere spenti. x
A cosa serve
Fare una cosa per volta impedisce ai bambini di essere colpiti da troppi
stimoli. E aiuta la loro concentrazione.
Scrivere
le norme di comportamento
È sotto gli occhi di tutti che oggi la maggior parte dei bambini non riceve
norme chiare su come comportarsi. E questo li rende insicuri e stressati. Ecco
perché è importante che le regole siano date in modo fermo. Però bisogna evitare
i divieti netti («Al super non devi fare capricci») , meglio le proposizioni
positive («Al super puoi chiedere una cosa sola»). A casa, poi, si possono
scrivere delle norme stabilite insieme con il bambino. Per esempio: la sera si
prepara lo zaino; dopo la doccia si mette a posto l'accappatoio, molto vivaci
non hanno problemi di comprensione, ma di gestione del comportamento.
Seguendo le norme concordate insieme che insegnano ad autogestirsi.
Adottare
un "sistema a punti"
Su un cartoncino si disegna una griglia con tutti i giorni del mese. E su ogni
giorno si segna un punteggio a seconda del comportamento del bambino. A fine
mese, se ha raggiunto un certo punteggio, riceve un premio. Anziché qualcosa di
materiale, però, è meglio gratificarlo con un'attività che gli piace, come
andare al cinema insieme. Questo sistema sprona i piccoli "Attila" a
controllarsi. Certo, quando occorre ci vuole anche la punizione, ma per aiutare
i nostri figli a migliorarsi servono soprattutto incoraggiamento e
gratificazioni. •
06/10/2010 Confidenze - N.41 - 12 ottobre
2010 Pag. 72
-
Sesso disturbato potrebbe celare disturbi psichiatrici nei giovani
Benessere
Dietro ai rapporti sessuali non protetti, promiscui, più frequenti della norma o
comunque disturbati potrebbe celarsi non una presunta eccessiva libido, ma un
problema psichiatrico.
A sostenerlo sono i ricercatori del Bradley Hasbro Children's Research Center, i
quali ritengono che i giovani con problemi mentali sono più portati a buttarsi
in rapporti sessuali a rischio. Sono situazioni come la fase maniacale del
disturbo bipolare, che fa alternare stati di depressione a euforia, esaltazione
o irritabilità, a provocare negli adolescenti una spinta verso una sessualità
più attiva. Questo si traduce in maggiori rapporti sessuali, spesso non
protetti, che possono portare a contrarre malattie a trasmissione sessuale.
Secondo i ricercatori, anche i giovani che soffrono di sindrome da iperattività
e deficit dell'attenzione a essere più sessualmente attivi dei coetanei che non
presentano questo tipo di disturbo. Allo stesso modo lo sono quelli che soffrono
di stress post-traumatico o altri disturbi legati a un eccesso di stress. Tutti
questi sono a rischio Aids o altre infezioni sessualmente trasmissibili. Dalle
pagine del Journal of Consulting and Clinical Psychology, i ricercatori spiegano
che una «maggiore assunzione del rischio sessuale può essere legata a questi
disturbi, perché sono spesso associati a comportamenti impulsivi o sconsiderati,
che potrebbero includere più partner sessuali o non utilizzare regolarmente il
preservativo». «A causa della loro maggiore vulnerabilità al virus HIV e altre
infezioni a trasmissione sessuale, i comportamenti sessuali a rischio degli
adolescenti con queste diagnosi devono essere attentamente e costantemente
controllati, come parte del trattamento di salute mentale», aggiunge il dottor
Larry K. Brown, che ha coordinato lo studio. I ragazzi coinvolti nella ricerca
sono stati 840 e tutti sono stati analizzati per comprendere se e quali malattie
mentali fossero presenti. Più della metà dei partecipanti era di sesso femminile
e di età compresa tra i 15 e i 18 anni. Nel complesso, lo studio ha incluso 153
ragazzi con una diagnosi di mania, 48 con disturbi di internalizzazione, 282 con
disturbi esternalizzazione, 252 con più di una diagnosi e 105 in trattamento
della salute mentale che non soddisfacevano i criteri di una delle diagnosi
psichiatriche valutate. Più della metà di tutti i partecipanti ha riferito di
avere avuto una storia che comprendeva rapporti vaginali o anali. Tra coloro che
erano sessualmente attivi, il 29% non ha utilizzato il preservativo durante gli
ultimi rapporti sessuali. Circa il 31% era stato sessualmente attivo nei
precedenti 90 giorni, con una media di due partner ciascuno; il 15% per cento ha
segnalato di aver avuto quattro o più partner. Infine, il 14% dei ragazzi è
risultato positivo a una malattia sessualmente trasmissibile. Quello che ha
stupito i ricercatori è che, sebbene già sapessero che i comportamenti sessuali
compulsivi e a rischio sono diffusi gli adulti, scoprire che lo sono anche tra
gli adolescenti è un segnale preoccupante.
