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Rassegna Stampa marzo 2007
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La
rassegna vuole raccogliere gli articoli pubblicati sull'ADHD e usciti sui più
comuni rotocalchi italiani, al fine di favorire un aggiornamento sul tema visto
dalla parte dei media. Si tratta di un servizio, molto visitato soprattutto dai
giornalisti e che lascerà nel tempo anche una traccia sulla storia dell' ADHD in
Italia.
http://www.aifa.it/rassegna_stampa.htm
La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata.
Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato.
1) 08/03/2007
Ansa:
"ASSOCIAZIONE
ADHD, BENE REGISTRO NAZIONALE"
2)
08/03/2007
Ansa: "RITALIN,
REGISTRO PER PRESCRIZIONE UNICO AL MONDO"
3) 08/03/2007
Ansa: "AIFA,
VIA LIBERA PER RITALIN CON LIMITI PRESCRIZIONI"
4) 08/03/2007
Ansa: "GARATTINI,
SU RITALIN SCELTA VIA DELLA SICUREZZA"
5)
12/03/2007
NATURAL LIFE/ BAMBINI
-
"Pillole per i Gianburrasca"
risponde S .BERNARDINI PEDIATRA OMEOPATA
6)
14/03/2007 Marketpress RITALIN: DAL 2004 INDIVIDUATI I CENTRI REGIONALI IN
TOSCANA
7)
15/03/2007 La
Repubblica Salute: "IPERATTIVI E DISATTENTI"
8)
12/03/2007 L’Unita:
«Buona notizia, risponde a un bisogno di cura»
9)
10/03/2007 The Times - Breathing space: the
karate kids
10)
11/03/2007 L'Arena di Verona: «Iperattività, una sindrome prevalentemente maschile»
11) 10/03/2007 Il Verona:
"Il fronte del sì sottolinea la severità del protocollo che precede
l'accesso alla cura"
12) 10/03/2007 Il Verona: «Controlli e dosaggi accurati vigileranno i centri regionali»
13) 10/03/2007 EPolis Roma:
Nel Lazio sei poli specializzati per curare i bambini iperattivi
14) 10/03/2007 EPolis Roma:
"Interrogazioni da Udc e Rifondazione"
15) 10/03/2007 EPolis
Milano:
"Il coro di farmacologi e docenti: non è il rimedio contro il bullismo"
16) 10/03/2007 EPolis Milano:
"Giù le mani dai bambini" non ci sta: molto pericoloso
17) 10/03/2007 Il Firenze:
Le famiglie:
«È una conquista ora basta viaggi della speranza»
18)
09/03/2007 Farmacia.it AIFA: RITALIN ® E
STRATTERA ® TORNANO IN ITALIA
19)
08/03/2007 Salute Europa Sito Web:
"Ritalin in Italia: c'e' il rischio che si
possano commettere gli stessi gravi errori degli Stati Uniti"
Castelbianco
20)
13/03/2007 Agi:
"NESSUN COINVOLGIMENTO DELLE SCUOLE PER IL REGISTRO ITALIANO SUL RITALIN"
Left Avvenimenti:
"Perché non accada...", una campagna
antipsicofarmaci, scatena le polemiche. ....e la Rai ha concesso il patrocinio
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1) 08/03/2007
Ansa: "ASSOCIAZIONE
ADHD, BENE REGISTRO NAZIONALE"
"Finalmente è
riconosciuto il diritto alla cura per i bambini con deficit di attenzione e
iperattività". Soddisfazione nelle parole di Patrizia Stacconi, presidente
dell Associazione Italiana Famiglie ADHD onlus, dopo il via libera
all'attivazione in Italia del Registro Nazionale ADHD. L'ADHD è un disturbo
neurobiologico dovuto all'alterazione di alcuni specifici circuiti cerebrali dei
bambini e colpisce il 3,5% circa della popolazione pediatrica. Rappresenta uno
dei principali problemi medico-sociali dell'infanzia, riconosciuto da tutta la
comunità scientifica, compresa l'Organizzazione Mondiale della Sanità. I bambini
affetti da ADHD non riescono a controllare le loro risposte all ambiente, sono
disattenti, iperattivi e impulsivi in modo tale da compromettere la loro vita di
relazione e scolastica. "Siamo felici che le nostre richieste siano state
accolte dalle istituzioni spiega Stacconi - e desideriamo esprimere un
ringraziamento sincero al Ministero della Salute, all Istituto Superiore di
Sanità e all'Agenzia del Farmaco per avere realizzato questo percorso".
