|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
STORIE VERE RACCONTATE DA ... GENITORI INSEGNANTI BAMBINI FRATELLI PARENTI ADULTI-ADHD |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Storie di tutti i giorni di bambini ADHD raccontate dai genitori... |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Quando ci capita di avere un problema sentiamo spesso la necessità di condividerlo con gli altri e soprattutto di sentirci confortati ascoltando chi, come noi, ha dovuto affrontare le stesse traversie... Questo accade anche e soprattutto per le famiglie che da anni affrontano la dura battaglia quotidiana, storie di tutti i giorni, con i propri figli affetti da ADHD. E' una lotta con bambini difficili, ma soprattutto contro chi circonda loro e le loro famiglie... Incomprensioni e accuse rivolte a noi genitori per non essere riusciti ad educare i nostri figli, accuse che dopo anni spesso si fanno convinzione anche negli stessi genitori, quando nessuno riesce a dare loro una giustificazione plausibile del perché il proprio bambino sia così. Sono le accuse dei parenti, degli amici, dei genitori dei compagni di scuola, talvolta anche degli insegnanti, e non di rado, dei medici... Ecco, perché queste pagine. Forse è la pagina più importante di questo progetto on-line, perché raccoglie le testimonianze di chi ha affrontato questa battaglia e magari la ha anche vinta. E' la voce di quella verità che vuole farsi sentire, che vuole raccontare le storia di tutti i giorni che è fatta di diagnosi errate o tardive, di incomprensioni, di poca collaborazione, di terapie spesso inutili e protratte nel tempo senza speranza... Grazie a quanti hanno permesso la pubblicazione delle proprie storie, contribuendo così a questo progetto d'amore. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
...la sofferenza che c'è attorno alle famiglie che hanno un bambino ADHD è troppo forte, per non sentire le loro urla di dolore. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
La nostra è stata sempre una famiglia molto unita e con tutti i nostri limiti abbiamo cercato di dare una giusta ed equilibrata educazione ai nostri bambini.
Questo figlio, però, è stato un bambino sempre “problematico” anche se molto sensibile, perspicace, intelligente. All’inizio pensavamo si trattasse di “un fatto caratteriale”, poi abbiamo pensato che probabilmente stavamo “sbagliato tutto”... Ma il momento decisivo fu l'inizio della scuola
elementare: fu subito un gran disastro! La sua attenzione era praticamente zero, sempre in continuo movimento, incapace di imparare una
tabellina o una poesia… A casa era una lotta continua riuscirlo a tenere
fermo per studiare… Alla fine della seconda classe i suoi risultati erano estremamente scadenti, in modo particolare nelle materie che più necessitavano di concentrazione. Fu così che "il caso" volle che ne parlassimo ad un amico, un collega, anche lui pediatra, il quale appena
ascoltò la storia propose di incontraci. Aveva avuto un’ampia formazione in psicoterapia e lunga esperienza in Germania sui disturbi psicosociali nei bambini, per sospettare ciò che poi si dimostrò fondato: era
affetto dalla “Sindrome da deficit di attenzione e iperattività”, quella che gli americani chiamano con l’acronimo
ADHD. La tristezza più grande, però, fu quella di accorgerci che di questa condizione morbosa non ne sapeva quasi niente nessuno e che l’unico farmaco ritenuto da sempre di prima scelta,
soprattutto dopo gli ultimi studi effettuati in America sulla genetica dell’ADHD, e considerato in tutto il mondo scientifico spesso necessario per il trattamento di questo grave disturbo, era assente dalle farmacie italiane da oltre dieci anni. Fu così che l’amico e collega
pediatra pensò che fosse giunto il momento di far sentire al nostro Ministero della Sanità la voce dei pediatri italiani che, per la loro diffusione sul territorio e la loro vicinanza ai bambini, erano senza alcun dubbio quelli che maggiormente avvertivano il problema dell’assenza del farmaco nel nostro paese. Nacque così, per la sua sensibilità
- attraverso le pagine di "Pediatria On-Line" - quella famosa petizione che raccolse le firme di centinaia di pediatri italiani e i cui effetti non tardarono a farsi sentire. Immediata, infatti, fu la risposta del
Ministro, che considerò necessaria la registrazione e la ricommercializzazione del Metilfenidato nelle uniche farmacie europee dove questo farmaco era impossibile acquistare: quelle italiane! Di lì, poi, una cascata di articoli diffamatori sui pediatri, sulla
psicofarmacoterapia, su chi veniva incolpato di "voler sottrarre ai propri bambini l'innata esuberanza" attraverso l'uso di droghe, mentre in Italia c'era gia chi, come Francesco Renzulli
- pediatra italo-americano che da oltre 15 anni dedicava i suoi interessi e il suo tempo allo studio e alla terapia
dell'ADHD - strillava, come una voce nel deserto, per denunciare il mondo scientifico italiano di essere l'artefice di una sofferenza nascosta e misconosciuta dallo strano