30/09/2010 La Stampa Web Sito Web
-
Deficit d'attenzione : insieme insegnanti, medici e famiglie
(V. Dal.)
L'ospedale pediatrico Bambino Gesù ha avviato la formazione di oltre 400 docenti
del Lazio per prevenire la diagnosi della sindrome da deficit di attenzione e
iperattività (Adhd), un disturbo del comportamento caratterizzato da
impulsività, iperattività motoria e una scarsa attenzione che ostacola il
normale sviluppo cognitivo e l'integrazione sociale dei bambini. Per individuare
la malattia, che in Italia colpisce il 2% dei bambini che vanno a scuola, serve
infatti un intervento coordinato neuropsichiatra-famiglia-scuola, in modo da non
confondere i sintomi della patologia con la semplice vivacità del bambino, né il
contrario. È l'appello degli esperti dell'ospedale, che hanno spiegato come se
non curata tempestivamente, la sindrome possa compromettere in maniera
irrecuperabile la salute psichica del bambino.
15/10/2010 Avvenire - Ed. nazionale Pag. 13
articoli
NO:
Scienza salute: La grande truffa degli psicofarmaci
Malattie inventate per vendere pasticche.
Un'interrogazione del Pdl denuncia il caso dell' Adhd , la sindrome da deficit
dell' attenzione e iperattività dei bambini In Italia circa 60mila under 14 sono
in cura per una patologia che non esiste
Federico Tulli
Colpevoli di essere bambini. Come oramai accade con regolarità da tempo,
l'inizio dell'anno scolastico in Italia coincide con un aumento esponenziale di
articoli e spazi pubblicitari sui più importanti media nazionali in cui si
tessono le lodi della somministrazione di psicofarmaci agli scolari di
elementari e medie. Ansia, depressione, Adhd (Sindrome da deficit
dell'attenzione e iperattività) sono le parole più ricorrenti. E non è un caso,
poiché sono anche le diagnosi più diffuse per queste fasce di età sulla base dei
criteri stabiliti dal Dsm IV, il manuale statistico diagnostico dei disturbi
mentali dell'American psychiatric association, una sorta di bibbia del settore
(e delle case farmaceutiche). Sintomi considerati patologici ma che in realtà
sono normali manifestazioni caratteriali, alimentano in Italia un fiorente
mercato sulla scia di quello statunitense, dove le medicine per "calmare" o
"svegliare" un ragazzino reo di essere estroverso o timido si possono acquistare
anche al supermercato. I numeri della violenza (e della truffa) sono da brivido.
Secondo l'ultimo dossier pubblicato a fine 2009 dal Parlamento europeo, in
Italia circa il 9 per cento degli under 14 ha avuto una diagnosi di Adhd. Gioire
per un bel voto in italiano, annoiarsi a una lezione di catechismo, prendersi
una cotta per una coetanea, essere triste per la fine delle vacanze, fare delle
marachelle comporta, secondo i soloni di Oltreoceano, la necessità di modulare
gli eccessi emotivi con l'assunzione di psicofarmaci. In Italia questa condanna
tocca a un numero di bambini compreso tra i 30 e i 60mila, nonostante numerosi
studi abbiano dimostrato che la sindrome di Adhd non esiste. Sulla questione
alcuni senatori del Pdl hanno presentato un'interrogazione al ministro della
Salute, Ferruccio Fazio. Nel mirino degli esponenti della maggioranza (primo
firmatario Antonio Gentile) c'è la quinta edizione del Dsm la cui pubblicazione
è stata annunciata nel 2013. I senatori, sospettando che sia in atto
l'invenzione di sindromi per vendere farmaci ad hoc, chiedono al ministro che
«l'Italia si adoperi affinché il Dsm V non contenga elementi di patologia che, a
prima vista, sembrano assurdi», e lo invitano ad approfondire la vicenda «dell'Adhd,
che secondo prestigiosi istituti universitari potrebbe anche non esistere, ma
che frutta cinque miliardi di dollari alla casa farmaceutica che distribuisce il
farmaco utilizzato per la sindrome infantile». Per capire a cosa si può andare
incontro affidandosi al manuale americano e a medici senza scrupoli, i
parlamentari ricordano nell'interrogazione che «verrà considerata patologia
psichiatrica la sindrome premestruale che è una condizione fisiologica e comune
forse al 100 per cento delle donne». E concludono: «Noi non vogliamo alimentare
sospetti e né fare riferimento al fatto che molti dei componenti di questa task
force (che sta lavorando alla revisione del Dsm IV, ndr ) sono anche consulenti
delle più importanti case farmaceutiche americane. Abbiamo rispetto per le
persone e per la scienza ma ci sono cose che non quadrano».