Stacconi, inoltre, puntualizza che l'eventuale scelta farmacologica verrà
effettuata esclusivamente dall'equipe multidisciplinare dei Centri di
riferimento individuati dal Ministero e sempre inserita nell'ambito di un
approccio multimodale, che vede accanto alla terapia farmacologica quella
psicologica-comportamentale, il parent-training per i genitori e il
coinvolgimento degli insegnanti. "Il Registro Nazionale ADHD conclude -
è uno strumento unico in Europa, progettato per garantire correttezza e
appropriatezza terapeutica: ci sentiamo rassicurati nei confronti di possibili
rischi sia di un uso incongruo sia di un eventuale abuso di farmaci per l ADHD".
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2) 08/03/2007
Ansa: "RITALIN,
REGISTRO PER PRESCRIZIONE UNICO AL MONDO"
Quello del Ritalin, il farmaco approvato definitivamente oggi dall'Aifa per la
cura delle sindromi da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) dei bambini,
è in realtà un ritorno. Messo a punto negli anni '50, il metilfenidato fu
ritirato nel 1989. Queste le principali caratteristiche del farmaco e della sua
somministrazione.
> IL REGISTRO: Per il monitoraggio dell'uso di questa sostanza nella popolazione
pediatrica è stato istituito, unico caso a livello internazionale, un apposito
Registro Italiano del metilfenidato coordinato dal Dipartimento del Farmaco
dell'Istituto Superiore di Sanità. Il Registro vincola la prescrizione del
Ritalin alla predisposizione di un piano terapeutico semestrale da parte del
Centro clinico accreditato (Centro di riferimento), per garantire l'accuratezza
diagnostica e evitare l'uso improprio del medicinale. L'obiettivo del registro è
controllare e uniformare le prescrizioni grazie alla creazione di una banca dati
anonima dei pazienti.
> IL FARMACO: Gli psicostimolanti, la famiglia di farmaci di cui fa parte il
Ritalin, sono considerati la terapia più efficace per l'ADHD. Il metilfenidato
modula soprattutto la quantità di dopamina, e di noradrenalina, due
neurotrasmettitori responsabili della trasmissione degli impulsi nervosi del
cervello. E' in grado di migliorare l'inibizione delle risposte, la memoria di
lavoro e i processi di discriminazione degli stimoli. Quando il farmaco è
somministrato correttamente gli effetti collaterali sono in genere modesti. I
più comuni sono diminuzione di appetito, insonnia e irritazione
gastrointestinale. Il protocollo introdotto dall'Aifa per la sua prescrizione
prevede che la prescrizione sia fatta solo da centri accreditati che abbiano al
loro interno un neuropsichiatra infantile e uno psicologo. Il bambino a cui
viene prescritto il Ritalin sarà controllato al primo mese e successivamente a
6, 12, 18 e 24 mesi. Nel corso delle visite verranno valutati i segni vitali e
l'accrescimento del paziente e eventuali effetti indesiderati; durante i
controlli semestrali verranno inoltre monitorati i risultati degli strumenti e
dei test utilizzati per la diagnosi, per misurare i cambiamenti a livello
comportamentale, sociale e cognitivo del bambino.
> LA MALATTIA: Il Disturbo da Deficit Attentivo con Iperattività (ADHD, acronimo
per l'inglese Attention Deficit Hyperactivity Disorder) è un disordine dello
sviluppo neuropsichico del bambino e dell'adolescente caratterizzato da
inattenzione e impulsività/iperattività. Tutti questi sintomi non sono causati
da deficit cognitivo (ritardo mentale) ma da difficoltà oggettive
nell'autocontrollo e nella capacità di pianificazione, sono persistenti in tutti
i contesti e situazioni di vita del bambino causando una limitazione
significativa delle attività quotidiane. Le cause possono essere genetiche, con
alterazioni di specifiche regioni del sistema nervoso centrale, o non genetiche,
dovute a nascita prematura, uso di alcool e tabacco da parte della madre,
esposizione a elevate quantità di piombo nella prima infanzia e le lesioni
cerebrali. La prevalenza della patologia è stimabile tra il 2 e il 4% dei
bambini in età scolare ed è tre volte più frequente nei maschi che nelle
femmine. Il disturbo tende a persistere nell'adolescenza e nell'età adulta nel
40 % dei casi. Per la valutazione diagnostica dell'ADHD vengono utilizzati
diversi strumenti, quali test neuropsicologici, questionari per genitori ed
insegnanti, scale di valutazione per misurare la severità del disturbo e
seguirne l'andamento nel tempo. La cura può essere di tipo
psicologico-comportamentale, farmacologico o una combinazione delle due.
