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Il
terreno preferito dal bambino disattento e iperattivo per "fare
mostra" di tutte le sue difficoltà è sicuramente la scuola. Abbiamo
intuito che Paolo oltre a essere una "croce" per la madre e' anche
l'incubo delle maestre che non sanno più cosa inventare per contenere il
comportamento imprevedibile e inadeguato di bambini come Paolo.
Quando
si tratta di gestione del comportamento del bambino è importante che le
insegnanti e lo psicopedagista abbiano la consapevolezza che esistono degli
accorgimenti in grado di ridurre la gravità delle manifestazioni del DDAI.
Purtroppo,
i suggerimenti dello psicopedagogista non sempre vengono accettati di buon grado
dalle insegnanti in quanto vengono percepiti come giudizi di scarsa competenza
educativa. A volte si verificano episodi di sabotaggio dei consigli dello
psicologo: vengono applicati malamente allo scopo di dimostrare la loro
inefficacia.
Dobbiamo
prendere atto che il diverso atteggiamento degli insegnanti con il bambino
disattento/iperattivo ha un forte impatto sulla modificazione del suo
comportamento. Non dobbiamo dimenticare che la gravità e la persistenza dei
sintomi del DDAI risentono notevolmente delle variabili ambientali: di come il
bambino si sente accettato e aiutato di fronte alle difficoltà (Barkley, 1997).
Uno dei predittori un migliore esito del disturbo in età adolescenziale sta
proprio nel positivo rapporto che gli insegnanti sono riusciti ad instaurare con
l'alunno durante gli anni della scuola dell'obbligo.
Per
riuscire ad essere pragmatici senza essere semplicisti abbiano individuato una
serie di accorgimenti rivolti in modo specifico agli insegnanti, in un'ottica di
comprensione delle difficoltà dell'alunno.
Prima
di iniziare a lavorare…
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Quando
vengono spiegate le lezioni o vengono date delle istruzioni per eseguire dei
compiti e' importante che l'insegnante si accerti del livello di attenzione
del bambino: spesso i bambini iperattivi sono fisicamente e mentalmente
occupati a fare qualcos'altro (roteare penne, guardare o chiamare i
compagni). In generale il contatto oculare e' la tecnica più efficace per
controllare l'attenzione del bambino.
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Le
consegne devono contenere delle istruzioni semplici e brevi. E' fondamentale
assicurarsi che il ragazzo abbia compreso le istruzioni di un compito; per
essere sicuri di ciò si possono fare le consegne ("cosa devi
fare?").
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Una
volta dato un testo di un problema di aritmetica o un testo che contenga
delle istruzioni é opportuno aiutare il ragazzo disattento/iperattivo ad
individuare (sottolineandole con diversi colori) le parti importanti del
testo.
Anche
l'organizzazione della classe può aiutare…
A
prescindere dal fatto che la migliore collocazione è a discrezione
dell'insegnante…
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è
opportuno controllare le fonti di distrazione all'interno della classe: non
è indicato far sedere il ragazzo vicino alla finestra, al cestino, ad altri
compagni rumorosi o ad altri oggetti molto interessanti. Non è ugualmente
produttivo collocare l'allievo in una zona completamente priva di
stimolazioni in quanto egli diventa più iperattivo perchè va alla ricerca
di situazioni nuove e interessanti.
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Disporre
i banchi in modo che l'insegnante possa passare frequentemente in mezzo ad
essi, in modo da controllare che i più distratti abbiano capito il compito,
stiano seguendo la lezione e stiano eseguendo il lavoro assegnato.
Alcuni
suggerimenti per la gestione delle lezioni…
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Accorciare
i tempi di lavoro. Fare brevi e frequenti pause soprattutto durante i
compiti ripetitivi e noiosi.
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Rendere
le lezioni stimolanti e ricche di novità: i bambini con DDAI hanno peggiori
prestazioni quando i compiti sono noiosi e ripetitivi (ad esempio un brano
di un libro viene compreso meglio se contiene delle figure. Anche il ritmo
della voce dell'insegnante quando spiega può incidere sulla capacità
attentiva degli studenti).
