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1.  COMUNICATO del COMITATO SCIENTIFICO per il REGISTRO NAZIONALE ADHD
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REGISTRO NAZIONALE ADHD/ Il comitato scientifico ISS dell'organismo di tutela dei piccoli con disturbo da deficit attentivo con iperattività vuole chiarezza.

<<Bimbi Vivaci: lo screening di massa è una leggenda>>

C'è un ampio consenso nella comunità scientifica internazionale nel definire il Disturbo da deficit attentivo con iperattività (ADHD) come una patologia neuropsichiatrica a esordio in età evolutiva. La prevalenza del disturbo è stimata tra il 3-5% della popolazione in età scolare, quella delle forme particolarmente gravi (Disturbo ipercinetico della classificazione ICD-10 dell'Organizzazione Mondiale della Sanità &ndash; OMS/Who) è stimata nell'1% della popolazione in età scolare.

Il disturbo è caratterizzato da una serie di sintomi ben definiti che sono l'iperattività motoria, l'impulsività, l'inattenzione. Per poter parlare di Adhd non solo i sintomi devono essere gravi ma devono essere presenti in più ambienti di vita contemporaneamente ( non solo a scuola, ma con gli amici, da solo, a casa ecc.) e interferire significativamente con le normali attività e relazioni del bambino peggiorando significativamente la sua qualità di vita.

L'Adhd può presentarsi con differenti manifestazioni cliniche e può compromettere numerose tappe dello sviluppo e dell'integrazione sociale del bambino predisponendolo ad una patologia psichiatrica o ad una condizione di disagio sociale. Sulla base di evidenze neuropsicologiche genetiche e neuro-radiologiche è oggi giustificata la definizione psicopatologica dell'Adhd quale disturbo neurobiologico che si manifesta come alterazione nell'elaborazione di risposte a stimoli ambientali.

L'espressione sintomatologica è spesso in relazione alla qualità dell'integrazione scolastica e familiare. Per garantire un corretto approccio al problema e un percorso diagnostico-terapeutico &ldquo;protetto&rdquo;, a tutela del paziente e della sua famiglia, le Autorità regolatorie italiane hanno deciso di dotare il servizio sanitario nazionale di uno specifico strumento di sanità pubblica.

Il 28 giugno 2004 (prot.: DDF422/04) è stato istituito un comitato scientifico nell'ambito di una collaborazione tra l'Agenzia italiana del farmaco, il ministero della Salute e l'Istituto superiore di Sanità incaricato di predisporre il Registro nazionale dell'Adhd.

I lavori del comitato, coordinati dall'Istituto Superiore di Sanità, si sono conclusi in data 14 marzo 2005 con:

In ottemperanza a quanto sancito nella pratica N° AIN/2000/5335 (Determinazione AIC/NN), relativa al Metilfenidato Ritalin®, approvata dalla Commissione tecnico-scientifica nella seduta del 15 febbraio 2005, il protocollo e le procedure operative del Registro, vincolano la prescrizione dei farmaci per il trattamento dell'Adhd in età pediatrica alla predisposizione di un piano terapeutico semestrale da parte di un Centro di riferimento. Il protocollo e le procedure operative del Registro sono stati presentati e discussi in data 28 aprile 2005 presso l'Istituto superiore di Sanità con tutti i rappresentanti dei Centri di riferimento nazionali componenti la rete di sorveglianza, con le società scientifiche (Società italiana di pediatria, Società italiana di neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza, Associazione culturale pediatri, Federazione italiana medici pediatri, Centro per la salute del bambino), le Associazioni (Associazione italiana famiglie ADHD, Movimento <<Giùlemanidaibambini>>, Associazione italiana disturbo dell'attenzione e iperattività).

Per struttura e modalità operative, il Registro rappresenta uno strumento unico a livello internazionale in grado di garantire ai bambini e agli adolescenti con Adhd (e alle rispettive famiglie) un percorso diagnostico e terapeutico basato sulle evidenze e sul monitoraggio e valutazione dell'assistenza prestata al fine di garantire adeguate risposte ai bisogni di salute dei bambini e adolescenti con Adhd.