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3) 08/03/2007
Ansa: "AIFA,
VIA LIBERA PER RITALIN CON LIMITI PRESCRIZIONI"
Via libera dal Consiglio di Amministrazione dell'
Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) all'immissione in commercio di 39 nuovi
medicinali tra i quali due (il metilfenidato - 'Ritalin' e l'atomoxetina 'Strattera')
- indicate nel trattamento della sindrome da deficit di attenzione e
iperattività (ADHD) dei bambini, in integrazione al supporto
psico-comportamentale. Per questi ultimi due medicinali , informa l'Aifa , sono
previste procedure , per la maggiore sicurezza dei fruitori, che vincolano le
prescrizioni a una corretta diagnosi in centri di riferimento regionali e di un
registro nazionale istituito presso l'Istituto superiore di sanità.
In particolare, il medicinale Strattera, spiega l'Aifa, è stato registrato
contemporaneamente in tutti i Paesi della Comunità Europea con procedura di
mutuo riconoscimento che non consente alcuna discrezionalità autorizzativa né
parte dell AIFA né di qualsiasi altro Paese Membro.
Quanto ai limiti di sicurezza previsti per i due farmaci "al fine di garantire
un uso appropriato, sicuro e controllato per l impiego esclusivo nei pazienti
affetti da ADHD, l'Aifa ha individuato procedure che vincolano la prescrizione
del farmaco ad una diagnosi differenziale e ad un Piano terapeutico definiti da
Centri di riferimento di neuropsichiatria infantile appositamente individuati
dalle Regioni". Inoltre vengono imposti controlli periodici per la verifica dell
efficacia e della tollerabilità del farmaco; i Piani terapeutici vengono
inseriti in un Registro nazionale appositamente istituito presso l Istituto
Superiore di Sanità, con garanzia di anonimato, al fine di consentire il
monitoraggio e il follow up della terapia farmacologica. "In questo modo - ha
sottolineato l'Aifa - è stata garantita la disponibilità del farmaco soltanto ai
casi di reale necessità evitando gli usi impropri verificatisi in altri Paesi".
l Agenzia Italiana del Farmaco elaborerà un Rapporto annuale, sulla base dei
dati del monitoraggio e del Registro, finalizzato alla valutazione complessiva
del problema e delle eventuali altre misure da adottare.
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4) 08/03/2007
Ansa: "GARATTINI,
SU RITALIN SCELTA VIA DELLA SICUREZZA"
La scelta effettuata dall'Agenzia italiana del
farmaco per il via libera al commercio del farmaco Ritalin "che mette alcuni
paletti sulla prescrizione del medicinale segue il principio della sicurezza".
E' il parere del farmacologo Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario
Negri di Milano.
Garattini ha spiegato che l'Aifa ha messo in atto alcune misure essenziali:
l'istituzione di centri di riferimento specializzati a livello regionale; la
realizzazione di un piano terapeutico per il bambino che coinvolga i genitori,
gli insegnanti, il pediatra di famiglia, lo psicologo, il neuropsichiatra e solo
alla fine l'uso del farmaco; inoltre viene istituto un registro presso
l'istituto superiore di sanità che permetterà di seguire in modo anonimo il
livello delle prescrizioni. "Tutte queste misure - ha aggiunto il farmacologo -
sono state prese per evitare che il ragazzo 'bulletto' o il bimbo che dà
fastidio a scuola ricevano il farmaco-panacea; quelli approvati oggi per la cura
dei bambini iperattivi - ha sottolineato - sono farmaci importanti ma che vanno
usati con cautela. I paletti messi dall'Aifa mi sembrano buoni e se strada
facendo si evidenziassero problemi si potranno correggere".(ANSA).
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5) 12/03/2007 NATURAL LIFE/ BAMBINI -
DI SIMONETTA BERNARDINI PEDIATRA OMEOPATA
Pillole per i Gianburrasca
Sono la mamma di un bambino di sei anni. Ho saputo che a due suoi compagni
troppo irrequieti vengono dati psicofarmaci, e questo mi ha sconvolto. Non è un
pericolo dare questi medicinali a bambini così piccoli?
Mary, Milano
Purtroppo, anche bambini molto piccoli si ammalano di malattie psichiche gravi.
La più comune è la sindrome Adhd, il disturbo di iperattività e deficit di
attenzione, che colpisce il tre-cinque per cento dei bambini in età scolare. I
primi disagi si manifestano alla scuola materna: i bambini non riescono a stare
fermi, sono sempre in ansia, fanno fatica a concentrarsi, a seguire le regole
della classe, hanno tic e disturbi del sonno. Vivono un terribile disagio e, se
non curati, da adolescenti hanno più probabilità di sviluppare dipendenza da
alcol e droghe. Paradossalmente, la miglior cura è un farmaco anfetaminico,
potente stimolante del sistema nervoso. Anche la dopamina omeopatica 5 Ch,
come mostra uno studio condotto all'università di Lione, si è dimostrata
efficace. Ma le probabilità di guarigione aumentano se alla terapia
farmacologica si associa la psicoterapia, che va estesa a tutta la famiglia.
