|
|
|
|
Un
saluto a Papa Giovanni Paolo II dal
Presidente dell’ AIFA Onlus L’Associazione
Italiana Famiglie ADHD |
|
|
|
|
|
Sabato 2 aprile
2005 |
|
| . | |
ono
trascorse poche ore da quando i media hanno fatto eco sull’ultimo
respiro terreno di Giovanni Paolo II, un Papa che ha segnato la storia
del nostro tempo. «Amen».
Con questo “così sia!”, il nostro Papa, quello che ha accompagnato
tante e significative vicende umane di questi ultimi 26 anni, ma anche
la nostra storia personale, ci lascia, e lo fa senza che resti in noi la
disperazione ma la certezza che la misericordia di Dio ci vuole tutti
acconto a se. Giulia
ed io ci siamo stretti in un abbraccio senza parole mentre i nostri visi
erano solcati da lacrime di profonda commozione. I nostri figli si sono
stretti a noi in un silenzio partecipativo ed ognuno di noi nel suo
cuore ha certamente ripercorso quei momenti di incommensurabile gioia
quando, quel 20 ottobre del 2001, avemmo la grazia e la gioia di essere
proprio noi, lì, dinanzi a lui per ricevere una benedizione, dalla
quale è scaturito un fiume di Grazia e di Amore. Oggi
non abbiamo dubbi nel credere che quel progetto di amore e di solidarietà
verso altre famiglie con bambini affetti dal Disturbo da Deficit di
Attenzione/Iperattività (ADHD), sia nato dalle lacrime di Dio che,
profondamente commosso dalla sofferenza di questi bambini e delle loro
famiglie, si è chinato su di noi usando le nostre storie umane e la
benedizione del Santo Padre, perché tanti di essi potessero ricevere, sì
diagnosi e terapie adeguate, ma soprattutto amore e solidarietà. “Parents
for Parents”, genitori che aiutano altri genitori. In questi
termini giunse alle orecchie del Vaticano questo piccolo progetto, nato
dall’intrecciarsi di storie e di vicissitudini che non basterebbe un
libro per raccontarle. Così come sembra ancora oggi assurdo pensare che
un progetto ancora in fasce giungesse “per caso” alle giuste
orecchie e che tra le centinaia di famiglie impegnate magari da anni in
opere mirabili di carità, fosse proprio quel progetto, di cui neanche
noi ci rendevamo conto della vera portata, ad essere protagonista
dinanzi al Papa. Fu un momento indimenticabile. Quello prima
dell’incontro, che ci permise di vivere momenti di confronto con tante
altre famiglie cristiane lì convenute per l’occasione e conoscerne le
storie e vedere i visi di chi aveva saputo incarnare nel sacramento
delle nozze lo spirito di Cristo sposo della sua Chiesa sposa, mistero
grande, direbbe S. Paolo! Poi, quello diretto, in cui per dieci lunghi
minuti ci siamo ritrovati dinanzi al Santo Padre circondati da una folla
che gremiva Piazza S. Pietro. Non ricordiamo la folla né le telecamere
ma solo la sensazione di essere abbracciati da lui, compresi, sostenuti,
coccolati teneramente, mentre i nostri piedi sembravano sollevati da
terra… Una
veglia di preghiera dopo una settimana dedicata alla famiglia, alla
vigilia della beatificazione della prima coppia cristiana innalzata agli
onori degli altari per la loro esemplare vita familiare trascorsa nella
santità del quotidiano: Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi. Ecco
le parole che riecheggiarono ai microfoni quella sera prima della nostra
testimonianza. "Che
bella coppia formano due credenti che condividono la stessa speranza, lo
stesso ideale, lo stesso modo di vivere, lo stesso atteggiamento di
servizio! Ambedue fratelli e servi dello stesso Signore, senza la minima
divisione nella carne e nello spirito, insieme pregano, insieme si
inginocchiano e insieme fanno digiuno. S'istruiscono l'un l'altro, si
esortano l'un l'altro, si sostengono a vicenda. Stanno insieme nella
santa assemblea, insieme nella mensa del Signore, insieme nella prova,
nella persecuzione e nella gioia". Sono le parole di Tertulliano,
scrittore cristiano dei primi secoli. La famiglia comincia dall'intimità
della vita coniugale, dal sacramento con cui la Chiesa benedice due
persone che si scelgono per la vita. Ascoltiamo la testimonianza di una
coppia che ha fatto questa scelta. «Santo
Padre, siamo qui per testimoniare la nostra esperienza di sposi
cristiani, di chi come noi ha creduto nell'Amore e condivide
quotidianamente tutte le difficoltà, le sofferenze i momenti di
stanchezza, ma anche i momenti di grazia della vita. Dopo 13
lunghi anni di fidanzamento, 11 di matrimonio, con i figli che il
Signore ha voluto donarci, siamo qui a raccontare che due persone così
diverse, possono misteriosamente continuare ad amarsi per tanto tempo,
con un amore che è sempre nuovo e sempre bello. Noi viviamo
l'esperienza impegnativa di un figlio "problematico", che ci
ha spinto a chiederci perché, e perché proprio a noi. ADHD. E'
l'acronimo di un disturbo molto diffuso in tutto il mondo e che colpisce
circa il 4% dei nostri bambini, di quelli che ci scorazzano attorno
tutti i giorni, bambini difficili, iperattivi, che nessuno vorrebbe
tenere: irascibili, in continuo movimento, sempre disattenti, che
infastidiscono i compagni in classe, in palestra, alle feste, nei
negozi. Sono bambini spesso dotati di grande intelligenza e intuitività,
ma che a scuola proprio non rendono che vanno seguiti con amore,
dedizione, attenzione, generosità. Con tanta pazienza.
