per
la migliore Tesi di Laurea sul
Disturbo
da Deficit di Attenzione/Iperattività
scadenza il 30 marzo 2008
Promosso
dall’Istituto
Banco di Napoli - Fondazione
e
dall’Associazione
Italiana Famiglie ADHD onlus
Con
l’alto patrocinio dell’
L’Associazione
Italiana Famiglie ADHD Onlus, nell’ambito delle proprie
finalità istitutive in collaborazione con l’Istituto
Banco di Napoli - Fondazione, sponsor dell’iniziativa, bandisce
un concorso per l’assegnazione di un premio per la migliore
tesi di laurea sul Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività
(DDAI) noto anche come Attention Deficit Hyperactivity Disorder
(ADHD) al fine di incoraggiare e promuovere gli studi sul disturbo.
Il
Premio è dedicato alla memoria del dottor Franco Gallucci
scomparso nel 2000, pioniere in questo campo, che è riuscito
con competenza e amore a portare la speranza di una qualità di
vita migliore in molte famiglie.
I
premi erogati saranno tre: uno per una tesi in Medicina, uno in
Scienze dell’Educazione e uno in Psicologia, ciascuno
comprendente un contributo in denaro di 1.500 euro.
I
criteri di partecipazione e le modalità di assegnazione dei
premi sono riportate nel bando di concorso.
La commissione giudicatrice sarà composta da tre esperti nominati
dal Consiglio Direttivo dell’Associazione Aifa Onlus per la
loro grande competenza in materia e un membro dell’associazione AIFA:
|
il prof. Gabriele Masi per la tesi in Medicina, Dirigente medico di 1° livello Direzione Universitaria di Psichiatria Infantile |
|
IRCCS Fondazione Stella Maris Istituto Scientifico per la Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza |
|
la dr.ssa Erica Menotti per la tesi in Psicologia, Psicologa e Psicoterapeuta Presidente dell’AIDAI Lazio |
|
L’Aidai è l’Associazione Italiana Disturbi di Attenzione e Iperattività Onlus |
|
il prof. Domenico Nardella per la tesi in Pedagogia Clinica Pedagogista Clinico, Membro dell’Anpec. |
|
l’Anpec: Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici |
|
l'ing. Enzo Aiello, socio fondatore dell’Associazione Aifa Onlus |
|
Associazione Italiana Famiglie ADHD Onlus |
Ringraziamo
questi esperti che da anni ci affiancano, a titolo completamente
gratuito, nella nostra attività di diffusione di conoscenze
scientifiche sull’ADHD fornendo prestazioni estremamente
professionali.
L’IRCCS
Stella Maris è
una struttura sanitaria di ricerca e di assistenza, sorta nel 1958 in
diretta collaborazione con l'Università di Pisa, che ha per
fine lo studio e la cura dei frequenti disturbi della vita di
relazione nell'Infanzia e nell'Adolescenza. L’IRCCS Stella
Maris è articolato su tre strutture cui afferiscono una Unità
Operativa di Diagnosi e Cura per la Neuropsichiatria dell’Età
Evolutiva e tre Istituti di Riabilitazione Neuropsichica per
l’Infanzia e l’Adolescenza. L’IRCCS Stella Maris è
Centro di riferimento regionale e nazionale per la diagnosi e il
trattamento dell’ADHD.
L’AIFA
Onlus (Associazione
Italiana famiglie ADHD) è
l’Associazione Italiana che raggruppa famiglie e professionisti
che si occupano di ADHD, il Disturbo da deficit di
Attenzione/Iperattività.
L’Associazione
ha il principale scopo di perseguire finalità di solidarietà
sociale, di informazione e divulgazione scientifica nel campo dei
disturbi dell’attenzione e dell’iperattività,
prefiggendosi di creare una rete di genitori disponibili all’ascolto
e all’aiuto di altri genitori, la diffusione delle conoscenze
scientifiche sul Disturbo e le sue terapie, il contatto, il dialogo e
la coordinazione tra le varie strutture sanitarie, scolastiche e
sociali nonché la promozione di tutte quelle iniziative volte
a migliorare l’accettabilità sociale del disturbo e la
qualità di vita di chi ne è affetto.
L’AIDAI
Onlus (Associazione
Italiana Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) è
la prima associazione che in Italia si è occupata del disturbo
e alla fine degli anni ’90 è stata fondata dal gruppo di
ricerca del Prof. Cornoldi dell’Università di Padova.