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6)
14/03/2007 Marketpress RITALIN : DAL 2004 INDIVIDUATI I CENTRI REGIONALI IN
TOSCANA
I CENTRI DI RIFERIMENTO DEI PERCORSI DI DIAGNOSI E CURA SONO A PISA (STELLA
MARIS) E ALLE AOU DI SIENA E DEL MEYER
Firenze, 14 marzo 2007 - La Regione Toscana ha individuato dal 2004 i Centri
regionali di riferimento per la diagnosi e la cura delle persone affette da
Sindrome di iperattività/deficit di attenzione (Adhd). Lo ricorda l´assessore
regionale per il diritto alla salute Enrico Rossi in riferimento alle recenti
decisioni dell´Aifa che ha deliberato l´immissione in commercio di 39 nuovi
medicinali, fra i quali il metifenidato-Ritalin e l´atomoxetina-Strattera. La
delibera regionale, che risale al 5 luglio di quell´anno, precisava che i centri
autorizzati all´impiego dei medicinali come il Ritalin erano quelli del Reparto
di neurologia e psichiatria infantile della Irccs Stella Maris, Università di
Pisa, il Reparto di prichiatria infantile dell´Azienda Ospedaliero Universitaria
Senese e la Clinica pediatrica I settore neurologia dell´Azienda Ospedaliero
Universitaria Meyer. La decisione della giunta faceva riferimento al Decreto
ministeriale del 22 luglio 2003, che prevedeva l´uso dei farmaci a base di
metilfenidato nel trattamento di questa sindrome, e alla nota dell´Istituto
Superiore di sanità del 28 aprile del 2004 che specificava i criteri per
l´individuazione dei Centri di riferimento da parte di Regioni e Province
autonome. La stessa nota dell´Iss, e così la delibera regionale, precisavano che
la prescrizione di quesi medicinali deve avvenire previa predisposizione di un
piano terapeutico proposto a conclusione di un processo diagnostico che
coinvolga i pediatri. L´impostazione della Regione si inquadra perfettamente in
quanto dettato nei giorni scorsi dall´Agenzia Italiana del Farmaco che, per
"garantire un uso appropriato, sicuro e controllato" dei farmaci, ha individuato
a sua volta una apposita procedura diagnostica e terapeutica definita dai Centri
di riferimento individuati. Nel corso di questi anni i due Centri toscani attivi
sui tre previsti (Pisa e Siena) hanno seguito in tutto 70 bambini.
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7)
15/03/2007 La Repubblica Salute: speciale "Iperattivi e disattenti"
Annunciata per fine mese la nuova registrazione del farmaco Ritalin . Il trial
clinico di un analogo medicinale e la attivazione del registro nazionale Adhd
ripropongono il tema dei "bimbi irrequieti"
Tina Simoniello
Che cosa è l' Adhd
Bambini distratti, irrequieti, impulsivi: è questo il quadro di presentazione
del "Disturbo da Deficit di Attenzione con Iperattività" (Attention Deficit
Hyperactivity Disorder o ADHD), patologia neuropsichiatrica dei bambini e degli
adolescenti che si manifesta con incapacità di mantenere l'attenzione nei
compiti o nel gioco, eccessiva impazienza e continua irrequietezza motoria.
"Sintomi" come questi possono naturalmente essere presenti in tutti i bambini,
soprattutto se collocati in ambienti poco (o troppo) stimolanti per la loro età;
si può parlare, perciò, di "disturbo" solo quando il funzionamento sociale e
scolastico (o lavorativo nel caso di pazienti adulti) sia gravemente
compromesso. (f. c.)
Il metilfenidato, l'analogo dell'amfetamina utilizzato per il trattamento
dei bambini con deficit dell'attenzione e iperattività (Adhd) meglio noto con il
nome di Ritalin, ha concluso l'iter di registrazione (entro fine mese sarà
registrato) e, insieme a un altro anti-Adhd, l'atomoxetina, ritorna sul mercato
italiano. Così ha dichiarato recentemente Nello Martini, direttore generale
dell'Agenzia del farmaco (Aifa). Contestualmente viene attivato un Registro
nazionale Adhd, una struttura istituita e gestita dall'Istituto Superiore di
Sanità su mandato Aifa, a cui convergeranno i dati anonimi sui bambini in
terapia farmacologica. Negli intenti di chi lo ha progettato il Registro servirà
a monitorare tutto il percorso assistenziale dei piccoli pazienti: dalla
correttezza della diagnosi all'efficacia e all'appropriatezza della cura. Stando
ai dati, che variano molto a seconda dei paesi e dei sistemi diagnostici, l'uno-tre
per cento dei bambini in età scolare sarebbe effetto da Adhd. Secondo diversi
autori potrebbe essere indicata la terapia farmacologica per il 10-20 % di loro.
