========= Rassegna Stampa  marzo 2007  ======================
La rassegna vuole raccogliere gli articoli pubblicati sull'ADHD e usciti sui più comuni rotocalchi italiani, al fine di favorire  un aggiornamento sul tema visto dalla parte dei media. Si tratta di un servizio, molto visitato soprattutto dai giornalisti e che lascerà nel tempo anche una traccia sulla storia dell' ADHD in Italia.  
http://www.aifa.it/rassegna_stampa.htm
La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato.

1)  08/03/2007 Ansa:  "ASSOCIAZIONE ADHD, BENE REGISTRO NAZIONALE"  
2)
 08/03/2007 Ansa"RITALIN, REGISTRO PER PRESCRIZIONE UNICO AL MONDO"
3)  08/03/2007
Ansa: "AIFA, VIA LIBERA PER RITALIN CON LIMITI PRESCRIZIONI" 
4) 
08/03/2007 Ansa: 
"GARATTINI, SU RITALIN SCELTA VIA DELLA SICUREZZA"  
5) 
12/03/2007  NATURAL LIFE/ BAMBINI - "Pillole per i Gianburrasca" risponde S .BERNARDINI PEDIATRA OMEOPATA
6)  14/03/2007 Marketpress RITALIN: DAL 2004 INDIVIDUATI I CENTRI REGIONALI IN TOSCANA
7)
 15/03/2007 La Repubblica Salute: "IPERATTIVI E DISATTENTI"
8)
12/03/2007 L’Unita: «Buona notizia, risponde a un bisogno di cura»
9) 10/03/2007 The Times - Breathing space: the karate kids
10) 11/03/2007 L'Arena di Verona: «Iperattività, una sindrome prevalentemente maschile»
11) 10/03/2007 Il Verona: "Il fronte del sì sottolinea la severità del protocollo che precede l'accesso alla cura"
12) 10/03/2007 Il Verona: «Controlli e dosaggi accurati vigileranno i centri regionali»
13) 10/03/2007 EPolis Roma: Nel Lazio sei poli specializzati per curare i bambini iperattivi
14)
10/03/2007 EPolis Roma: "Interrogazioni da Udc e Rifondazione"
15)
10/03/2007 EPolis Milano: "Il coro di farmacologi e docenti: non è il rimedio contro il bullismo"
16)
10/03/2007 EPolis Milano: "Giù le mani dai bambini" non ci sta: molto pericoloso
17) 10/03/2007 Il Firenze: Le famiglie: «È una conquista ora basta viaggi della speranza»
18)  09/03/2007 Farmacia.it AIFA: RITALIN ® E STRATTERA ® TORNANO IN ITALIA
19)  08/03/2007 Salute Europa Sito Web: "Ritalin in Italia: c'e' il rischio che si possano commettere gli stessi gravi errori degli Stati Uniti" Castelbianco
20)  13/03/2007 Agi: "NESSUN COINVOLGIMENTO DELLE SCUOLE PER IL REGISTRO ITALIANO SUL RITALIN"
      Pagina web:          "Le campagne anti-ritalin e anti-psichitria".....i retroscena
      Left Avvenimenti:  "Perché non accada...", una campagna antipsicofarmaci, scatena le polemiche. ....e la Rai ha concesso il patrocinio
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1)  08/03/2007 Ansa: "ASSOCIAZIONE ADHD, BENE REGISTRO NAZIONALE"  
 "Finalmente è riconosciuto il diritto alla cura per i bambini con deficit di attenzione e iperattività". Soddisfazione nelle parole di Patrizia Stacconi, presidente dell Associazione Italiana Famiglie ADHD onlus, dopo il via libera all'attivazione in Italia del Registro Nazionale ADHD. L'ADHD è un disturbo neurobiologico dovuto all'alterazione di alcuni specifici circuiti cerebrali dei bambini e colpisce il 3,5% circa della popolazione pediatrica. Rappresenta uno dei principali problemi medico-sociali dell'infanzia, riconosciuto da tutta la comunità scientifica, compresa l'Organizzazione Mondiale della Sanità. I bambini affetti da ADHD non riescono a controllare le loro risposte all ambiente, sono disattenti, iperattivi e impulsivi in modo tale da compromettere la loro vita di relazione e scolastica. "Siamo felici che le nostre richieste siano state accolte dalle istituzioni spiega Stacconi - e desideriamo esprimere un ringraziamento sincero al Ministero della Salute, all Istituto Superiore di Sanità e all'Agenzia del Farmaco per avere realizzato questo percorso". Stacconi, inoltre, puntualizza che l'eventuale scelta farmacologica verrà effettuata esclusivamente dall'equipe multidisciplinare dei Centri di riferimento individuati dal Ministero e sempre inserita nell'ambito di un approccio multimodale, che vede accanto alla terapia farmacologica quella psicologica-comportamentale, il parent-training per i genitori e il coinvolgimento degli insegnanti. "Il Registro Nazionale ADHD conclude - è uno strumento unico in Europa, progettato per garantire correttezza e appropriatezza terapeutica: ci sentiamo rassicurati nei confronti di possibili rischi sia di un uso incongruo sia di un eventuale abuso di farmaci per l ADHD".

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2)  08/03/2007 Ansa: "RITALIN, REGISTRO PER PRESCRIZIONE UNICO AL MONDO"  
Quello del Ritalin, il farmaco approvato definitivamente oggi dall'Aifa per la cura delle sindromi da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) dei bambini, è in realtà un ritorno. Messo a punto negli anni '50, il metilfenidato fu ritirato nel 1989. Queste le principali caratteristiche del farmaco e della sua somministrazione.
> IL REGISTRO: Per il monitoraggio dell'uso di questa sostanza nella popolazione pediatrica è stato istituito, unico caso a livello internazionale, un apposito Registro Italiano del metilfenidato coordinato dal Dipartimento del Farmaco dell'Istituto Superiore di Sanità. Il Registro vincola la prescrizione del Ritalin alla predisposizione di un piano terapeutico semestrale da parte del Centro clinico accreditato (Centro di riferimento), per garantire l'accuratezza diagnostica e evitare l'uso improprio del medicinale. L'obiettivo del registro è controllare e uniformare le prescrizioni grazie alla creazione di una banca dati anonima dei pazienti.
> IL FARMACO: Gli psicostimolanti, la famiglia di farmaci di cui fa parte il Ritalin, sono considerati la terapia più efficace per l'ADHD. Il metilfenidato modula soprattutto la quantità di dopamina, e di noradrenalina, due neurotrasmettitori responsabili della trasmissione degli impulsi nervosi del cervello. E' in grado di migliorare l'inibizione delle risposte, la memoria di lavoro e i processi di discriminazione degli stimoli. Quando il farmaco è somministrato correttamente gli effetti collaterali sono in genere modesti. I più comuni sono diminuzione di appetito, insonnia e irritazione gastrointestinale. Il protocollo introdotto dall'Aifa per la sua prescrizione prevede che la prescrizione sia fatta solo da centri accreditati che abbiano al loro interno un neuropsichiatra infantile e uno psicologo. Il bambino a cui viene prescritto il Ritalin sarà controllato al primo mese e successivamente a 6, 12, 18 e 24 mesi. Nel corso delle visite verranno valutati i segni vitali e l'accrescimento del paziente e eventuali effetti indesiderati; durante i controlli semestrali verranno inoltre monitorati i risultati degli strumenti e dei test utilizzati per la diagnosi, per misurare i cambiamenti a livello comportamentale, sociale e cognitivo del bambino.
> LA MALATTIA: Il Disturbo da Deficit Attentivo con Iperattività (ADHD, acronimo per l'inglese Attention Deficit Hyperactivity Disorder) è un disordine dello sviluppo neuropsichico del bambino e dell'adolescente caratterizzato da inattenzione e impulsività/iperattività. Tutti questi sintomi non sono causati da deficit cognitivo (ritardo mentale) ma da difficoltà oggettive nell'autocontrollo e nella capacità di pianificazione, sono persistenti in tutti i contesti e situazioni di vita del bambino causando una limitazione significativa delle attività quotidiane. Le cause possono essere genetiche, con alterazioni di specifiche regioni del sistema nervoso centrale, o non genetiche, dovute a nascita prematura, uso di alcool e tabacco da parte della madre, esposizione a elevate quantità di piombo nella prima infanzia e le lesioni cerebrali. La prevalenza della patologia è stimabile tra il 2 e il 4% dei bambini in età scolare ed è tre volte più frequente nei maschi che nelle femmine. Il disturbo tende a persistere nell'adolescenza e nell'età adulta nel 40 % dei casi. Per la valutazione diagnostica dell'ADHD vengono utilizzati diversi strumenti, quali test neuropsicologici, questionari per genitori ed insegnanti, scale di valutazione per misurare la severità del disturbo e seguirne l'andamento nel tempo. La cura può essere di tipo psicologico-comportamentale, farmacologico o una combinazione delle due.