In accordo con quanto formulato dalla Conferenza di Consenso nazionale, svoltasi nel 2003 a Cagliari, organizzata dal dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Cagliari e dall'Istituto di ricerche farmacologiche &ldquo;Mario Negri&rdquo; di Milano a cui hanno partecipato tutti i rappresentanti delle Società scientifiche interessate, delle associazioni dei genitori e dei servizi preposti alla presa in carico dei pazienti con disturbi neuropsichiatrici dell'età evolutiva, il percorso diagnostico-terapeutico per l'Adhd dovrebbe delinearsi secondo i seguenti punti, contemplati nella definizione del Registro:

  1. La diagnosi di Adhd, deve basarsi sulla classificazione del Dsm-IV per una valutazione accurata del bambino, condotta da operatori della salute mentale dell'età evolutiva con specifiche competenze sulla diagnosi e terapia dell'Adhd e sugli altri disturbi che possono mimarne i sintomi (diagnosi differenziale) o che possono associarsi ad esso (comorbidità). Tale valutazione deve sempre coinvolgere oltre al bambino, i suoi genitori e gli insegnanti; devono essere raccolte, da fonti multiple, informazioni sul comportamento e la compromissione funzionale del bambino e devono sempre essere considerati sia i fattori culturali che l'ambiente di vita. Già a partire dal percorso diagnostico è essenziale la partecipazione-comunicazione del pediatra di famiglia referente per la salute del bambino.

  2.  

    L'Adhd deve essere considerato come una malattia cronica con picco di prevalenza in età scolare. Scopo principale degli interventi terapeutici svolti dagli operatori dell'età evolutiva deve essere quello di migliorare il benessere globale (la salute) del bambino. In particolare gli interventi terapeutici devono tendere a: migliorare le relazioni interpersonali con genitori, fratelli, insegnanti e coetanei; diminuire i comportamenti dirompenti e inadeguati; migliorare le capacità di apprendimento scolastico, aumentare le autonomie e l'autostima; migliorare l'accettabilità sociale del disturbo e la qualità della vita dei bambini affetti. I genitori devono essere informati in modo comprensibile ed esaustivo, della natura del disturbo.

  3.  

    Ogni intervento va adattato alle caratteristiche del soggetto in base all'età, alla gravità dei sintomi, ai disturbi secondari, alle risorse cognitive, alla situazione familiare e sociale. Gli interventi psicologici includono il lavoro con i genitori, con gli insegnanti e con il paziente stesso. Tali interventi non-farmacologici sono prioritariamente indicati per le forme di Adhd in età prescolare, per le forme meno gravi o con prevalenza inattentiva, per le forme senza grave impulsività, aggressività e disturbi della condotta o quando esiste indisponibilità della famiglia o del soggetto all'intervento farmacologico. Sono particolarmente opportuni in presenza di disturbi dell'apprendimento e di disturbi d'ansia.

  4.  

    L'eventuale intervento farmacologico dovrebbe essere intrapreso solo se indicato da un neuropsichiatra infantile, in accordo con le evidenze riconosciute dalla comunità internazionale e tenuto conto degli aspetti psicologici e sociali del bambino e della sua famiglia. Tale intervento va sempre discusso con i genitori e spiegato al bambino in maniera adeguata al suo livello cognitivo, presentandolo come un ausilio agli sforzi intrapresi e non come la soluzione &ldquo;automatica&rdquo; dei problemi, con attenta valutazione delle implicazioni psicologiche della somministrazione del farmaco. La prescrizione farmacologica deve essere sempre preceduta da un consenso informato firmato dai genitori o dai tutori legali. Gli psicostimolanti (e il metilfenidato in particolare) sono i farmaci di prima scelta quale parte di un piano multimodale di trattamento per bambini con forme gravi e invalidanti di Adhd.

  5.  

    Dopo aver considerato le possibili controindicazioni, gli effetti desiderati e le possibili alternative farmacologiche, la terapia farmacologica deve essere iniziata dal neuropsichiatra infantile dopo aver valutato tutte le informazioni disponibili e sentiti gli altri operatori sanitari e sociali (psicologo, pediatra di famiglia, assistente sociale, ecc.) che si prendono cura della salute del bambino e della sua famiglia.