Il metilfenidato è stato ritirato dal mercato italiano nel 1989. In questi anni
è arrivato in Italia eccezionalmente attraverso strutture sanitarie pubbliche in
seguito ad autorizzazione all'importazione e per il tramite del ministero della
Salute. O acquistandolo all'estero.
Le cure: Psicoterapia e farmaci associati
Francesco Cro
l'Adhd colpisce più frequentemente i maschi delle femmine e si rende di solito
evidente durante le scuole elementari. Nei bambini più piccoli può essere,
infatti, molto difficile distinguere il disturbo da una normale vivacità, mentre
in quelli più grandi e negli adolescenti i sintomi tendono ad attenuarsi, in
parallelo con lo sviluppo di alcune aree del cervello (nuclei della base). Gli
studi neuropsicologici sembrano indicare che il deficit dell'attenzione sia
legato ad un'alterazione nell'elaborazione delle risposte agli stimoli
ambientali. La diagnosi di Adhd deve essere posta da specialisti della salute
mentale in età evolutiva, dopo aver osservato il bambino in vari contesti, e le
strategie terapeutiche devono avere l'obiettivo di migliorare il benessere
globale dei piccoli pazienti, mediante interventi psicologici e sociali centrati
sulla scuola, sulla famiglia e sui bambini. All'interno della famiglia e
dell'ambiente scolastico vanno potenziate le capacità di comprensione del
comportamento del bambino, per favorirne l'integrazione ed evitare così
l'emarginazione e i suoi effetti deleteri sull'autostima del piccolo. Nel
bambino devono essere incentivati la riflessione sui propri processi di pensiero
e l'uso di "piani d'azione" per ridurre l'impulsività. Nei casi più gravi
potrebbe essere indicata la terapia farmacologica, sempre in associazione con
interventi psicosociali. I farmaci utlizzati nelle forme gravi di Adhd, agiscono
potenziando l'attenzione e aiutando il bambino a discriminare tra gli stimoli e
ad inibire le risposte inappropriate. Le due molecole più utilizzate e studiate
a livello internazionale sono il metilfenidato (già introdotto in Italia nel
1958 e poi ritirato dal commercio nel 1989) e l'atomoxetina. Entrambi agiscono
sui sistemi dei neurotrasmettitori (sostanze chimiche usate dalle cellule
cerebrali per comunicare tra di loro), il primo soprattutto sulla dopamina,
mentre la seconda selettivamente sulla noradrenalina. Il loro possibile impiego
nei bambini affetti da Adhd ha suscitato diverse polemiche all'interno del mondo
scientifico e delle associazioni di famiglie.
Secondo Marco Marcelli, responsabile del Centro di Riferimento per l'Adhd della
Asl di Viterbo e coordinatore di una ricerca clinica sull'uso dell'atomoxetina,
"questa patologia in Italia colpisce tra il 2 e il 4% della popolazione in età
scolare, ma la percentuale scende all'1% se si considerano i casi più gravi, per
i quali può essere consigliata la terapia farmacologica. Se vanno evitate,
infatti, le prescrizioni indiscriminate, sarebbe un errore anche privare i
bambini che ne hanno bisogno di un ulteriore strumento terapeutico in grado di
ridurre la sofferenza, causata dai problemi scolastici e nelle relazioni con i
coetanei, che si osserva nelle forme più gravi di Adhd. In questi casi il
farmaco potrebbe agire anche sull'ansia e sulla depressione associate al
disturbo e potrebbe servire a sbloccare la situazione, aiutando il bimbo a
sviluppare una visione di sé diversa (non più svalutata) e rendendolo
accessibile all'intervento psicologico".