Gli scopi dell’Associazione, in conformità con quelli
delle associazioni con cui collabora sono: fornire informazioni
precise ed efficaci a genitori, insegnanti e operatori sanitari;
mantenere contatti tra famiglie, scuole, servizi sociosanitari e
università; promuovere studi e ricerche nell’ambito di
questi disturbi; promuovere ricerche/interventi a scopo
epidemiologico e di prevenzione; attivare, su richiesta degli
interessati, corsi di formazione e aggiornamento per operatori
sanitari e scolastici; organizzare congressi informativi e culturali
in collaborazione con istituti pubblici e privati.
L’ANPEC
(Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici) promuove e coordina
iniziative volte al riconoscimento, alla tutela e alla certificazione
della professione di Pedagogista Clinico sia in ambito nazionale che
internazionale, estende l'Albo Professionale dei Pedagogisti Clinici,
garantisce il livello professionale e formativo dei Pedagogisti
Clinici iscritti all'Associazione, offre una specifica formazione e
un periodico aggiornamento, promuove e svolge attività di
studio e di ricerca scientifica per lo sviluppo della conoscenza e
dell'esperienza professionale; organizza congressi, convegni,
manifestazioni scientifiche e seminari di studio, in sede nazionale
ed internazionale.
L’Istituto
Banco di Napoli è
una Fondazione la cui origine è strettamente correlata alla
storia dell’omonimo Banco.
L'Istituto
persegue fini di interesse sociale e di promozione dello sviluppo
economico e culturale nelle regioni meridionali; può operare
anche nelle restanti regioni d'Italia e, per straordinarie esigenze,
all'estero. In particolare, nel rispetto della propria tradizione
svolge attività nei settori della ricerca scientifica; della
istruzione e formazione nelle discipline umanistiche ed economiche;
della sanità per il potenziamento di attrezzature; della
tutela e valorizzazione del patrimonio e delle attività
artistiche, archeologiche, museologiche ed ambientali.
L’Istituto
persegue altresì fini assistenziali, di beneficenza e di
sostegno ad attività di volontariato e ad iniziative
socialmente utili.
Ricordo
di Franco Gallucci
Abbiamo
avuto la fortuna, mio marito ed io, di conoscere Franco Gallucci nel
febbraio del 2000, e la sfortuna di godere solo poche volte della sua
presenza, volte che si contano sulle dita di una mano.
Il
suo nome me lo indicò al telefono un’amica pedagogista
clinica nel mese di gennaio ed ebbi subito la sensazione che a quel
nome era legata la possibilità di trovare una soluzione per
nostro figlio. Mi ero imbattuta per caso nei primi giorni dell’anno
in una libreria di Regensburg in alcuni manuali che trattavano della
sindrome da deficit di attenzione e, contro il parere di tutti gli
psicologi, neurologi, pedagogisti che ci seguivano invano da anni,
cominciai a credere di aver imboccato la strada giusta. L’incontro
col Dott. Gallucci fu decisivo.
Quando
si cerca un medico a casa occorre fare un respiro profondo prima di
parlare perché si teme sempre di disturbare. Quando quella
mattina feci il numero privato di Franco Gallucci, non mi immaginavo
di trovare una persona che cogliesse così rapidamente il
nostro problema e che senza vuoti formalismi mi desse al più
presto un appuntamento. Mi disse subito che la patologia di mio
figlio era complessa perché c’era già
l’assunzione di farmaci antiepilettici da anni e che lui aveva
un “approccio anglosassone” che - mi chiarì - dava
molta importanza alla fase diagnostica. Mi disse che aveva
appuntamenti con molte famiglie che venivano dal Sud, ma quando gli
dissi che stavamo per iniziare un trattamento di tipo psicoanalitico
classico, mi invitò ad andare a trovarlo al Salviatino il
lunedì successivo. Ricordo dei particolari: un paio di
scarponcelli di camoscio marrone, molto belli, che mi riportarono
alla mente quelli che portavamo a diciotto anni, una camicia azzurra.