nome ADHD. Leggiamo assieme le ultime parole di una sua lettera scritta alla fine del luglio 1998: «La mancata conoscenza e l’impossibilità di cura dell’ADHD sono agghiaccianti e indegne di un paese civile. Non solo si ignora un grosso capitolo della patologia umana, ma questo vuoto viene giocoforza riempito da diagnosi “sostitutive”, con
conseguenti terapie inutili e dannose. Non possiamo perdere altro tempo, ma dobbiamo prontamente correggere la rotta, pena la mancata cura dei bambini, adolescenti ed adulti in grosse difficoltà che avrebbero invece un destino ben diverso, pena uno smacco pesante alla medicina italiana». Nel frattempo, noi continuavamo a lottare contro i disturbi secondari che
l'ADHD aveva scatenato in
nostro figlio, ma soprattutto con l'enorme difficoltà di procurarci il farmaco... Con l'inizio della terapia la concentrazione e i risultati scolastici, grazie all'attenta e sensibile collaborazione degli insegnanti non tardarono a farsi vedere e dopo l'insufficienza del primo quadrimestre,
venne promosso a pieni voti, con la soddisfazione delle maestre e la gioia dei
genitori. Come spesso accade quando ti trovi con un figlio malato di un qualcosa di cui nessuno ti sa dire niente, abbiamo cominciato a studiare e fare ricerca bibliografica. Più imparavamo e più ci rendevamo conto che era impensabile, vista l’elevata incidenza della malattia e dei suoi importanti risvolti
psicosociali, continuare a stare con le braccia conserte. Gli impegni di
lavoro ed extra, però, portavano Raffaele troppo tempo lontano da casa e questo rappresentava un problema enorme nella gestione e nell'approccio psicologico con
nostro figlio, che avvertiva molto la mancanza del padre. A questo punto ci rendemmo conto che, nella
sofferenza il nostro bambino voleva sentirci entrambi vicini.
Fu così che Raffaele decise di abbandonare ogni impegno puramente scientifico, politico e sindacale e, assieme a Giulia,
cominciano a dedicarsi con tutte le loro forze ed energie alla cura di
questo bambino così sensibile, ma allo stesso tempo tanto fragile. Ecco, perché nasce questo sito e il Progetto "Parents for Parents". La nostra idea parte dalla convinzione che anche qualcosa di tremendamente brutto, come può sembrare ciò che è "capitato" a noi, può trasformarsi in qualcosa di bello, se impariamo a condividere e ad aiutare chi, nella sofferenza, ci chiederà una mano.
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Siamo stati già da molti medici e non abbiamo avuto mai una risposta chiara... |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Ho
un bambino di 7 anni, Luca, che ha sempre dato problemi fin da
quando era piccolo per la sua estrema vivacità ed ora a scuola gli
insegnanti si lamentano perché non sta un attimo fermo, non apprende bene
e litiga sempre con i compagni. Il rendimento scolastico è quindi
pessimo. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
...sono la mamma disperata di un bambino di 11 anni. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Egregio Dottore, sono la mamma disperata di un bambino di 11 anni. Ho letto per caso su un opuscolo un articolo scritto da lei che parlava di questa "malattia" e quasi non credevo ai miei occhi: tutti i sintomi descritti corrispondono esattamente al modo di comportarsi di mio figlio! Come mai nessun insegnante, sia delle elementari che delle medie, era a conoscenza di questa patologia? Mio figlio, considerato un ragazzino di un'intelligenza particolare, a scuola è sempre stato un disastro e quest'anno (prima media) ha rischiato addirittura la bocciatura! Ai colloqui i professori mi ripetevano tutti la stessa cosa: ha moltissime capacità, è simpatico ma non fa i compiti, si rifiuta di lavorare in classe, si alza continuamente, disturba i compagni; perfino in palestra è insopportabile! A casa non ne parliamo, siamo continuamente in lotta: ti sfida fino allo sfinimento ed è sempre in castigo. A dire la verità, l'idea che ciò possa essere dovuto ad un problema reale mi spaventa e mi preoccupa molto, allo stesso tempo però mi consola la speranza che il problema si possa risolvere. Oltre allo studio, una delle cose che mi preoccupa moltissimo è che se non riesco a "domarlo" a soli 11 anni, tra qualche anno cosa farò? Abito a Verona e le chiedo gentilmente di darmi qualche indicazione su come fare per approfondire la cosa.
Il ragazzo ha ricevuto la diagnosi di ADHD ed è in trattamento con ottimi risultati... |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Anni di psicoterapia senza nessun risultato...Io e mio marito non ci arrenderemo... |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Gentile Dottore,
mia figlia ha 14 anni e solo ieri ha ricevuto diagnosi di ADHD. Premetto che mio marito ed io abbiamo basato il
nostro rapporto sull'amore e sul rispetto reciproco e che abbiamo un'altra
figlia più grande, educata, stimata e rispettosa delle regole...