* Psichiatra, Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura, Viterbo
La diagnosi - Errore in agguato tra interviste, test e visite
È un percorso complesso, quello che porta alla diagnosi di Adhd. Fa pensare a
una strada a tappe dove a ogni tappa viene operata una scrematura per escludere
patologie o disturbi, che affliggono sì il bambino, ma che non
necessariamente sono Adhd. E non è un percorso veloce: ci vogliono più incontri
tra i diversi specialisti (il neuropsichiatra infantile, lo psicologo clinico,
qualche volta lo psicopedagogista o l'assistente sociale...) e il paziente, la
famiglia, e la maestra, se è possibile. Di questo percorso - una vera fase
critica: è da qui che si decide se somministrare o no il metilfenidato - ne
parla Alessandro Zuddas, associato di neuropsichiatria infantile all'Università
di Cagliari dove è responsabile di un Centro di riferimento regionale per l'Adhd
(uno di quelli dove il farmaco si può prescrivere) e membro del Comitato
Scientifico del Registro Nazionale per l'Adhd. Professore come inizia il
percorso diagnostico? "Partiamo da una intervista con i genitori, strutturata e
standardizzata: un'ora e mezza di domande sul comportamento del bambino,
sull'ambiente nel quale vive, anche nel senso fisico, di spazio: dove si muove,
dove studia... E poi sulla sua storia clinica e sulla storia clinica e psichica
dei suoi familiari. Sempre ai genitori viene chiesto di compilare un
questionario esplorativo simile a quello che chiediamo anche agli insegnanti di
compilare, per capire come gli altri percepiscono il bambino: in Italia ne sono
stati validati diversi: in gergo, i Conners, la Cbcl..." A quali test
sottoponete il piccolo paziente? "È invitato a raccontarci come lui stesso si
vede. È lui la fonte davvero attendibile sui suoi sentimenti e sulle sue
preoccupazioni. Lo coinvolgiamo anche in test standardizzati per valutare il
livello di attenzione, ma anche di apprendimento: tipici i test di
cancellazione, test di lettura e scrittura. Gli proponiamo piccoli esercizi di
matematica, adatti alla sua età che ci indicano se e come organizza la soluzione
di un problema. Questa fase della diagnosi, che è affidata al neuropsichiatra
infantile o allo psicologo clinico, ci permette già di escludere altre possibili
psicopatologie o disturbi: dislessia, che può generare frustrazione e rabbia,
ansia, disturbi dell'umore, depressione,... che richiedono altri interventi.
Dobbiamo poi capire se all'iperattività sono associati altri disturbi: per
esempio il 50 per cento degli iperattivi è anche oppositivo, altri hanno un
disturbo d'ansia associato... in questi casi occorre intervenire su entrambe le
problematiche". Valutate anche il livello cognitivo del bambino? "È un tassello
fondamentale la valutazione del suo Qi: dobbiamo capire se è iperattivo e
disattento perché gli vengono richieste performance che non è in grado di
sostenere o, al contrario, attività troppo "banali" per la sua intelligenza".
Esami fisici? "Facciamo sempre un esame neurologico, e se abbiamo dubbi un
elettroencefalogramma o una risonanza magnetica. Prima di somministrare
qualsiasi farmaco, sempre gli esami del sangue e almeno l'elettrocardiogramma.
Vorrei sottolineare che già durante il percorso diagnostico vengono insegnate ai
genitori tecniche di comportamento: l'intervento psico-educativo con i genitori
e la consulenza agli insegnanti, sono necessari comunque, a prescindere che si
decida o no di intervenire con il farmaco".
Questo iter diagnostico è standardizzato? È lo stesso ovunque? Cosa
risponderebbe a chi teme diagnosi frettolose e quindi prescrizioni inadeguate di
metilfenidato? "Non c'è un obbligo di legge che impone di seguire esattamente le
stesse modalità. Certo è che il Registro nazionale richiede di specificare nel
dettaglio come viene effettuata la diagnosi e l'Istituto Superiore di Sanità,
che lo coordina, ha capacità di stimolo, formazione e "persuasione" nei
confronti dei responsabili dei Centri di riferimento".
Risulterà anche a lei che la parola iperattivo spesso viene utilizzata come
sinonimo di monello o maleducato. Cosa ne pensa? "Non dovrebbe accadere: la
vivacità non ha nulla a che vedere questa condizione. Definire "maleducato" un
bambino con diagnosi di Adhd è una maniera di non riconoscere che sta soffrendo:
per la sua particolare modalità di rispondere agli stimoli, interagisce sempre
negativamente con adulti e coetanei, dai quali viene spesso escluso ed isolato.
Anche in questo caso la diagnosi corretta è il primo, indispensabile, intervento
terapeutico, anche nei moltissimi casi in cui non è necessario usare i farmaci.
Non riconoscere il disturbo comporta uno stigma duraturo e predispone ad altri,
più gravi disturbi in adolescenza ed in età adulta. (t. s.)