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3)  08/03/2007 Ansa: "AIFA, VIA LIBERA PER RITALIN CON LIMITI PRESCRIZIONI"  
Via libera dal Consiglio di Amministrazione dell' Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) all'immissione in commercio di 39 nuovi medicinali tra i quali due (il metilfenidato - 'Ritalin' e l'atomoxetina 'Strattera') - indicate nel trattamento della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) dei bambini, in integrazione al supporto psico-comportamentale. Per questi ultimi due medicinali , informa l'Aifa , sono previste procedure , per la maggiore sicurezza dei fruitori, che vincolano le prescrizioni a una corretta diagnosi in centri di riferimento regionali e di un registro nazionale istituito presso l'Istituto superiore di sanità.
In particolare, il medicinale Strattera, spiega l'Aifa, è stato registrato contemporaneamente in tutti i Paesi della Comunità Europea con procedura di mutuo riconoscimento che non consente alcuna discrezionalità autorizzativa né parte dell AIFA né di qualsiasi altro Paese Membro.
Quanto ai limiti di sicurezza previsti per i due farmaci "al fine di garantire un uso appropriato, sicuro e controllato per l impiego esclusivo nei pazienti affetti da ADHD, l'Aifa ha individuato procedure che vincolano la prescrizione del farmaco ad una diagnosi differenziale e ad un Piano terapeutico definiti da Centri di riferimento di neuropsichiatria infantile appositamente individuati dalle Regioni". Inoltre vengono imposti controlli periodici per la verifica dell efficacia e della tollerabilità del farmaco; i Piani terapeutici vengono inseriti in un Registro nazionale appositamente istituito presso l Istituto Superiore di Sanità, con garanzia di anonimato, al fine di consentire il monitoraggio e il follow up della terapia farmacologica. "In questo modo - ha sottolineato l'Aifa - è stata garantita la disponibilità del farmaco soltanto ai casi di reale necessità evitando gli usi impropri verificatisi in altri Paesi". l Agenzia Italiana del Farmaco elaborerà un Rapporto annuale, sulla base dei dati del monitoraggio e del Registro, finalizzato alla valutazione complessiva del problema e delle eventuali altre misure da adottare.

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4)  08/03/2007 Ansa: "GARATTINI, SU RITALIN SCELTA VIA DELLA SICUREZZA"  
La scelta effettuata dall'Agenzia italiana del farmaco per il via libera al commercio del farmaco Ritalin "che mette alcuni paletti sulla prescrizione del medicinale segue il principio della sicurezza". E' il parere del farmacologo Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri di Milano.
Garattini ha spiegato che l'Aifa ha messo in atto alcune misure essenziali: l'istituzione di centri di riferimento specializzati a livello regionale; la realizzazione di un piano terapeutico per il bambino che coinvolga i genitori, gli insegnanti, il pediatra di famiglia, lo psicologo, il neuropsichiatra e solo alla fine l'uso del farmaco; inoltre viene istituto un registro presso l'istituto superiore di sanità che permetterà di seguire in modo anonimo il livello delle prescrizioni. "Tutte queste misure - ha aggiunto il farmacologo - sono state prese per evitare che il ragazzo 'bulletto' o il bimbo che dà fastidio a scuola ricevano il farmaco-panacea; quelli approvati oggi per la cura dei bambini iperattivi - ha sottolineato - sono farmaci importanti ma che vanno usati con cautela. I paletti messi dall'Aifa mi sembrano buoni e se strada facendo si evidenziassero problemi si potranno correggere".(ANSA).

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5) 12/03/2007  NATURAL LIFE/ BAMBINI - DI SIMONETTA BERNARDINI PEDIATRA OMEOPATA
Pillole per i Gianburrasca
Sono la mamma di un bambino di sei anni. Ho saputo che a due suoi compagni troppo irrequieti vengono dati psicofarmaci, e questo mi ha sconvolto. Non è un pericolo dare questi medicinali a bambini così piccoli?
Mary, Milano
Purtroppo, anche bambini molto piccoli si ammalano di malattie psichiche gravi. La più comune è la sindrome Adhd, il disturbo di iperattività e deficit di attenzione, che colpisce il tre-cinque per cento dei bambini in età scolare. I primi disagi si manifestano alla scuola materna: i bambini non riescono a stare fermi, sono sempre in ansia, fanno fatica a concentrarsi, a seguire le regole della classe, hanno tic e disturbi del sonno. Vivono un terribile disagio e, se non curati, da adolescenti hanno più probabilità di sviluppare dipendenza da alcol e droghe. Paradossalmente, la miglior cura è un farmaco anfetaminico, potente stimolante del  sistema nervoso. Anche la dopamina omeopatica 5 Ch, come mostra uno studio condotto all'università di Lione, si è dimostrata efficace. Ma le probabilità di guarigione aumentano se alla terapia farmacologica si associa la psicoterapia, che va estesa a tutta la famiglia.

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6)
14/03/2007 Marketpress RITALIN : DAL 2004 INDIVIDUATI I CENTRI REGIONALI IN TOSCANA
I CENTRI DI RIFERIMENTO DEI PERCORSI DI DIAGNOSI E CURA SONO A PISA (STELLA MARIS) E ALLE AOU DI SIENA E DEL MEYER
Firenze, 14 marzo 2007 - La Regione Toscana ha individuato dal 2004 i Centri regionali di riferimento per la diagnosi e la cura delle persone affette da Sindrome di iperattività/deficit di attenzione (Adhd). Lo ricorda l´assessore regionale per il diritto alla salute Enrico Rossi in riferimento alle recenti decisioni dell´Aifa che ha deliberato l´immissione in commercio di 39 nuovi medicinali, fra i quali il metifenidato-Ritalin e l´atomoxetina-Strattera. La delibera regionale, che risale al 5 luglio di quell´anno, precisava che i centri autorizzati all´impiego dei medicinali come il Ritalin erano quelli del Reparto di neurologia e psichiatria infantile della Irccs Stella Maris, Università di Pisa, il Reparto di prichiatria infantile dell´Azienda Ospedaliero Universitaria Senese e la Clinica pediatrica I settore neurologia dell´Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer. La decisione della giunta faceva riferimento al Decreto ministeriale del 22 luglio 2003, che prevedeva l´uso dei farmaci a base di metilfenidato nel trattamento di questa sindrome, e alla nota dell´Istituto Superiore di sanità del 28 aprile del 2004 che specificava i criteri per l´individuazione dei Centri di riferimento da parte di Regioni e Province autonome. La stessa nota dell´Iss, e così la delibera regionale, precisavano che la prescrizione di quesi medicinali deve avvenire previa predisposizione di un piano terapeutico proposto a conclusione di un processo diagnostico che coinvolga i pediatri. L´impostazione della Regione si inquadra perfettamente in quanto dettato nei giorni scorsi dall´Agenzia Italiana del Farmaco che, per "garantire un uso appropriato, sicuro e controllato" dei farmaci, ha individuato a sua volta una apposita procedura diagnostica e terapeutica definita dai Centri di riferimento individuati. Nel corso di questi anni i due Centri toscani attivi sui tre previsti (Pisa e Siena) hanno seguito in tutto 70 bambini.

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7)
15/03/2007 La Repubblica Salute: speciale "Iperattivi e disattenti"
Annunciata per fine mese la nuova registrazione del farmaco Ritalin . Il trial clinico di un analogo medicinale e la attivazione del registro nazionale Adhd ripropongono il tema dei "bimbi irrequieti"
Tina Simoniello

Che cosa è l' Adhd
Bambini distratti, irrequieti, impulsivi: è questo il quadro di presentazione del "Disturbo da Deficit di Attenzione con Iperattività" (Attention Deficit Hyperactivity Disorder o ADHD), patologia neuropsichiatrica dei bambini e degli adolescenti che si manifesta con incapacità di mantenere l'attenzione nei compiti o nel gioco, eccessiva impazienza e continua irrequietezza motoria. "Sintomi" come questi possono naturalmente essere presenti in tutti i bambini, soprattutto se collocati in ambienti poco (o troppo) stimolanti per la loro età; si può parlare, perciò, di "disturbo" solo quando il funzionamento sociale e scolastico (o lavorativo nel caso di pazienti adulti) sia gravemente compromesso. (f. c.)