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Interagire
frequentemente, verbalmente e fisicamente, con gli studenti.
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Fare
in modo che gli allievi debbano rispondere frequentemente durante la
lezione.
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Utilizzare
il nome degli studenti distratti per la spiegazione.
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Costruire
situazioni di gioco per favorire la comprensione delle spiegazioni.
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Utilizzare
il gioco di ruoli per spiegare concetti storici, sociali in cui siano
coinvolti vari personaggi.
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Abituare
il ragazzo impulsivo a controllare il proprio lavoro svolto.
Anche
l'ordine può aiutare…
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E'
importante stabilire delle attività programmate e routinarie in modo che il
ragazzo impari a prevedere quali comportamenti deve produrre in determinati
momenti della giornata.
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E'
importante definire con chiarezza i tempi necessari per svolgere le attività
giornaliere, rispettando i tempi dello studente (questo lo aiuta anche ad
orientarsi meglio nel tempo).
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Aiutare
l'allievo iperattivo a gestire meglio il proprio materiale: l'insegnante
dovrebbe dimostrare che dà importanza all'organizzazione lasciando 5' al
giorno per ordinare il proprio materiale.
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Proporsi
come modello per mantenere in ordine il proprio materiale e mostrare
alcune strategie per fare fronte alle situazioni di disorganizzazione.
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Aiutare
il ragazzo ad applicare (o inventare) delle strategie per tenere in ordine
il proprio materiale.
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Premiare
il banco meglio organizzato del giorno.
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Utilizzare
il diario per la comunicazione giornaliera con la famiglia (non per scrivere
note negative sul comportamento).
E
per gestire il comportamento cosa si può fare...
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Innanzitutto
è opportuno definire e mantenere chiare e semplici regole all'interno della
classe (è importante ottenere un consenso unanime su queste regole).
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Rivedere
e correggere le regole della classe, quando se ne ravvede la necessità.
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Spesso,
è necessario spiegare chiaramente agli alunni disattenti/iperattivi quali
sono i comportamenti adeguati e quali sono quelli inappropriati.
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E'
molto importante fare capire agli allievi impulsivi quali sono le
conseguenze dei loro comportamenti positivi e quali sono quelle che derivano
da quelli negativi.
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E'
più utile rinforzare e premiare i comportamenti positivi (stabiliti
precedentemente), piuttosto che punire quelli negativi.
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Fare
esercizi di perdono e sottolineare i comportamenti adeguati del ragazzo
attraverso ampie ed evidenti gratificazioni.
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Avere
la possibilità di cambiare i rinforzi quando questi perdono di efficacia.
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Si
raccomanda di non punire il ragazzo togliendo l'intervallo, perchè il
ragazzo iperattivo necessita di scaricare la tensione e di socializzare con
i compagni.
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Le
punizioni severe, note scritte o sospensioni, non modificano il
comportamento del bambino.
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E'
importante stabilire giornalmente o settimanalmente semplici obiettivi da
raggiungere.
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E'
utile informare frequentemente il ragazzo su come sta lavorando e come si
sta comportando soprattutto rispetto agli obiettivi da raggiungere.
Non
dimentichiamo che è opportuno...
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Non
creare situazioni di competizione durante lo svolgimento dei compiti con
altri compagni.
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Non
focalizzarsi sul tempo di esecuzione dei compiti, ma sulla qualità del
lavoro svolto (anche se questo può risultare inferiore a quello dei
compagni).
Utilizzare
i punti forti ed eludere il più possibile i lati deboli del ragazzo, ad esempio
se dimostra difficoltà fine-motorie, ma ha buone abilità linguistiche può
essere utile favorire l'espressione orale, quando è possibile sostituirla a
quella scritta. Bisogna enfatizzare i lati positivi del comportamento (la
creatività, l'affettuosità, l'estroversione).
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