    Il Dr. Cestari, nell'articolo pubblicato nel numero del 17 luglio u.s. (&ldquo;Bimbi, l'argento vivo diventa malattia&rdquo;) fa riferimento a screening di massa su bambini e adolescenti. Né l'Istituto superiore di Sanità né l'Agenzia italiana del farmaco e il ministero della Salute hanno mai considerato una tale eventualità. Scopo delle istituzioni sanitarie è di fornire una risposta adeguata a problemi clinici reali e non di &ldquo;etichettare&rdquo; giovani cittadini.
    Nello stesso articolo, ci si richiama ai principi basilari della scienza: sono quelli che improntano il nostro agire quotidiano e sulla cui base siamo sempre disponibili a discutere avendo come stella polare il cittadino bisognoso di risposte ai propri problemi di salute.


a cura del Comitato scientifico (Agenzia italiana del farmaco, ministero della Salute e Istituto superiore di Sanità ) del Registro nazionale ADHD


COMITATO SCIENTIFICO

Nello Martini, Farmacologo (Agenzia italiana del Farmaco - Roma)

Stefano Vella, Medico (Istituto superiore di Sanità - Roma)

Antonio Addis, Farmacologo (Agenzia italiana del Farmaco - Roma)

Dante Besana, Neuropsichiatria (A. O. Alessandria)

Maurizio Bonati, Medico (Irf Mario Negri - Milano)

Carlo Calzone, Neuropsichiatra (Asl - Matera)

Antonella Costantino, (Istituti clinici di perfezionamento - Milano)

Paolo Curatolo, Neuropsichiatra (Università Tor Vergata - Roma)

Alberto Loizzo, Farmacologo (Istituto superiore di Sanità - Roma)

GianMarco Marzocchi, Psicologo clinico (Università Bovisa - Milano)

Gabriele Masi, Neuropsichiatra (Irccs &ldquo;Stella Maris&rdquo; - Pisa)

Pietro Panei, Pediatra, Epidemiologo (Istituo superiore di Sanità &ndash; Roma)

Patrizia Popoli, Medico (Istituo superiore di Sanità &ndash; Roma)

Pierluigi Tucci, Pediatra (Fimp &ndash; Firenze)

Mauro Venegoni, Medico (Agenzia italiana del Farmaco &ndash; Roma)

Alessandro Zuddas, Neuropsichiatra (Università &ndash; Cagliari)

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2. Donna Moderna Settembre/2006: "L'eccessiva vivacità può nascondere un problema?"
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- settembre/2006: "L'eccessiva vivacità può nascondere un problema? - Donna Moderna

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17/09/2006 BBC online“Many ADHD pupils excluded – poll”

Over one third of children with attention deficit hyperactivity disorder have been excluded from school, a poll suggests.

More than one third of children with attention deficit hyperactivity disorder (ADHD) have been excluded from school, a survey of parents suggests.

The poll of 526 families found 39% had had a child excluded from class, and in 11% of cases this was permanent.

Almost two thirds said their child's ability to achieve at school was "very affected" by their condition, which makes concentration difficult.

And many parents had had marital problems, the charity ADDISS said. ADDISS - the Attention Deficit Disorder Information and Support Service - carried out the survey of 526 families as part of the first national ADHD awareness week.

Lack of resources

The charity said the survey highlighted a lack of resources and support available for children with ADHD and their families. More than two thirds of parents questioned did not have access to a local ADHD clinic, nurse or advisory teacher. Parents said the disorder affected the rest of the family, with the associated behaviours - extreme difficulty sitting still or concentrating - making normal family life difficult. Over half of parents surveyed said it had an impact on the family's ability to go on holiday, 76% said it hindered their ability to visit friends and 82% said it affected their ability to go shopping. And 80% felt their child with ADHD had low self-esteem compared with other children.

Intervention

The survey also found many parents felt the benefit of early diagnosis. Of those questioned, 80% felt their child's relationships with other children has improved as a result of receiving treatment, be it medical or non-medical. And 89% felt their child's performance at school had improved as a result of receiving treatment and 84% that their child's relationship with their teacher had improved. "Early identification of ADHD is key," said Andrea Bilbow, founder of ADDISS. "With the right help from schools and access to appropriate medical and non-medical treatment, we can support children with ADHD through their developing years and help them succeed in life."

 

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19/09/2006 Wall Street Journal "Attention Deficit may Be Tied to Smoking, Lead"
Attention Deficit May Be Tied to Smoking, Lead