Il metilfenidato, l'analogo dell'amfetamina utilizzato per il trattamento dei bambini con deficit dell'attenzione e iperattività (Adhd) meglio noto con il nome di Ritalin, ha concluso l'iter di registrazione (entro fine mese sarà registrato) e, insieme a un altro anti-Adhd, l'atomoxetina, ritorna sul mercato italiano. Così ha dichiarato recentemente Nello Martini, direttore generale dell'Agenzia del farmaco (Aifa). Contestualmente viene attivato un Registro nazionale Adhd, una struttura istituita e gestita dall'Istituto Superiore di Sanità su mandato Aifa, a cui convergeranno i dati anonimi sui  bambini in terapia farmacologica. Negli intenti di chi lo ha progettato il Registro servirà a monitorare tutto il percorso assistenziale dei piccoli pazienti: dalla correttezza della diagnosi all'efficacia e all'appropriatezza della cura. Stando ai dati, che variano molto a seconda dei paesi e dei sistemi diagnostici, l'uno-tre per cento dei bambini in età scolare sarebbe effetto da Adhd. Secondo diversi autori potrebbe essere indicata la terapia farmacologica per il 10-20 % di loro. Il metilfenidato è stato ritirato dal mercato italiano nel 1989. In questi anni è arrivato in Italia eccezionalmente attraverso strutture sanitarie pubbliche in seguito ad autorizzazione all'importazione e per il tramite del ministero della Salute. O acquistandolo all'estero.

Le cure: Psicoterapia e farmaci associati
Francesco Cro
l'Adhd colpisce più frequentemente i maschi delle femmine e si rende di solito evidente durante le scuole elementari. Nei bambini più piccoli può essere, infatti, molto difficile distinguere il disturbo da una normale vivacità, mentre in quelli più grandi e negli adolescenti i sintomi tendono ad attenuarsi, in parallelo con lo sviluppo di alcune aree del cervello (nuclei della base). Gli studi neuropsicologici sembrano indicare che il deficit dell'attenzione sia legato ad un'alterazione nell'elaborazione delle risposte agli stimoli ambientali. La diagnosi di Adhd deve essere posta da specialisti della salute mentale in età evolutiva, dopo aver osservato il bambino in vari contesti, e le strategie terapeutiche devono avere l'obiettivo di migliorare il benessere globale dei piccoli pazienti, mediante interventi psicologici e sociali centrati sulla scuola, sulla famiglia e sui bambini. All'interno della famiglia e dell'ambiente scolastico vanno potenziate le capacità di comprensione del comportamento del bambino, per favorirne l'integrazione ed evitare così l'emarginazione e i suoi effetti deleteri sull'autostima del piccolo. Nel bambino devono essere incentivati la riflessione sui propri processi di pensiero e l'uso di "piani d'azione" per ridurre l'impulsività. Nei casi più gravi potrebbe essere indicata la terapia farmacologica, sempre in associazione con interventi psicosociali. I farmaci utlizzati nelle forme gravi di Adhd, agiscono potenziando l'attenzione e aiutando il bambino a discriminare tra gli stimoli e ad inibire le risposte inappropriate. Le due molecole più utilizzate e studiate a livello internazionale sono il metilfenidato (già introdotto in Italia nel 1958 e poi ritirato dal commercio nel 1989) e l'atomoxetina. Entrambi agiscono sui sistemi dei neurotrasmettitori (sostanze chimiche usate dalle cellule cerebrali per comunicare tra di loro), il primo soprattutto sulla dopamina,  mentre la seconda selettivamente sulla noradrenalina. Il loro possibile impiego nei bambini affetti da Adhd ha suscitato diverse polemiche all'interno del mondo scientifico e delle associazioni di famiglie.
Secondo Marco Marcelli, responsabile del Centro di Riferimento per l'Adhd della Asl di Viterbo e coordinatore di una ricerca clinica sull'uso dell'atomoxetina, "questa patologia in Italia colpisce tra il 2 e il 4% della popolazione in età scolare, ma la percentuale scende all'1% se si considerano i casi più gravi, per i quali può essere consigliata la terapia farmacologica. Se vanno evitate, infatti, le prescrizioni indiscriminate, sarebbe un errore anche privare i bambini che ne hanno bisogno di un ulteriore strumento terapeutico in grado di ridurre la sofferenza, causata dai problemi scolastici e nelle relazioni con i coetanei, che si osserva nelle forme più gravi di Adhd. In questi casi il farmaco potrebbe agire anche sull'ansia e sulla depressione associate al disturbo e potrebbe servire a sbloccare la situazione, aiutando il bimbo a sviluppare una visione di sé diversa (non più svalutata) e rendendolo accessibile all'intervento psicologico".
* Psichiatra, Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura, Viterbo

La diagnosi  - Errore in agguato tra interviste, test e visite
È un percorso complesso, quello che porta alla diagnosi di Adhd. Fa pensare a una strada a tappe dove a ogni tappa viene operata una scrematura per escludere patologie o disturbi, che affliggono sì  il bambino, ma che non necessariamente sono Adhd. E non è un percorso veloce: ci vogliono più incontri tra i diversi specialisti (il neuropsichiatra infantile, lo psicologo clinico, qualche volta lo psicopedagogista o l'assistente sociale...) e il paziente, la famiglia, e la maestra, se è possibile. Di questo percorso - una vera fase critica: è da qui che si decide se somministrare o no il metilfenidato - ne parla Alessandro Zuddas, associato di neuropsichiatria infantile all'Università di Cagliari dove è responsabile di un Centro di riferimento regionale per l'Adhd (uno di quelli dove il farmaco si può prescrivere) e membro del Comitato Scientifico del Registro Nazionale per l'Adhd. Professore come inizia il percorso diagnostico? "Partiamo da una intervista con i genitori, strutturata e standardizzata: un'ora e mezza di domande sul comportamento del bambino, sull'ambiente nel quale vive, anche nel senso fisico, di spazio: dove si muove, dove studia... E poi sulla sua storia clinica e sulla storia clinica e psichica dei suoi familiari. Sempre ai genitori viene chiesto di compilare un questionario esplorativo simile a quello che chiediamo anche agli insegnanti di compilare, per capire come gli altri percepiscono il bambino: in Italia ne sono stati validati diversi: in gergo, i Conners, la Cbcl..." A quali test sottoponete il piccolo paziente? "È invitato a raccontarci come lui stesso si vede. È lui la fonte davvero attendibile sui suoi sentimenti e sulle sue preoccupazioni. Lo coinvolgiamo anche in test standardizzati per valutare il livello di attenzione, ma anche di apprendimento: tipici i test di cancellazione, test di lettura e scrittura. Gli proponiamo piccoli esercizi di matematica, adatti alla sua età che ci indicano se e come organizza la soluzione di un problema. Questa fase della diagnosi, che è affidata al neuropsichiatra infantile o allo psicologo clinico, ci permette già di escludere altre possibili psicopatologie o disturbi: dislessia, che può generare frustrazione e rabbia, ansia, disturbi dell'umore, depressione,... che richiedono altri interventi. Dobbiamo poi capire se all'iperattività sono associati altri disturbi: per esempio il 50 per cento degli iperattivi è anche oppositivo, altri hanno un disturbo d'ansia associato... in questi casi occorre intervenire su entrambe le problematiche". Valutate anche il livello cognitivo del bambino? "È un tassello fondamentale la valutazione del suo Qi: dobbiamo capire se è iperattivo e disattento perché gli vengono richieste performance che non è in grado di sostenere o, al contrario, attività troppo "banali" per la sua intelligenza". Esami fisici? "Facciamo sempre un esame neurologico, e se abbiamo dubbi un elettroencefalogramma o una risonanza magnetica. Prima di somministrare qualsiasi farmaco, sempre gli esami del sangue e almeno l'elettrocardiogramma. Vorrei sottolineare che già durante il percorso diagnostico vengono insegnate ai genitori tecniche di comportamento: l'intervento psico-educativo con i genitori e la consulenza agli insegnanti, sono necessari comunque, a prescindere che si decida o no di intervenire con il farmaco".
Questo iter diagnostico è standardizzato? È lo stesso ovunque? Cosa risponderebbe a chi teme diagnosi frettolose e quindi prescrizioni inadeguate di metilfenidato? "Non c'è un obbligo di legge che impone di seguire esattamente le stesse modalità. Certo è che il Registro nazionale richiede di specificare nel dettaglio come viene effettuata la diagnosi e l'Istituto Superiore di Sanità, che lo coordina, ha capacità di stimolo, formazione e "persuasione" nei confronti dei responsabili dei Centri di riferimento".
Risulterà anche a lei che la parola iperattivo spesso viene utilizzata come sinonimo di monello o maleducato. Cosa ne pensa? "Non dovrebbe accadere: la vivacità non ha nulla a che vedere questa condizione. Definire "maleducato" un bambino con diagnosi di Adhd è una maniera di non riconoscere che sta soffrendo: per la sua particolare modalità di rispondere agli stimoli, interagisce sempre negativamente con adulti e coetanei, dai quali viene spesso escluso ed isolato. Anche in questo caso la diagnosi corretta è il primo, indispensabile, intervento terapeutico, anche nei moltissimi casi in cui non è necessario usare i farmaci. Non riconoscere il disturbo comporta uno stigma duraturo e predispone ad altri, più gravi disturbi in adolescenza ed in età adulta. (t. s.)