Un aspetto molto piacevole. Mio marito ed io ci sentimmo subito a
nostro agio. Avvertimmo un’insolita affinità, ci chiese
della nostra attività di germanisti, parlammo un po’
della cultura tedesca e di quel suo amore per Leni Riefensthal. Era
alla disperata ricerca di uno dei suoi film e noi possedevamo una
videocassetta a casa. Fummo molto contenti di fargliela avere e lui
una seconda volta, ringraziandoci, ci disse che se dopo un mese non
avessimo sentito nulla, dovevamo sentirci legittimati a
richiedergliela. Ma in seguito fui contenta che si trovasse lì,
in quegli scaffali, accanto a quegli strani pacchetti regalo, in cui
ci immaginammo una volta, ridendo insieme a lui, che ci fosse tutto
Ritalin per i suoi pazienti.
Quella
prima volta capii che finalmente avevo trovato qualcuno che parlava
la mia stessa lingua, bevvi ciascuna delle sue parole a proposito dei
bambini con ADHD e mi colpì molto l’acutezza di certe
considerazioni a proposito dell’impostazione psicanalitica
classica, la satira lucida e sferzante nei confronti di ambienti
scientificamente arretrati e della chiusura mostrata da tanti
colleghi. Mi piacque molto quel modo schietto di parlare, ironico e
accorato al tempo stesso. Rimanemmo due ore nella stanzina inadeguata
della ASL del Salviatino, quasi sconcertati da quella totale
disponibilità, quel modo di pensare ad alta voce, cercando
insieme una strada da percorrere. Ci vennero in mente le sedute con
noti psicanalisti, lo sguardo fisso all’orologio che conta quei
45 minuti che ti devono bastare a rovistare un mondo, ogni minuto
scatta il tassametro. Mi piaceva molto anche la sua voce e quel modo
di riuscire a sorridere anche delle situazioni più complicate
o inadeguate. Lontano da quella distanza gelida mantenuta di solito
dai medici, lontano da quell’asetticità formale che non
ha niente di umano e che cela dietro chissà quante passioni.
Riusciva a scherzare sul cognome pomposo di un collega o su certe
caratteristiche di nostro figlio, come il canto ossessivo che lui
chiamava “filodiffusione”.
Al
convegno di marzo lo vidi molto teso, e anche molto raffinato con
quel completo principe di Galles sul marrone. Bastava l’incontro
col suo sguardo per trovare complicità, affetto, solidarietà,
tutti insieme con questi genitori su una barca a sfidare i flutti di
un mare ostile.
Un paio di settimane prima della sua scomparsa trovai nella posta elettronica un suo breve messaggio in cui ci trasmetteva i dati per la ricerca di un articolo che riguardava gli esiti confortanti di uno studio su l’uso del metilfenidato nei casi di piccolo male.
Il
messaggio si concludeva con un “Buona fortuna!”, in cui
in seguito avvertii l’eco di un commiato. Lo incontrai l’ultima
volta a casa sua, dove seduti di fronte nelle poltrone di pelle, mi
dettò la posologia del farmaco. Avrei avuto un sacco di
domande da fargli, ma mi resi conto questa volta che poteva dedicarmi
solo poco tempo. Aveva una sciarpa al collo, mi salutò con un
sorriso e io gli augurai di riprendersi velocemente. Era la fine di
aprile. I primi di maggio ci fu comunicata la sua morte.
Silvia
Juliani
Il
candidato dovrà inoltre prestare il proprio consenso al
trattamento dei dati personali raccolti dalla Segreteria dell’AIFA
onlus e trattati per le finalità di gestione del concorso
secondo le disposizioni del DLgs 196/2003 e successive modificazioni
ed integrazioni. (vedi modulo allegato)
Articolo 5 –
Documentazione da allegare alla domanda
Alla
domanda dovranno essere allegati, pena l’esclusione dal
concorso:
1) Scheda di
presentazione della tesi compilata con i dati dell’autore, contenente una breve
presentazione della tesi (massimo 2.500 battute totali) che evidenzia gli
obiettivi e i caratteri del lavoro presentato.
2) Curriculum vitae.
3) Copia della tesi di laurea su floppy disk/Cd-Rom e copia cartacea, che
rimarrà acquisita agli atti, su cui sono riportati: università, facoltà, anno
accademico, autore, titolo, relatore.
4) Scheda riassunto tesi, di non più di quattro pagine (massimo 16.000 battute
totali), in cui vengono sintetizzati gli obiettivi, i passaggi logici e
metodologici, i principali risultati e le caratteristiche di originalità del
lavoro presentato a cui si allega la bibliografia.