Le strutture - Ottanta i centri
specializzati
Le strutture autorizzate a somministrare il metilfenidato non sono più di una
ottantina, sparsi nella penisola a macchia di leopardo, "si chiamano Centri di
riferimento regionale di neuropsichiatria infantile e sono strutture di livello,
istituti universitari, Irccs: il Gaslini di Genova, il Bambino Gesù di Roma per
esempio", spiega Pietro Panei, dirigente di ricerca dell'Iss e responsabile del
Registro nazionale Adhd. Sulla base di quali criteri sono stati
selezionati questi centri? "Sono centri accreditati dalle Regioni e dalle
Province autonome, individuati dopo un lavoro di ricognizione sul territorio. Un
requisito fondamentale è la multidisciplinarietà, la presenza di una èquipe di
esperti completa: per somministrare il metilfenidato a un bambino non basta il
neuropsichiatra, ci vuole uno psicologo clinico, pediatri..." .
Facciamo un passo indietro. Dove approderà il bambino con sospetto di Adhd? "Il
pediatra, sollecitato dalla famiglia, fa una prima valutazione. Se ha un dubbio
invia il bambino a un Centro territoriale di neuropsichiatria infantile. La rete
territoriale italiana di psichiatria pubblica è capillare: sono diverse
centinaia questi centri dislocati nelle diverse regioni. Qui il personale è già
in grado di fare una diagnosi e di avviare una terapia psico-comportamentale:
una ri-educazione del bambino (child-training) e della famiglia (parent-traning).
La terapia psico-comportamentale risolve da sola oltre l'80 per cento dei casi".
E quando risultati non ne dà? "Lo psichiatra del Centro territoriale indirizza
il bambino verso un Centro di riferimento dove si rifà la diagnosi e si valuta
se è il caso di associare il farmaco alla terapia comportamentale, che in ogni
caso non viene interrotta. Se gli esperti decidono per la medicina, la prima
dose verrà somministrata in regime di day hospital. Poi, dopo una settimana e
dopo quattro il bambino viene rivalutato. Se il farmaco non è efficace o non è
ben tollerato si interrompe, altrimenti si fa una prescrizione per sei mesi.
Dopo sei mesi il piano terapeutico scade e il caso viene rivalutato. Mediamente
la terapia farmacologica dura due anni. Il metilfenidato può avere effetti
collaterali gravissimi sebbene rarissimi: suicidi, arresti cardiaci. Il Registro
sebbene sia uno strumento articolato, secondo alcuni non sarà comunque in grado
di proteggere i bambini dall'uso improprio del farmaco... In medicina possiamo
minimizzare il rischio di errore ma non azzerarlo. In ogni caso: se ci
risultasse che un centro si fanno troppe diagnosi o troppe poche noi
interverremmo". (t. s.)
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8) 12/03/2007 L’Unita: «Buona notizia, risponde a un bisogno di cura»
INTERVISTA/1 Curatolo, neuropsichiatra infantile
Paolo Curatolo è docente di neuropsichiatria infantile all'università Tor
Vergata di Roma.
Professor Curatolo, nel vostro centro avete in cura bambini affetti da Adhd?
Circa 300. Vengono da tutta Roma, ma anche da fuori regione.
Alcuni dicono che i bambini con Adhd sono solo bambini vivaci. È così?
No. Nei casi più gravi sono bambini ingestibili e seriamente disturbati anche in
età prescolare.
Usate il metilfenidato?
Solo quando tutte le altre opzioni terapeutiche falliscono, il che vuol dire in
circa 50 dei pazienti che
vengono al nostro centro. Il nostro centro finora lo faceva venire dall'estero,
dopo l'approvazione
ministeriale.
Come giudica la decisione dell'Aifa?
È una buona notizia per le famiglie di bambini gravi che finora non trovavano
risposta a un bisogno di
cura. Del resto, il farmaco è in commercio già in tutta Europa.
C'è il rischio di un abuso di questo farmaco?
Negli Stati Uniti sicuramente c'è un abuso, mentre ci vuole cautela nel
prescrivere psicofarmaci ai
bambini. Ma credo che la commercializzazione legata all'attuazione di un
registro nazionale sia uno
strumento di tutela contro gli abusi e l'utilizzazione impropria.
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10/03/2007 The Times Breathing space: the
karate kids
Laura Deeley
KARATE
Karate, meaning "empty hand", was developed as a form of self-defence in Japan
in the 1800s, and is probably the best known of the martial arts. It has a blunt
style featuring high-energy kicks and punches. The system of coloured belts,
worn to signify the varying levels of proficiency, gives children and adults
regular attainable targets. Grading systems vary from club to club, but usually
range from four to ten levels, beginning with a white belt and ending with the
black belt.