Le strutture - Ottanta i centri specializzati
Le strutture autorizzate a somministrare il metilfenidato non sono più di una ottantina, sparsi nella penisola a macchia di leopardo, "si chiamano Centri di riferimento regionale di neuropsichiatria infantile e sono strutture di livello, istituti universitari, Irccs: il Gaslini di Genova, il Bambino Gesù di Roma per esempio", spiega Pietro Panei, dirigente di ricerca dell'Iss e responsabile del Registro nazionale Adhd.  Sulla base di quali criteri sono stati selezionati questi centri? "Sono centri accreditati dalle Regioni e dalle Province autonome, individuati dopo un lavoro di ricognizione sul territorio. Un requisito fondamentale è la multidisciplinarietà, la presenza di una èquipe di esperti completa: per somministrare il metilfenidato a un bambino non basta il neuropsichiatra, ci vuole uno psicologo clinico, pediatri..." .
Facciamo un passo indietro. Dove approderà il bambino con sospetto di Adhd? "Il pediatra, sollecitato dalla famiglia, fa una prima valutazione. Se ha un dubbio invia il bambino a un Centro territoriale di neuropsichiatria infantile. La rete territoriale italiana di psichiatria pubblica è capillare: sono diverse centinaia questi centri dislocati nelle diverse regioni. Qui il personale è già in grado di fare una diagnosi e di avviare una terapia psico-comportamentale: una ri-educazione del bambino (child-training) e della famiglia (parent-traning). La terapia psico-comportamentale risolve da sola oltre l'80 per cento dei casi".
E quando risultati non ne dà? "Lo psichiatra del Centro territoriale indirizza il bambino verso un Centro di riferimento dove si rifà la diagnosi e si valuta se è il caso di associare il farmaco alla terapia comportamentale, che in ogni caso non viene interrotta. Se gli esperti decidono per la medicina, la prima dose verrà somministrata in regime di day hospital. Poi, dopo una settimana e dopo quattro il bambino viene rivalutato. Se il farmaco non è efficace o non è ben tollerato si interrompe, altrimenti si fa una prescrizione per sei mesi. Dopo sei mesi il piano terapeutico scade e il caso viene rivalutato. Mediamente la terapia farmacologica dura due anni. Il metilfenidato può avere effetti collaterali gravissimi sebbene rarissimi: suicidi, arresti cardiaci. Il Registro sebbene sia uno strumento articolato, secondo alcuni non sarà comunque in grado di proteggere i bambini dall'uso improprio del farmaco... In medicina possiamo minimizzare il rischio di errore ma non azzerarlo. In ogni caso: se ci risultasse che un centro si fanno troppe diagnosi o troppe poche noi interverremmo". (t. s.)

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8) 12/03/2007 L’Unita: «Buona notizia, risponde a un bisogno di cura»
INTERVISTA/1 Curatolo, neuropsichiatra infantile Paolo Curatolo è docente di neuropsichiatria infantile all'università Tor Vergata di Roma.
Professor Curatolo, nel vostro centro avete in cura bambini affetti da Adhd? Circa 300. Vengono da tutta Roma, ma anche da fuori regione.
Alcuni dicono che i bambini con Adhd sono solo bambini vivaci. È così? No. Nei casi più gravi sono bambini ingestibili e seriamente disturbati anche in età prescolare. Usate il metilfenidato? Solo quando tutte le altre opzioni terapeutiche falliscono, il che vuol dire in circa 50 dei pazienti che vengono al nostro centro. Il nostro centro finora lo faceva venire dall'estero, dopo l'approvazione ministeriale.
Come giudica la decisione dell'Aifa?
È una buona notizia per le famiglie di bambini gravi che finora non trovavano risposta a un bisogno di cura. Del resto, il farmaco è in commercio già in tutta Europa.
C'è il rischio di un abuso di questo farmaco? Negli Stati Uniti sicuramente c'è un abuso, mentre ci vuole cautela nel prescrivere psicofarmaci ai bambini. Ma credo che la commercializzazione legata all'attuazione di un registro nazionale sia uno strumento di tutela contro gli abusi e l'utilizzazione impropria.

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9)
10/03/2007 The Times Breathing space: the karate kids
Laura Deeley

Dr Toby Murcott is a former BBC science correspondent
You don't need the lightning reflexes of Jet Li or the bamboo-like flexibility of Jackie Chan to learn a martial art. With a wide range of approaches, and new classes springing up all over the UK, there is a martial art to suit everyone, even the most ardent pacifist. And it's claimed that not only can martial arts help to improve coordination and flexibility but sufferers of ADHD and hyperactivity may improve their concentration levels. Suitable for children aged 5 and up, and all levels of fitness.

KARATE
Karate, meaning "empty hand", was developed as a form of self-defence in Japan in the 1800s, and is probably the best known of the martial arts. It has a blunt style featuring high-energy kicks and punches. The system of coloured belts, worn to signify the varying levels of proficiency, gives children and adults regular attainable targets. Grading systems vary from club to club, but usually range from four to ten levels, beginning with a white belt and ending with the black belt.
Starting age
7-8 years old.
Fitness Good for toning muscle.
Bruise rating Low-medium. At higher levels injuries are more common.
Cost £5 a class.
Contact 01277 370055; nakmas.co.uk

CAPOEIRA
This visually stunning martial art is ideal for anyone who also has a penchant for music and dance. Created in the 16th century by African slaves in Brazil, it was conceived as a way to disguise their fighting style from their captors by combining kicks and punches with dance, acrobatics and music. Nowadays the emphasis is on demonstrating the skill rather than injuring the opponent. Kicks and punches are fired among cartwheels, backflips and handstands.
Starting age
5 years old.
Fitness Good for aerobic fitness.
Bruise rating Low. Pulled muscles are the worst you can expect.
Cost A monthly fee of £50 allows you to attend up to five classes a week.
Contact 070-500 73737; capoeiraworld.org

JUDO
Judo is a freestyle, hands-on sport with grappling, pins and throws featuring strongly. The grading system is similar to that of karate, with students working their way through seven coloured belts. Judo is also one of the few martial arts to have been accepted as an Olympic event and it has been used as a technique for tackling school bullying.
Starting age
5 years old.
Fitness Develops strength and technique.
Bruise rating Low; learning how to fall safely is part of the training.
Cost £2-£4 a class; annual membership of British Judo Association from £15 a year.
Contact
britishjudo.org.uk

AIKIDO
This was developed in the 1920s by the master martial artist Morihei Ueshiba, who combined a variety of styles to create one based on the idea that you should be able to defend yourself without unnecessarily injuring your opponent unnecessarily. The style makes use of joint locks and throws that require perfect timing to be executed correctly. Deflecting blows and using the attackers force to overcome them without applying force back is the aim for students.
Starting age
6 years old.
Fitness
Good for general body conditioning.
Bruise rating Low risk of injury in early training; higher risk as you progress.
Cost Membership of the British Aikido Association costs £25 a year and two-hour sessions cost about £5.
Contact 020-8304 8430; aikido-baa.org.uk