24/09/2010 Left - N.37 - 24 settembre 2010
Pag. 64
NdR:
Ancora una volta (e chissà quante volte ancora) ci dobbiamo meravigliare della
poca serietà con la quale viene affrontato un problema di salute molto serio.
Leggendo ci si rende conto che solo chi non conosce l'ADHD, le difficoltà che
comporta la vita quotidiana, la solitudine dei bambini e degli adulti che ne
sono affetti, può riportare parole così poco sensate. E i dati statistici poi!
Pescati chissà dove e chissà quando! In Italia l'Istituto Superiore della Sanità
stima una prevalenza dell'1% circa dei ragazzi fino a 18 anni, come fanno ad
aver diagnosticato il 9 %! dati assolutamente non veritieri ed inaffidabili.
articoli di interesse vario:
-
Il Tar
del Lazio conferma: la riduzione dell’orario negli istituti tecnici è
illegittima
Ora gli istituti rischiano di dover
rivoluzionare gli orari settimanali dalla seconda classe in poi, ripristinare i
vecchi orari, rifare le cattedre e richiamare gli insegnanti che in seguito alla
riforma Gelmini erano stati dichiarati in sovrannumero Per la riforma Gelmini un
colpo basso dal Consiglio di Stato: l’ordinanza del Tar del Lazio che aveva
accolto un ricorso dello Snals contro la riduzione dell’orario scolastico nelle
classi intermedie di istituti tecnici e professionali è stata confermata. Ora,
ad anno scolastico avviato ormai in tutta Italia, le scuole rischiano di dover
rivoluzionare tutti gli orari settimanali dalla seconda classe in poi,
ripristinare i vecchi orari, rifare le cattedre e richiamare gli insegnanti che
in seguito alla riforma erano stati dichiarati in sovrannumero.Insomma per
l’istruzione tecnica e professionale (in pratica la metà delle scuole superiori)
si va verso un caos mai visto. Si paga in tal modo la fretta del ministro che,
in risposta alle sollecitazioni di Tremonti che chiedeva alla scuola più
sacrifici di quelli previsti dalla riforma, aveva anticipato i tagli di orari
previsti per quest’anno solo alle prime classi anche alle classi successive. Lo
Snals aveva impugnato il provvedimento perché privo, come vuole la legge, del
parere necessario anche se non vincolante del Cnpi (Consiglio nazionale della
pubblica istruzione). Il Tar del Lazio all’inizio di agosto aveva accolto il
ricorso. Alla fine dello stesso mese si era pronunciato anche il Cnpi che a sua
volta aveva bocciato l’allargamento della riforma.
La Gelmini però non aveva tenuto in considerazione queste valutazioni e aveva
continuato imperterrita per la sua strada forse sperando che il consiglio di
Stato a cui il ministero aveva fatto ricorso le avrebbe dato ragione. Se non
altro per evitare che ad anno iniziato fosse costretta a sconvolgere l’attività
della metà delle scuole superiori. Il ricorso ministeriale ora è stato respinto.
Quali sono le conseguenze? Si calcola che dovranno essere ripristinate almeno 10
mila cattedre. Un’impresa titanica, perché comporta di far tornare nelle scuole
che erano stati costretti ad abbandonare appunto 10 mila insegnanti e rimetterli
in attività. E per gli studenti dalla seconda classe riprendere gli orari delle
lezioni che valevano fino allo scorso anno scolastico. “Con questa ordinanza –
si legge in un comunicato dello Snals – il Consiglio di Stato ha preso atto del
parere del Consiglio nazionale della pubblica istruzione e ha ritenuto che
l’amministrazione non possa “esimersi dal rideterminarsi sulla definizione
dell’orario complessivo annuale delle lezioni delle seconde, terze e quarte
classi degli istituti tecnici e delle seconde e terze classi degli istituti
professionali”.
Il segretario generale dello Snals Marco Paolo Nigi ha espresso soddisfazione
per la pronuncia del Consiglio di Stato, soprattutto per l’equilibrio dimostrato
dai giudici di Palazzo Spada che hanno coniugato la necessità di mantenere
nell’alveo della legittimità l’azione amministrativa con gli interessi di tutti
i componenti della scuola a salvaguardia della qualità dell’offerta formativa”.
Conseguenza certa: ora istituti tecnici e professionali sono nel panico. E non
se la vedrà bene nemmeno la stessa Gelmini che, dopo l’intervento del Consiglio
di Stato, sarà costretta a ridurre il gettito di risparmi forniti dalla scuola
di alcuni milioni di euro
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/30/il-tar-del-lazio-conferma-la-riduzione-dellorario-negli-istituti-tecnici-e-illegittima/66463/
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