Abbiamo
avuto la fortuna di ricevere la giusta diagnosi e di intraprendere
l'opportuna terapia, ma il massimo dei risultati è arrivato quando
abbiamo capito che la migliore cura era l'affetto, il calore umano e la
dedizione ai figli nella vita quotidiana, facendo così "grandi le
cose di tutti i giorni". Abbiamo così
imparato che dietro ad ogni esperienza, apparentemente brutta, dolorosa,
che ti spinge a caricarti di una croce talvolta forse troppo pesante, si
nasconde sempre un misterioso disegno che è intriso di un amore
profondamente misterioso. Per i
genitori di bambini ADHD la vita quotidiana diventa troppo spesso un
calvario e una dura prova, che può mettere in crisi la coppia per le
incomprensioni, le difficoltà e l'emarginazione sociale a cui per anni
sono sottoposti. Noi abbiamo sentito la necessità di essere vicini a
quelle famiglie e a quei bambini che vivono la nostra stessa esperienza.
E' nato così il nostro impegno per sostenere e aiutare i bambini
affetti da ADHD e soprattutto le loro famiglie, cercando di riportare la
gioia e la serenità in chi, fino a quel momento, aveva creduto di
vivere un triste e immutabile destino. Non è una
strada facile, è un cammino quotidiano fatto di cadute, di fatica, di
sofferenza. Ma siamo qui a testimoniare che come noi esistono tante
altre coppie, tante famiglie che vivono con dedizione e semplicità
questo cammino. Chiediamo la Sua preghiera Padre
Santo e ci sentiamo sostenuti dall'amore di chi, più di ogni altro, ci
ha insegnato che dalla disperazione e dal dolore può nascere la
speranza e la gioia». Quella
stessa sera, mentre i riflettori si spegnevano sulla piazza, una mamma
in lacrime si avvicinerà a noi ringraziandoci perché la nostra
testimonianza aveva aperto in lei un barlume di chiarezza e di speranza
sulla propria storia, quella con un figlio ormai non più bambino, che
aveva avuto tanti problemi legati alla sua iperattività, impulsività e
grossa difficoltà di concentrazione, alla quale nessuno aveva mai
saputo dare “un nome”, causa di tante tragedie anche nella sua storia familiare… L’abbraccio
del Papa, i suoi Rosari regalati a ciascuno di noi, il bacio e la
carezza per ciascuno dei nostri tre figli e dell’ultimo che Giulia
portava in grembo, assieme alle numerose benedizioni giunte sulla nostra
famiglia da papà e mamme disperati che alla nostra associazione si sono
rivolti in questi anni, sono stati per noi, fino ad oggi, il motivo per
portare avanti questo progetto, concretizzatosi poi in
un’associazione, l’AIFA onlus. Il
nostro Papa se ne va. E’ il “nostro Papa” perché ha saputo dare
tanta forza anche a noi famiglie attraverso le sue lettere ed
esortazioni apostoliche, tra le quali spicca la Familiaris consortio,
documento che non avrebbe visto la luce se quel giorno di ottobre del
1981 fosse stato raggiunto a morte da quella pallottola. E’ proprio in
questo documento che il Santo Padre, rivolgendosi in modo accorato al
mondo intero, esclamerà: «L’avvenire
dell’umanità passa attraverso la famiglia!» e pertanto «è
forma eminente di amore ridare alla famiglia cristiana di oggi, spesso
tentata dallo sconforto e angosciata per le accresciute difficoltà,
ragioni di fiducia in se stessa, nelle proprie ricchezze di natura e di
grazia, nella missione che Dio le ha affidato. "Bisogna che le
famiglie del nostro tempo riprendano quota! Bisogna che seguano
Cristo!"» E’
nel saluto che allora rivolgiamo al “nostro Papa” che gli diciamo:
“Grazie, Papa buono, perché hai creduto nella bontà della famiglia
umana e hai benedetto le nostre famiglie affinché potessimo divenire
strumenti nelle mani misericordiose di un Dio che non si è mai
dimenticato di noi e dei nostri bambini sofferenti. I genitori dell’AIFA
intendono conservare immutato questo loro mandato, benedetto dalle tue
mani, nel servizio di un amore che si fa dono gratuito per gli altri”. Raffaele
D’Errico Presidente
AIFA Onlus |
|