WING CHUN KUNG FU
Wing chun's origins are hazy but it is a southern Chinese martial art that, according to legend, was devised 250 years ago by a Chinese Buddhist nun who wanted to develop a quick combat style that didn't need years of training. The style involves short-range skills, including quick, strong kicks and punches. Because of its aggressive nature, many students choose to combine their training with t'ai chi, a slow, meditative, yoga-like martial art.
Starting age
As early as 5, but early to mid-teens is considered a better age.
Fitness Students are often expected to undertake aerobic training outside of classes, which focus more on strength and speed.
Bruise rating Medium to high. Beginners can expect a fair bit of bruising to begin with.
Cost Annual membership is £40. Courses from £35 a month.
Contact 07860 276923; ukwingchun.com

TAE KWON DO
If breaking bricks and flying roundhouse kicks appeal, Korea's national sport tae kwon do is for you. Celebrity black-belts include the film actors Chuck Norris and Jean-Claude Van Damme. Speed and style are of critical importance and students should expect to have their stamina, strength, flexibility and balance tested. Tae kwon do has the most impressive flying kicks.
Starting age
5 years old.
Fitness Great for flexibility and stamina.
Bruise rating Medium; most clubs practise a noncontact version of the sport.
Cost Annual membership is £25 and a one-month course costs about £40.
Contact
0845 1297158; ukta.com

Additional research: Rebecca Bundhun
A kick-start for poor concentration?
Can martial arts help children with ADHD?
DR TOBY MURCOTT looks at the evidence
Martial artists argue that their disciplines improve psychological as well as physical wellbeing. And there is a small body of evidence suggesting that martial arts can have a positive effect on children's behaviour.
One US study in 2004 divided 207 preteen children into two groups. One group took conventional physical exercise, the other practised tae kwon do four times a week. After three months those who did the martial art had better behaviour and performed better on mental health tests. While the study group was large enough for it to be a significant result they all went to the same school, making it impossible to apply these results to other children. In the same year, a small study was published that applied a similar principle to 18 boys with attention deficit hyperactivity disorder (ADHD). Six did physical exercise, six martial arts and six did nothing. After 12 weeks the exercise group showed some improvements in behaviour but significantly less than those doing the martial arts.
This evidence is supported by a similar Italian study last year. A group of 16 boys did either karate or nothing over a period of ten months. Once again the behaviour of the karate group was significantly improved over the other. None of these studies is sufficient to say that martial arts will help young children with ADHD, but further research is warranted.

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10) 11/03/2007 L'Arena di Verona: «Iperattività, una sindrome prevalentemente maschile»
- Il parere del medico
Causa serie conseguenze nell'attenzione e nelle relazioni sociali. Nel 1845 Hoffman descrive per primo una sindrome di irrequietezza motoria dei bambini e adolescenti che si accompagna a deficit dell'attentività. Oggi questo quadro clinico ha preso l'acronimo anglosassone Adhd, che sintetizza disturbi da iperattività e deficit dell'attenzione. Si tratta  di bambini iperattivi o ipercinetici, prevalentemente maschili con rapporto 7/3, dal punto di vista della motricità e conseguente deficit di attenzione. La sindrome si dipana su due precisi binari sintomatologici: versante motorio ipercinetico; componente psico-emotiva caratteristica. L'iperattività si manifesta quando il bambino non sta mai fermo, è in continuo movimento, turbolento, gesticolante con braccio o mani, prende a calci sedie e tavoli, è in preda a movimenti di rotazione del busto, dondola le gambe, tralascia un gioco appena iniziato per impegnarsi in un altro.
Per quanto riguarda il versante psicoemotivo comportamentale, salta col pensiero di palo in frasca, è suscettibile, ha alternanze nello stato umorale con depressione ed eccitazione alternate, presenta spunti elevati di distrazione. L'attenzione, infatti, viene distolta dalla parte principale di una esperienza, e suddivisa in più parti. Per quanto riguarda la causa e la patogenesi di questa forma, gli studiosi USA parlano di Minimal brain inyuri. Ma il dottor Dino Maschietto si limita ad ammettere che talvolta la R.M.N. funzionale evidenzia lobi cerebellari più piccoli, e la PET anomalie disfunzionali. Per quanto riguarda i due cortei sintomatologici, l'evoluzione comprende la scomparsa a 12-13 anni totalmente; residua la sola iperattività; i due sintomi si prolungano nell'età adulta. Con queste premesse di grande interesse è parso un convegno al Centro Marani, organizzato da Aifa e Aidai, associazione italiana famiglie Adhd e disturbi attenzione e iperattività. Tema conduttore, «Adhd: conoscere per capire». Relatori, Dino Maschietto, neuropsichiatra infantile; Claudia e Bruno Ceccato, associazione delle famiglie; Tiziana De Meo psicologa dell'Aidai; Maria Luisa Smacchia, presidente di Abcd, associazione impegnata ad aiutare bambini, genitori, insegnanti, promuovendo informazione e supporto alle famiglie veronesi. Moderatore la giornalista scientifica del Corriere della Sera  Margherita De Bac.
Il dottor Maschietto, direttore del più importante dei Centri di riferimento per il Registro Adhd di San Donà di Piave, ha sottolineato come il Veneto risulti una delle regioni più attente a questo complesso e poco conosciuto problema di psicopatologia infantile. Inoltre si è lamentato del mancato arrivo in Italia di farmaci fondamentali per combattere la malattia. La psicologa Tiziana De Meo ha riferito sull'approccio terapeutico alla Adhd, che deve essere multifocale e multimodale. Occorre ricorrere a strategie psicoeducative, attraverso colloquio coi familiari, soprattutto con gli insegnanti che spesso ignorano la situazione di instabilità psicologica dei bambini. La diagnosi Adhd non è agevole, commenta Maschietto, «e ciò comporta disagio scolastico del soggetto. Quindi è auspicabile una accuratezza nella diagnostica differenziale, e una appropriatezza terapeutica». I bambini Adhd ricevono grandi rifiuti dai loro compagni di scuola o di gioco, e si comportano quindi in modo molto aggressivo. Importante il supporto della famiglia, ragione per cui sono stati organizzati nove incontri per genitori chiamati «parent training».
Roberto Morgante

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11)
10/03/2007 Il Verona: "Il fronte del sì sottolinea la severità del protocollo che precede l'accesso alla cura"
Le famiglie puntano sul farmaco «Ma non chiamatelo via libera».
Il capoluogo scaligero è in prima fila per l'attività delle associazioni nate sull' Adhd. Probabilmente soltanto tra qualche anno, quando l'utilizzo del Ritalin e lo Straterra, i due psicofarmaci che hanno ricevuto l'ok dell'Agenzia italiana del farmaco per essere somministrati ai bimbi affetti da Adhd (il deficit di attenzione e disturbo di iperattività) potrà essere comparato con i risultati raggiunti, la faccenda smetterà di dividere. MA NON BISOGNA giurarci, dal momento che ora più che dividere spacca in due l'opinione pubblicae gli addetti ai lavori. Il fronte del no è folto e agguerrito, e raccoglie genitori, insegnanti e comitati di cittadini. In prima linea proprio i docenti di ogni ordine e grado, che insieme ai genitori sono i primi ad essere chiamati a relazionarsi con bambini agitati, movimentati, o di difficile gestione. Allo stesso tempo, ecco le associazioni formate da genitori chiamati da anni a combattere direttamente, tutti i giorni, con l'Adhd che appoggiano in toto l'aspetto farmacologico. Proprio Verona recentemente ha ospitato un incontro organizzato dall'Aifa (Associazione italiana famiglie Adhd) e Aidai (Associazione italiana disturbi attenzione e iperattività).
La presidente, Patrizia Stacconi, parte con una precisazione che ritiene doverosa: «Non parliamo di via libera, per favore. I due medicinali sono prescrivibili sono da alcuni centri autorizzati dove la diagnosi si fa rigorosamente in équipe formata da un pediatra, uno psicoterapeuta e uno psicologo. Sono necessarie tutte le analisi cliniche del caso. Inoltre, tutto questo deve essere annotato nell'apposito registro accanto a quanto si è fatto in precedenza seguendo terapie non farmacologiche». Esulta insomma l'associazione: «Finalmente si è capito che questa può essere una malattia invalidante. Oltrettutto, la terapia viene seguita passo dopo passo per verificare se effettivamente i possibili effetti collaterali sono superati dai benefici».
CLAUDIA E BRUNO, moglie e marito veronesi, combattono con l'Adhd da molti anni. Oggi il figlio ne ha quattordici, e dal 2003, dopo aver cominciato la cura a base di Ritalin, le cose, assicurano i genitori, vanno molto meglio. «Il nostro ragazzo soffre anche di un altro disagio, ma a causa dell'Adhd era davvero diventano impossibile mandarlo a scuola. Ne combinava di tutti i colori e ad un certo punto abbiamo cominciato davvero a preoccuparci». Il Ritalin all'epoca era bandito in Italia. «Noi siamo tra quelli che lo acquistavano in Svizzera. Ci siamo battuti tanto perché questo momento arrivasse anche da noi in Italia. Il problema è che ancora si fa fatica ad ammettere che questa è una malattia».