5) Copia del certificato di laurea e autocertificazione con indicazione della
media conseguita negli esami di profitto che costituirà criterio di valutazione
per l’assegnazione del premio nel caso di pari merito del voto.
6) Fotocopia di documento d’Identità valido
7) Fotocopia del versamento d’Iscrizione all’AIFA Onlus
8)
modulo di
partecipazione al bando di concorso contenente l'autorizzazione al trattamento dei dati personali
ed l'autorizzazione ad
effettuare la pubblicazione e/o divulgazione del lavoro premiato e
di tutti gli abstrac pervenuti, secondo le modalità che
AIFA onlus riterrà più opportune al fine divulgativo
L’AIFA onlus si riserverà la facoltà di effettuare a propria discrezione controlli sulle dichiarazioni presentate.
Non
è prevista la restituzione ai candidati della tesi e della
documentazione inviata. Le tesi di laurea entreranno a far parte
della biblioteca dell’AIFA onlus che si riserverà di
pubblicare gli abstrac sul proprio sito internet o su eventuali pubblicazioni a
scopo divulgativo.
Articolo 6 –
Commissione giudicatrice
La
Commissione Giudicatrice del concorso è composta da: un
Neuropsichiatria Infantile, un Pedagogista Clinico, uno Psicologo e
da un rappresentante dell’Associazione Italiana Famiglie ADHD
onlus (AIFA). Le decisioni della Commissione Giudicatrice sono
definitive e insindacabili. I criteri di assegnazione del Premio
verteranno sulla qualità della tesi di laurea sotto il profilo
della linearità e dell’equilibrio nell’esposizione,
dall’originalità dell’apporto e dalla completezza
del materiale esaminato.
Articolo 7 –
Esito del concorso
La
Commissione Giudicatrice proclamerà il vincitore entro
il mese di maggio 2008.
La segreteria del Premio renderà noto sul sito dell’AIFA
onlus l’esito. Il vincitore sarà avvisato con lettera
raccomandata a.r. Il premio verrà erogato al vincitore in
un’unica soluzione e sarà consegnato pubblicamente
durante una cerimonia di premiazione che si svolgerà a Napoli
in un’occasione ad evidenza pubblica, in data (da
definirsi), durante la
quale il vincitore esporrà gli obiettivi, i metodi e le
conclusioni del proprio lavoro.
Articolo 8 –
Iscrizione all’AIFA onlus
La
partecipazione al Concorso è condizionata all’iscrizione
all’AIFA onlus.
Si
aderisce all'Associazione:
1)
Versando la quota associativa annuale di 25 euro;
2)
Compilando la domanda di adesione;
3)
Inviando copia della domanda di adesione e del versamento in busta
chiusa o fax o e-mail a: Consiglio Direttivo AIFA Onlus, c/o
Segreteria Nazionale - Via dei Montaroni, 27 – 00068 rignano
Flaminio (RM) fax 06.233227628; e-mail:
La
quota associativa di 25 euro va versata sul Conto corrente postale
intestato a: AIFA Onlus conto corrente postale n.38759411, Via Montaroni
27 - 00068 Rignano Flaminio (RM) oppure con Bonifico bancario intestato
a:
AIFA Onlus Associazione Italiana Famiglie ADHD
conto corrente: Banca Credito
Cooperativo Riano
Codice
Paese:
IT - Check 86 CIN: C - ABI 08787 CAB 39350 Num. CC 000000004956
conto corrente: Poste Italiane
Codice
Paese: IT - Check 91 CIN:
W - ABI 07601 CAB 03400 Num. CC 000038759411
Nella causale:
“Quota associativa anno (in corso) prima iscrizione o rinnovo”.
Il
modulo della “domanda di adesione" all'AIFA può essere
richiesto alla segreteria nazionale o scaricato dal sito
all’indirizzo
http://www.aifa.it/documenti/AIFAschedaiscriz-w.zip
Altre
informazioni sul sito internet alla pagina
www.aifa.it\aderire.htm
Articolo 9 –
Informazioni
Il
presente bando è disponibile sul sito
www.aifa.it
. Ulteriori richieste di informazioni potranno essere rivolte alla
Segreteria Nazionale AIFA onlus, Via dei Montaroni, 27 – 00068
Rignano Flaminio (RM), telefono 0761 508126 (Lu – Me - Ve ore
9.30/12.30 - 16.00/19.00), fax 06-233227628, cell. 328-3625445,
e-mail:
segreteria@aifa.it
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