Starting age 7-8 years old.
Fitness Good for toning muscle.
Bruise rating Low-medium. At higher levels injuries are more common.
Cost £5 a class.
Contact 01277 370055; nakmas.co.uk
CAPOEIRA
This visually stunning martial art is ideal for anyone who also has a
penchant for music and dance. Created in the 16th century by African slaves in
Brazil, it was conceived as a way to disguise their fighting style from their
captors by combining kicks and punches with dance, acrobatics and music.
Nowadays the emphasis is on demonstrating the skill rather than injuring the
opponent. Kicks and punches are fired among cartwheels, backflips and handstands.
Starting age 5 years old.
Fitness Good for aerobic fitness.
Bruise rating Low. Pulled muscles are the worst you can expect.
Cost A monthly fee of £50 allows you to attend up to five classes a week.
Contact 070-500 73737; capoeiraworld.org
JUDO
Judo is a freestyle, hands-on sport with grappling, pins and throws
featuring strongly. The grading system is similar to that of karate, with
students working their way through seven coloured belts. Judo is also one of the
few martial arts to have been accepted as an Olympic event and it has been used
as a technique for tackling school bullying.
Starting age 5 years old.
Fitness Develops strength and technique.
Bruise rating Low; learning how to fall safely is part of the training.
Cost £2-£4 a class; annual membership of British Judo Association from
£15 a year.
Contact britishjudo.org.uk
AIKIDO
This was developed in the 1920s by the master martial artist Morihei Ueshiba,
who combined a variety of styles to create one based on the idea that you should
be able to defend yourself without unnecessarily injuring your opponent
unnecessarily. The style makes use of joint locks and throws that require
perfect timing to be executed correctly. Deflecting blows and using the
attackers force to overcome them without applying force back is the aim for
students.
Starting age 6 years old.
Fitness Good for general body conditioning.
Bruise rating Low risk of injury in early training; higher risk as you
progress.
Cost Membership of the British Aikido Association costs £25 a year and
two-hour sessions cost about £5.
Contact 020-8304 8430; aikido-baa.org.uk
WING CHUN KUNG FU
Wing chun's origins are hazy but it is a southern Chinese martial art that,
according to legend, was devised 250 years ago by a Chinese Buddhist nun who
wanted to develop a quick combat style that didn't need years of training. The
style involves short-range skills, including quick, strong kicks and punches.
Because of its aggressive nature, many students choose to combine their training
with t'ai chi, a slow, meditative, yoga-like martial art.
Starting age As early as 5, but early to mid-teens is considered a better
age.
Fitness Students are often expected to undertake aerobic training outside
of classes, which focus more on strength and speed.
Bruise rating Medium to high. Beginners can expect a fair bit of bruising
to begin with.
Cost Annual membership is £40. Courses from £35 a month.
Contact 07860 276923; ukwingchun.com
TAE KWON DO
If breaking bricks and flying roundhouse kicks appeal, Korea's national sport
tae kwon do is for you. Celebrity black-belts include the film actors Chuck
Norris and Jean-Claude Van Damme. Speed and style are of critical importance and
students should expect to have their stamina, strength, flexibility and balance
tested. Tae kwon do has the most impressive flying kicks.
Starting age 5 years old.
Fitness Great for flexibility and stamina.
Bruise rating Medium; most clubs practise a noncontact version of the
sport.
Cost Annual membership is £25 and a one-month course costs about £40.
Contact 0845 1297158; ukta.com
Additional research: Rebecca Bundhun
A kick-start for poor concentration?
Can martial arts help children with ADHD?
DR TOBY MURCOTT looks
at the evidence
Martial artists argue that their disciplines improve
psychological as well as physical wellbeing. And there is a small body of evidence suggesting that martial arts
can have a positive effect on children's behaviour.
One US study in 2004 divided 207 preteen children into two
groups. One group took conventional physical exercise, the other practised tae kwon do four times a
week. After three months those who did the martial art had better behaviour and performed better on
mental health tests. While the study group was large enough for it to be a significant result they
all went to the same school, making it impossible to apply these results to other children. In the same year, a small study was published that applied a
similar principle to 18 boys with attention deficit hyperactivity disorder (ADHD). Six did
physical exercise, six martial arts and six did nothing. After 12 weeks the exercise group showed some
improvements in behaviour but significantly less than those doing the martial arts.
This evidence is supported by a similar Italian study last year.
A group of 16 boys did either karate or nothing over a period of ten months. Once again the behaviour of
the karate group was significantly improved over the other. None of these studies is sufficient to say that martial arts
will help young children with ADHD, but further research is warranted.