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12) 10/03/2007 Il Verona: «Controlli e dosaggi accurati vigileranno i centri regionali»
L'organismo del ministero della Salute rassicura: «La prescrizione sarà rigorosa» e la Società di neuropsichiatria infantile plaude: «Una speranza per i baby malati»
E se il bambino fosse solo vivace? Dove si posiziona esattamente il confine tra l'essere soltanto un novello Gianburrasca e l'essere, invece, affetti da una malattia? E proprio qui al limite che si accende la polemica ma anche il dubbio e la paura. Perché chi è malato è giusto che abbia la sua cura, da comprare senza essere costretto a ricorrere a un mercato clandestino ma è altrettanto giusto che, considerati i rischi, siano tutelati i più piccoli vivaci ma sani. L'Agenzia italiana del farmaco risponde a chi guarda con sospetto alla commercializzazione dei due psicofarmaci per bambini: il Ritalin e lo Strattera. La strategia dell'Aifa è quella di adottare procedure che vincolano la prescrizione del farmaco a una diagnosi differenziale e a un Piano terapeutico definiti da Centri di riferimento di neuropsichiatria infantile appositamente individuati dalle Regioni. Tali procedure «impongono, specifica l'Agenzia - controlli periodici per la verifica dell'efficacia e della tollerabilità del farmaco e richiedono l'inserimento dei dati presenti nei Piani terapeutici in un Registro nazionale appositamente istituito all'Istituto superiore di Sanità, con garanzia di anonimato, per consentire il monitoraggio e il follow up della terapia farmacologia». In questo modo dovrebbe essere garantita la disponibilità del farmaco soltanto ai casi di reale necessità, evitando gli usi impropri verificatisi in altri Paesi. Un monotoraggio a lungo termine servirà poi per registrare eventuali abusi. E certo non sarebbe il primo caso. DALLA PARTE DELL'AIFA si schierano anche i neuropsichiatri che dicono: «Nessuna battaglia di parte». A demonizzare barricate tra «il partito di chi si arroga la difesa dei diritti dei bambini tout-court, e quindi è contro gli psicofarmaci in pediatria, e chi invece pensa che i farmaci siano la panacea per tutti i mali», è Franco Nardocci, presidente della Società italiana di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza (Sinpia). «È giusto - conclude salvaguardare i diritti di chi ha veramente bisogno di questo farmaco che, va detto, non è indicato per tutti i bambini o gli adolescenti con Adhd».

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13)
10/03/2007 EPolis Roma: Nel Lazio sei poli specializzati per curare i bambini iperattivi
Il focus. Quattro sorgono nella Capitale, gli altri a Latina e Viterbo. Ma non tutti utilizzavano il farmaco Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta, chiede cautela: bisogna farne un uso corretto. Il ritorno del Ritalin ha acceso anche a Roma il dibattito sull'uso del farmaco nei casi di Adhd, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività. Qualcuno lo saluta con sollievo, qualcun altro lancia l'allarme. La Capitale si è attrezzata negli anni e dispone di strutture in grado di fornire un'assistenza completa, non solo farmacologica, ai pazienti e alle loro famiglie. Sono quattro i centri idonei indicati dalla Regione dove possono essere seguiti adeguatamente i bambini affetti dalla sindrome: il Policlinico Gemelli, il Policlinico Universitario Tor Vergata, l'Istituto di neuropsichiatria infantile di via dei Sabelli e il centro "La Scarpetta" della Asl Roma A. E in regione ci sono altre due strutture, una a Latina e l'altra a Viterbo. Non tutti però, fino ad oggi, hanno avuto a disposizione il farmaco. «Al Gemelli, previa approvazione del comitato etico, ho potuto avere il Ritalin - racconta la professoressa Maria Giulia Torrioli, docente di Neuropsichiatria infantile all'Università Cattolica del Sacro Cuore - che viene somministrato in day hospital. L'ospedale finora ha acquistato il farmaco in Svizzera». A lanciare l'allarme Ritalin è Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell'età evolutiva e Direttore dell'Istituto di Ortofonologia di Roma, che invita a stare attenti «a non copiare gli Stati Uniti dove si stanno pagando le conseguenze dell'uso non corretto di questo farmaco che viene prescritto a bambini che non soffrono della sindrome da iperattività». Secondo Bianchi di Castelbianco in Italia c'è grande confusione sulla diagnosi della malattia, i cui criteri non sono ancora certi. «Basti pensare che fino a tre mesi fai dati ufficiali annunciati dai Centri di eccellenza del nostro Paese indicavano l'incidenza della sindrome nel 4 per cento dei bambini, in pratica un bambino iperattivo ogni classe. Adesso, ad appena novanta giorni di distanza si comunica che l'incidenza è dello 0,80. Questo vuol dire che si è fatta diagnosi di sindrome di iperattività in modo a dir poco sconcertante». «Il fatto che in alcuni posti se ne sia abusato non significa che sia da bocciare il farmaco - risponde la professoressa Torrioli - ma il modo in cui è stato usato. La diagnosi deve essere accurata, richiede tempo, ma non è impossibile. E quando tutti gli altri mezzi non funzionano credo sia poco etico non aiutare il bambino». Non cambierà in modo radicale il funzionamento dei centri romani per la cura dell'Adhd: «Manderemo le schede dei pazienti al registro nazionale - spiega Torrioli - cosa che faremo ben volentieri e senza compenso. Nessuno di noi ci guadagna ad usare il Ritalin».
Simona Caleo

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14)
10/03/2007 EPolis Roma: "Interrogazioni da Udc e Rifondazione"
Una doppia interrogazione al ministro della Salute Livia Turco è stata presentata per chiarire la vicenda del Ritalin in Italia. La prima, di Rifondazione, sui tempi troppo rapidi della commercializzazione e sulla natura del disagio. Più o meno le stesse richieste sono arrivate dall'Udc: «Bisogna rivedere tutti i protocolli».

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15)
10/03/2007 EPolis Milano: "Il coro di farmacologi e docenti: non è il rimedio contro il bullismo"
Secondo il direttore del Mario Negri, Garattini, il Ritalin deve essere usato come ultima risorsa. Gli insegnanti: serve formazione specifica per poter aiutare i bimbi affetti dall'iperattività. «Non si può pensare di risolvere il problema del bullismo con il Ritalin». È l'allarme di Silvio Garattini, direttore dell'Istituto farmacologico Mario Negri di Milano,a proposito del via libera, arrivato dall'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco al farmaco per il trattamento della sindrome da iperattività e deficit dell'attenzione, conosciuta anche come Adhd. «Deve essere usato come ultima risorsa- sottolinea il farmacologo- è fondamentale fare tutto il necessario per prevenire ogni forma di abuso, affinché questo farmaco non venga utilizzato come se fosse un integratore alimentare o un ricostituente». Un rischio di eccessi da evitare assolutamente, per Garattini. Dubbi per l'introduzione del Ritalin in Italia anche per gli operatori della scuola, per il timore che il medicinale possa essere utilizzato per risolvere i disagi dei bambini e la loro iperattività. Le parole di Garattini sono condivise da Patrizia Quartieri, di Retescuole Milano. «SONO FORTEMENTE preoccupata perché questa non è la strada da seguire- afferma- soprattutto pensando all'età dei bambini». Invece del farmaco, va trovata un'armonia tra i diversi soggetti coinvolti, «una sinergia tra scuola, famiglia e operatori sanitari», osserva Patrizia Quartieri, «per poter comprendere il disagio dei bambini. Il farmaco non serve». Un coordinamento e un coinvolgimento, quello dei vari attori sociali, sottolineato dallo stesso Silvio Garattini. «È importante capire che il Ritalin deve essere l'ultima risorsa - avverte il farmacologo- un prodotto da somministrare solo dopo aver provato tutte le altre vie». Laddove si sia di fronte a un bambino affetto da Adhd, allora «serve un piano terapeutico», ammonisce Garattini, che coinvolga interamente famiglie, scuola e psicologi e, nel caso in cui «questa strategia non dovesse funzionare», aggiunge il direttore del Mario Negri, «allora potrà scattare la cura». Nelle scuole, invece, bisogna attrezzarsi all 'eventualità di trovarsi di fronte bambini in cura con il Ritalin. Gli insegnanti sono pronti? «I docenti sono in grado di affrontare la questione specifica- sottolinea Patrizia Quartieri - ma serve una formazione più ampia e specifica per gli operatori scolastici, che vada oltre il Ritalin e permetta agli insegnanti di saper riconoscere e affrontare i disagi dei ragazzi». Una richiesta già presente, in seguito ai recenti fatti di bullismo nelle scuole milanesi. «Dobbiamo essere in grado di aiutare i bambini - aggiunge l'esponente di Retescuole - con interventi che incidano sul percorso scolastico, perché il farmaco può sedare al momento, ma la formazione lascia un patrimonio nel lungo periodo». Valentino Maiorano