CHICAGO -- About one-third of attention-deficit cases among U.S. children may be linked with tobacco smoke before birth or to lead exposure afterward, according to provocative new research. Even levels of lead the government considers acceptable appeared to increase a child's risk of having attention-deficit hyperactivity disorder, the study found. It builds on previous research linking attention problems, including ADHD, with childhood lead exposure and smoking during pregnancy, and offers one of the first estimates for how much those environmental factors might contribute.
"It's a landmark paper that quantifies the number of cases of ADHD that can be attributed to very important environmental exposures," said Dr. Leo Trasande, assistant director of the Center for Children's Health and the Environment at Mount Sinai School of Medicine in New York. The study bolsters suspicions that low-level lead exposure "is in fact associated with ADHD," said Dr. Trasande, who wasn't involved in the research. "The findings of this study underscore the profound behavioral health impact of these prevalent exposures," said the authors, led by researcher Joe Braun of the University of Wisconsin-Milwaukee.
The study was to be published online today in the journal Environmental Health Perspectives. ADHD is a brain disorder affecting between 4% and 12% of school-age children -- or as many as 3.8 million youngsters. Affected children often have trouble paying attention, and act impulsively. Dr. Helen Binns, a researcher at Children's Memorial Hospital in Chicago, said the study is thoughtful but doesn't prove lead exposure is among the causes. It is possible, for example, that children with ADHD are more likely than others to eat leaded paint chips or inhale leaded paint dust because of their hyperactivity.
The researchers analyzed data on nearly 4,000 U.S. children ages 4 to 15 who were part of a 1999-2002 government health survey. Included were 135 children treated for ADHD. Children whose mothers smoked during pregnancy were 2 and a half times more likely to have ADHD than children who weren't prenatally exposed to tobacco. Children with blood lead levels of more than two micrograms per deciliter were four times more likely to have ADHD than children with levels below 0.8 microgram per deciliter. The government's "acceptable" blood lead level is 10 micrograms per deciliter, and an estimated 310,000 U.S. children ages one to five have levels exceeding that.

 

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CHI N.39 _ 4 OTTOBRE 2006
Ippoterapia, scienza antica
Roberto Allegri

Il nuovo film Dreamer, con Kurt Russell e Dakota Fanning, è ispirato alla storia vera dell'amicizia tra una bambina e un cavallo da corsa. Il profondo rapporto che si instaura tra i bambini e i cavalli fa di questi animali una preziosa "medicina". L'equitazione era usata fin dal II secolo a.C. per curare insonnia ed epilessia e come riabilitazione dopo una paralisi. Ma la scienza medica riconobbe l'ippoterapia (terapia con i cavalli) solo dopo la Prima guerra mondiale. Oggi è usata in almeno 26 Paesi nel trattamento di paralisi cerebrali infantili, schizofrenia, autismo, psicosi infantili, disturbi del comportamento e dell'equilibrio. L'andatura del cavallo serve per rinforzare e migliorare il tono dei muscoli e, poiché evoca la cadenza del passo umano, porta beneficio a chi non può camminare. Inoltre, cavalcare obbliga alla concentrazione stimolando la memoria, la stabilità emotiva e rafforzando il carattere. Purtroppo in Italia non esiste una legislazione che regoli l'uso dei cavalli in gare, lavoro o spettacolo. I soprusi nei loro confronti passano così spesso inosservati.

 

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25/09/2006 Washington Post "Quick study: A weekly digest of new research on major health topics - stimulants may help make teens less prone to collisions"

THE QUESTION The greater likelihood that youngsters with ADHD will have a bicycle accident follows them into their teenage years, when the vehicle of choice becomes a car. Might drugs commonly used to treat this behavioral disorder affect teenagers' driving skills?
THIS STUDY involved 35 teenage drivers diagnosed with ADHD. In random order, they took one of two long-acting stimulants -- Concerta (OROS methylphenidate) or Adderall XR (mixed amphetamine salts extended release) -- or a placebo in the morning, switching to the other drug or the placebo after 17 days and changing to the remaining option after 17 more days. Periodically, they had 15-minute sessions in a driving simulator at 5 p.m., 8 p.m. and 11 p.m. Overall, driving scores were better when the teenagers had taken one of the drugs than when they'd taken the placebo, and their scores when taking the drugs were best at 11 p.m., about 15 hours after they'd taken the medication. When taking Concerta, they had fewer driving errors attributed to inattention (such as speeding, crossing the center line and inappropriate braking) than when taking Adderall or the placebo.
WHO MAY BE AFFECTED BY THESE FINDINGS? Teenagers with ADHD, who are two to four times more likely to have a car accident than their peers without the disorder.
CAVEATS Whether higher doses or more individualized doses would have altered the findings remains unclear. The study was funded by McNeil Pediatrics, a division of the pharmaceutical company that makes Concerta.
FIND THIS STUDY September issue of Pediatrics; abstract available online at http://www.pediatrics.org .
LEARN MORE ABOUTADHD at http://www.kidshealth.org/teen and http://www.help4adhd.org (click on "Living with AD/HD").