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Dr.
Raffaele D'Errico
Presidente AIFA Onlus
Dopo
il grande successo di pubblico e di interesse suscitato dal 1° Convegno
Nazionale AIFA svoltosi lo scorso anno a Napoli, il Consiglio Direttivo
e i Referenti regionali e provinciali dell'Associazione hanno deciso di
continuare a perseguire la strada volta a divulgare le notizie
scientifiche oggi note sul Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività
(ADHD) con un appuntamento, ormai annuale, che vuole informare su un
disturbo tanto diffuso quanto misconosciuto.
Il
materiale scientifico raccolto in questo volume e pubblicato dal primo
Editore italiano che ha abbracciato ad occhi chiusi la causa dell'ADHD,
il dr. Giuseppe de Nicola (non fosse altro che per la sensibilità di
editore-medico), rappresenta la sintesi delle relazioni che hanno
segnato il corso del 2° Convegno Nazionale AIFA svoltosi a Roma il 15
novembre di quest'anno.
Un'occasione
per parlare di uno dei più frequenti e studiati disturbi psichiatrici
dell'età evolutiva rivolgendosi ai genitori, agli operatori sociali,
alla scuola, all'università, ai medici, agli psicologi secondo aspetti
scientifici, per calarsi poi nella dimensione sociale e familiare di un
disturbo comportamentale talvolta altamente invalidante da emarginare
bambini e famiglie.
Dalla sensibilità di questi genitori a contatto con un vissuto non
semplice sono emerse anche problematiche collaterali che poco hanno
interessato gli studiosi, come il difficile e travagliato rapporto
dei bambini ADHD con i loro fratelli. L'appello lanciato dall'AIFA è
stato così raccolto dalla dr.ssa Erica Menotti, psicologa e
psicoterapeuta esperta, che lo ha trasformato in un lavoro di ricerca,
un piccolo Progetto dal titolo "Essere fratelli di bambini ADHD",
i cui risultati sono stati presentati per la prima volta in questo
convegno e raccolti in questo volume.
Auguro
che la lettura di queste relazioni possa destare vivo interesse per
l'ADHD in tutti ed in particolare:
- negli operatori medici e sociali, per un disturbo che non può
esimere nessuno dall'ignoranza culturale e d'intervento, vista la grossa
prevalenza nell'età dello sviluppo e gli enormi benefici che
possono derivare da una diagnosi precoce e un intervento terapeutico
multidisciplinare,
- nei politici, perché la sensibilità verso queste famiglie e i loro
bambini iperattivi, impulsivi e disattenti costretti ad un'emarginazione
ingiusta, possa condurre verso una politica sociale, scolastica e
legislativa atta a considerarli nella loro reale condizione di
sofferenza e di relativo aiuto,
-
nei mass-media, perché la presa di coscienza dell'esistenza di un
disturbo reale e troppo spesso mistificato da false ideologie e
ignoranza, possa favorire la divulgazione di corrette nozioni scientifiche
su una turba per la quale troppo spesso sono stati icolpati
ingiustamente i genitori,
-
negli psicologi e nei terapisti della riabilitazione, perchè prendano
coscienza di un disturbo comportamentale che nasce su un substrato
biologico e per il quale non sempre bastano solo interventi
riabilitativi mirati e qualificati per aiutare i bambini e le loro
famiglie,
nella scuola, perché comprenda che i grossi capitoli dei disturbi
dell'apprendimento e del comportamento necessitano oggi più che
mai di un supporto e un aggiornamento adeguati per insegnanti
curriculari e di sostegno troppo spesso "abbandonati alla semplice
buona volontà",
- nell'Università, perché si renda sempre più consapevole della
pressante necessità di aggiornare i corsi di laurea e di
specializzazione con le conoscenze più "fresche" sui disturbi
psichiatrici dell'infanzia e dell'adolescenza,
- nel Ministero della Salute perché qualifichi e promuova la
conoscenza e la ricerca per questi disturbi e sviluppi con l'aiuto dei
genitori campagne di sensibilizzazione pubblica su questi problemi.
E,
infine, nei genitori, perché sappiano che non hanno colpe e che per
questi loro figli c'è tanta speranza.
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