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16)
10/03/2007 EPolis Milano: "Giù le mani dai bambini" non ci sta: molto pericoloso
Tempi anticipati, «Anticipando i tempi, l'Agenzia italiana del farmaco, presieduta da un ex dirigente di Farmindustria, ha deciso in via definitiva per la reimmissione in Italia del Ritaline dell'atomoxetina, sotto accusa negli Stati Uniti». E' quanto sottolinea, in una nota, il comitato di farmacovigilanza pediatrica "Giù le mani dai bambini", registrando lo "sconcerto nel mondo accademico e scientifico" derivato da questa notizia. «Non più tardi di due settimane fa- spiega il portavoce Luca Poma- fa c'è stato un pesante avvertimento della Food and drug administration americana per i potenziali rischi di ictus, crisi maniaco-depressive su bambini in cura anchea normale dosaggio».

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10/03/2007 Il Firenze: Le famiglie: «È una conquista ora basta viaggi della speranza»
Toscana, soddisfazione all'ospedalino Meyer: «Posti anche dei paletti che ne disciplinano l'assunzione». L'alternativa era recarsi in Francia o in Svizzera o fare una lunga trafila burocratica. Una conquista, con tutto il corredo di "se" e "ma" del caso. È un po' questo il senso delle reazioni degli addetti ai lavori, di fronte alla notizia della reintroduzione del Ritalin, il farmaco impiegato per la  cura dell'Adhd, sindrome da deficit di attenzionee iperattività. Una reazione intiepidita dal fatto che comunque si parla di bambini da una parte e di medicine dall'altra. In Toscana, per la diagnosi e la cura di questa sindrome, dal 2004 sono stati istituiti tre centri regionali di riferimento. Uno è la Fondazione Stella Maris che fa capo all'Università di Pisa, uno è interno al Reparto di Psichiatria infantile dell' Azienda Ospedaliera Senese, e il terzo è di casa al Meyer, nella clinica neurologica dell'ospedale pediatrico. E insieme a questo apparato di cliniche, c'è il nucleo regionale dell'Aifa, l'associazione che riunisce le famiglie dei bambini affetti da questo disturbo. PROPRIO dall'associazione, Silvia Juliani, referente regionale, commenta: «La reintroduzione del farmaco è un primo passo, perché l'Italia era rimasta molto indietro». Una conquista? «Sì, anche se va detto, precisa, che per la diagnosi di questa malattia si segue un percorso, ben preciso, e al farmaco ci si arriva solo quando al bambino, nonostante la terapia cognitivo comportamentale, resta un disagio invalidante». Eppure, la notizia ha un po' il sapore di una vittoria, perché aggiunge Silvia, «prima l'alternativa erano i "viaggi della speranza" in Svizzera, o in Francia, oppure una lunga trafila burocratica per farsi ordinare il farmaco dalle farmacie ospedaliere». E una reazione simile arriva anche dalla neuropsichiatra infantile del Meyer, Chiara Ciampi: «La vera conquista - chiarisce - è che siano stati posti anche dei precisi paletti che ne disciplinino l'assunzione: il sistema sanitario concede il farmaco, ma sorveglia che venga assunto solo da chi ne ha davvero bisogno».
Giulia Righi

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18) 09/03/2007 Farmacia.it AIFA: RITALIN ® E STRATTERA ® TORNANO IN ITALIA
Anticipando i tempi, oggi l'Agenzia Italiana del Farmaco, presieduta da un ex dirigente di Farmindustria, ha deciso in via definitiva per la reimmissione in Italia del potente e discusso psicofarmaco per i bambini vivaci e di una seconda molecola, l'atomoxetina, sotto accusa negli Stati Uniti. Sconcerto nel mondo accademico e scientifico: "è ancora in pieno fermento il dibattito circa l'opportunità di somministrare psicofarmaci ai bambini, e l'AIFA lo reimmette in commercio: c'è qualcosa di molto poco chiaro". Allarme dalle associazioni di genitori e di medici: "è una storia già vista in altri paesi, si arriverà all'abuso".
ROMA - Nonostante le pressioni e gli inviti alla prudenza di buona parte sia del mondo politico, che della comunità scientifica, che della società civile, anticipando di tre settimane la data della delibera annunciata pubblicamente l'altro giorno, il Consiglio d'Amministrazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco ( AIFA ), presieduto da una ex alta dirigente di Farmindustria , la lobby delle multinazionali farmaceutiche, ha autorizzato ieri la reimmissione in commercio nel nostro paese del contestato psicofarmaco per bambini Ritalin® , oggetto non più tardi di due settimane fa di un pesante avvertimento della Food And Drug Administration americana per i potenziali rischi di ictus, crisi maniaco-depressive, complicazioni cardiache e morte improvvisa anche su bambini in cura a normale dosaggio terapeutico.
"E' un'accelerata inspiegabile e gravida di conseguenze negative per la salute dei bambini - ha dichiarato Luca Poma, Portavoce di " Giù le Mani dai Bambini ", prima campagna indipendente in farmacovigilanza per l'età pediatrica - perché i protocolli diagnostico-terapeutici elaborati dall'AIFA e dall' Istituto Superiore di Sanità sono del tutto lacunosi ed orientati soprattutto verso la soluzione farmacologica. Nonostante l'acceso dibattito in Parlamento (sono previste nuove interrogazioni nei prossimi giorni) l'AIFA agisce come un 'battitore libero', facendo di fatto gli interessi dei produttori: questo è scandaloso, dovranno assumersi la responsabilità di fronte al paese". Dura critica dall' Università "La Sapienza" di Roma : Emilia Costa (1^ Cattedra di Psichiatria) dichiara: "Con quest'atto avventato, l'AIFA perde la credibilità accumulata in decenni: il lavoro dell'Agenzia è gravemente parziale, sono davvero incomprensibili i motivi alla base di questa leggerezza, ed i loro pareri tecnici sono viziati da errori di fondo e validano solo quella parte di evidenze scientifiche utili per sostenere le loro tesi pro-farmaco".
Luigi Cancrini, della Commissione Parlamentare per l'Infanzia ha aggiunto: "La pillola, da sola, è certamente dannosa: allontana l'adulto dalla possibilità di comprendere il disagio del bimbo. E se proprio l'AIFA vuole effettuare queste somministrazioni di psicofarmaci, esse dovrebbero proseguire per non più di trenta giorni: niente risultati dopo un mese, e la terapia va sospesa, perché è dannosa". Uno dei più noti psicoterapeuti italiani, Federico Bianchi di Castelbianco, dichiara: "hanno sfruttato le paure dei genitori con figli problematici per legittimare la loro assurda decisione. Queste sono 'pillole dell'obbedienza', vogliono una generazione di bambini omologati". "Giù le Mani dai Bambini"® promuoverà tutte le più opportune azioni per ricorrere contro questa decisione affrettata e lesiva dell'interesse dei minori italiani. Il Segretario Generale del Senato, Maurizio Eufemi, ha immediatamente presentato un'interrogazione urgente in Parlamento.
Comunicato stampa Giù le mani dai bambini

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19)
08/03/2007 Salute Europa Sito Web: "Ritalin in Italia: c'e' il rischio che si possano commettere gli stessi gravi errori degli Stati Uniti"
"Arriva il Ritalin in Italia: attenti a non copiare gli Stati Uniti dove si stanno pagando le conseguenze dell'uso non corretto di questo farmaco che viene prescritto a bambini che non soffrono della sindrome da iperattività. C'è un rischio che si può correre anche in Italia- dice Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell'età evolutiva e Direttore dell'Istituto di Ortofonologia di Roma- dove sulla diagnosi della sindrome da iperattività c'è una grande confusione.
Basti pensare che fino a tre mesi fa i dati ufficiali annunciati dai Centri di eccellenza del nostro Paese indicavano l'incidenza della sindrome nel 4 per cento dei bambini, in pratica un bambino iperattivo ogni classe. Adesso, ad appena novanta giorni di distanza si comunica che l'incidenza non supera l'1 per cento e precisamente è lo 0,80. Questo vuol dire che si è fatta diagnosi di sindrome di iperattività in modo a dir poco sconcertante". "Il problema di fondo è la diagnosi del disturbo - aggiunge Bianchi di Castelbianco - e vanno individuati con esattezza i bambini veramente sofferenti di questa patologia. Mi chiedo come possa avvenire questa individuazione se non sono ancora certi i criteri di diagnosi. Spesso si sente dire che il farmaco è molto efficace. Non si discute sulla validità della sostanza ma sul fatto che il farmaco funziona bene anche perché viene dato a bambini che non stavano male. Erano ritenuti iperattivi e dopo la cura sono giudicati "guariti". Il fatto era che erano sani anche prima della terapia".

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20) 13/03/2007 Agi: NESSUN COINVOLGIMENTO DELLE SCUOLE PER IL REGISTRO ITALIANO SUL RITALIN
Il registro nazionale del Ritalin dell'Istituto Superiore di Sanità è pronto a partire, ma non saranno coinvolte le scuole. Subito dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale della registrazione del Ritalin, sarà possibile eseguire i primi trattamenti col farmaco e inizierà la registrazione dei piccoli pazienti solo ed esclusivamente attraverso una rete di centri specializzati.
Saranno i Centri di neuropsichiatria infantile, i Centri di igiene mentale e le Asl segnalate dalle Regioni in piena autonomia ad indicare in maniera anonima i bambini che soffrono di questo disturbo. "La situazione sarà monitorata continuamente per evitare ogni abuso diagnostico e terapeutico" ha assicurato Stefano Vella, direttore del dipartimento del farmaco dell'Istituto superiore di sanita'.
Secondo Vella, non ci sarà nessuna improvvisa epidemia di ADHD che farà aumentare di colpo il numero dei bambini affetti da questo disordine, e che di conseguenza farà prescrivere Ritalin senza controllo. "Quello che vogliamo evitare con questo registro - ha continuato Vella - è proprio questa situazione. Noi terremo sotto controllo la situazione minuto per minuto, rilasceremo dei report periodici che daranno conto dei risultati del farmaco, del numero di piccoli pazienti a cui viene somministrato, dei suoi effetti colaterali. Questo registro rappresenterà una grande rete di protezione contro anomalie come quelle che si sono verificate negli Stati Uniti".  Negli Usa, infatti si stima che il numero di bambini affetto da ADHD sia pari al 4 per cento della popolazione totale dei bambini fra i 5 e i 12 anni, contro l'analogo dato italiano dello 0,5-1 per cento, pari a circa 10-20 mila bambini.
I bambini statunitensi sono tutti malati e quelli europei no? "In America non c'è stata appropriatezza diagnostica sufficiente. Faremo di tutto affinché questo, da noi, non accada". A detta del direttore del dipartimento del farmaco dell'Istituto Superiore di Sanità, la monitorizzazione compiuta sarà esattamente come quella che si fa con lo smog oppure con i prezzi dei farmaci. E, soprattutto, vietato parlare di cavie e di sperimentazione. "Questo farmaco - ha precisato Vella -  è stato approvato nel lontano 1957 per la prima volta. Per la cura dell'ADHD è stato approvato alla fine degli anni Ottanta, ma si conosce benissimo. Effetti collaterali compresi. E' nient'altro che un derivato delle anfetamine che prendevano i nostri nonni per concentrarsi per gli esami. I bambini con ADHD hanno difficoltà di concentrazione e, a volte, il farmaco può aiutare a superare questa condizione. Non siamo i primi ad autorizzarlo, semmai siamo gli ultimi". Vella ha anche spiegato che, a maggior garanzia di un uniformità di trattamento dei bambini italiani, il protocollo da adottare sarà unico e valido per tutti.
Il Ritalin, il cui principio attivo è il metilfenidato, dovrebbe essere prescritto dopo attenta valutazione medica e solo per quei bambini per cui le convenzionali terapie psico-comportamentali non si sono dimostrate efficaci. Ma è possibile anche una terapia ibrida. "A volte potrebbe essere opportuno somministrare il farmaco per far cominciare meglio una terapia psico-comportamentale, mantenendo in piedi un doppio trattamento, per poi, magari, sospendere quello farmacologico" ha spiegato Vella.
Qualche giorno fa, il metilfenidato ha ricevuto l'approvazione per l'immissione in commercio da parte dell'Aifa (Agenzia italiana del farmaco). Non appena avverrà la pubblicazione della registrazione nella gazzetta ufficiale, i circa 100 Centri referenti per l'ADHD individuati su tutto il territorio nazionale "saranno operativi per la partenza del progetto. Anche quelli che si oppongono devono capire che la nostra intenzione non è 'ritalinizzare' il paese, ma anzi, è proprio quella di moderare l'uso del farmaco e prevenire ogni abuso, attraverso l'istituzione di questo registro che sarà trasparente e completamente anonimo. I bambini, cioè, non saranno affatto schedati" ha concluso Vella.
Quello che si teme, però, è che quanto auspica Vella non resista alla prova dei fatti. Secondo il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, gruppo internazionale di tutela dei diritti umani nel campo della salute mentale, nelle scuole si effettuano sempre più spesso screening e test psicologici che mirano a individuare disturbi dell'apprendimento da rilevare tempestivamente, per poi predisporre adeguate strategie di prevenzione. Su tutto il territorio, inoltre, ci sarebbero corsi di formazione per insegnanti e seminari per i genitori, per fornire strumenti di conoscenza relativi all'ADHD. In Italia, secondo il gruppo, nonostante si proclami il rispetto della privacy, in alcuni questionari, al posto del nome del bambino viene utilizzato un codice che può identificare il bambino. In altre parole, è l'opinione del comitato, il bambino una volta 'esaminato' potrà essere sicuro del fatto che queste informazioni saranno permanentemente registrate nella sua scheda di valutazione scolastica.
"Si tratta di cose che riguardano comunque le singole organizzazioni scolastiche, ma che non hanno niente a che fare con il modo in cui i trattamenti col Ritalin saranno inseriti nel registro, che impedirà fughe di notizie e i cui dati saranno criptati e protetti" ha commentato Vella.
Favorevole al registro, e al progetto in generale, l'Associazione Italiana Famiglie ADHD, una Onlus che lavora insieme all'Istituto Superiore di Sanità da quattro anni.
"Si svolgeranno trattamenti sotto gli occhi di esperti, he potranno far fronte a tutti gli eventuali effetti collaterali" ha spiegato Patrizia Stacconi, presidente dell'associazione. La fiducia del gruppo è motivata anche dall'alto profilo delle figure mediche che si prenderanno cura di ogni bambino. "Lo staff di base comprenderà un neuropsichiatra, uno psicologo, un pediatra e poi un endocrinologo e altri specialisti, che potranno assicurare un'opinione più che valida, anche nei casi in cui il Ritalin è sconsigliato, come ad esempio quando risulta accentuare precedenti tic dei bambini" ha commentato la Stacconi.
Parzialmente critica, infine, la posizione del comitato 'Giù le mani dai bambini', da tempo impegnato in una campagna anti-ritalin. "Il registo, come garanzia, può anche soddisfarci, quello che non ci convince per niente è il modo in cui si finirà su quel registro. Siamo convinti, avendo avuto accesso ai protocolli diagnostici e terapeutici dell'Istituto Superiore di Sanità, che moltissimi bambini rischieranno di essere sottoposti al Ritalin, anche se non ne hanno bisogno, perché è pochissimo lo spazio che il progetto dell'ISS ha dato alla terapia non farmacologica, ignorando completamente gli effetti collaterali del farmaco" ha dichiarato Luca Poma,

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