Lettera firmata.
Genova, 27/8/2001 La ragazza ha ricevuto la diagnosi di ADHD ed è in trattamento farmacologico col Ritalin con ottimi risultati. «Non sembra più lei! Ora è tranquilla, più serena, riesce addirittura a fare il cruciverba...» |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
...il Sistema Sanitario Nazionale ci ha offerto un panorama di rimedi inefficaci... |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Vorremmo
raccontare l'esperienza che abbiamo vissuto
con l'utilizzo del Ritalin su nostro figlio di 6 anni, perché speriamo,
così, di poter essere d'aiuto ad altre famiglie.
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Lecco: cacciato da scuola a 6 anni perché irrequieto... |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Un bimbo di 6 anni
che frequentava la prima elementare del Collegio privato San'Antonio di
Busnago (Milano) sarebbe stato allontanato da scuola dopo soli cinque
giorni di lezione. Lo ha riferito la madre, che abita in centro fra le
province di Lecco e Milano, sostenendo che «certo mio figlio sarà anche
irrequieto, non lo nego. Ma non meritava di essere cacciato. Mi ha
raccontato di essere stato prima lasciato in un corridoio e poi di essere
stato messo in una classe da solo. Secondo i dirigenti del collegio è
meglio che mio figlio vada in un altro istituto dove può essere assistito
meglio, ma ora cosa faccio? Alla scuola pubblica non possono prenderlo
perchè è troppo tardi per chiedere un insegnante di sostegno». Il bimbo
viene definito «incontenibile» dal direttore della scuola che aggiunge: «Abbiamo agito solo per il suo bene. E'
giusto che sia seguito da insegnanti specializzati. Non mi risulta, del
resto, sia mai stato abbandonato in una classe da solo. In ogni caso non
ha mai corso pericoli». Ora però il bimbo è a casa e nonostante i suoi
6 anni non ha ancora la possibilità di andare a scuola. Non sappiamo se questo bambino sia affetto da ADHD, ma la definizione "incontenibile" e l'atteggiamento usato dagli insegnati lo lasciano supporre. Il caso è emblematico semplicemente perchè storie come questa, in bambini ADHD, sono frequentissime. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
...una maestra lo chiamava "tonto" e lo teneva in piedi vicino alla cattedra... |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Francesco, in età prescolare, era una bambino curioso e pieno di interessi voleva che gli leggessi molte cose con argomenti prevalentemente scientifici ma non aveva mai mostrato interesse per la lettura e la scrittura. La storia del suo problema comincia con la prima elementare anche se, con quello che sappiamo adesso, possiamo dire che c’erano stati anche prima parecchi segnali, ma noi non ce ne eravamo resi conto. Prima elementare in un paese con insegnanti per niente preparate sui disturbi di apprendimento e tragiche dal punto di vista umano (picchiavano e urlavano) poichè Francesco non riusciva a leggere e scriveva commettendo molti errori. In seconda elementare lo mandiamo in un’altra sede della stessa scuola pensando che, superato il trauma, tutto si sarebbe risolto, ma niente: leggeva male ed appariva sempre distratto in classe, mentre le maestre consentivano che i suoi compagni lo riprendessero in coro mentre leggeva (lo abbiamo saputo l’anno dopo). Terza elementare comincia a restare indietro con il programma da studiare: facciamo i compiti assieme ma non riesce a ricordare quello che studia e legge in modo stentato, sillabando e sbagliando o invertendo alcune lettere nonostante le continue esercitazioni, motivo per cui in quegli anni lo sottoponiamo a ben 4 visite oculistiche! Francesco è un bambino tranquillo ma si alza spesso dalla sedia e ogni scusa è buona: acqua, merenda, pipì, i fratelli... Presta attenzione a tutto quello che accade in casa e fuori. Una maestra lo ha chiamato "tonto" davanti a me e lo teneva in piedi vicino alla cattedra “per farlo stare attento”. Non sapevamo più cosa fare con Francesco e con le maestre era inutile parlare perché, nonostante riferissi le nostre difficoltà da anni, non ero creduta ne presa in considerazione. Per caso a settembre leggemmo un articolo di Repubblica che parlava di dislessia e disgrafia e ci rivolgemmo ad un Istituto di neuropsichiatria infantile dove, a gennaio, avemmo la diagnosi di disturbo di apprendimento, ma la situazione non migliorò molto. Dopo un anno la logopedista disse che non era più necessario il suo intervento, le maestre continuavano a far leggere Francesco in classe e lui continuava ad evadere dalla vita scolastica pensando ad altro. I compiti occupavano tutta la nostra vita, anche l’estate, ma Francesco, nonostante le continue frustrazioni, era dispiaciuto e non indifferente al suo rendimento scolastico. Finite le elementari, con grossi sacrifici e sconsigliati dagli esperti dell’istituto, ci siamo rivolti ad una scuola privata dove abbiamo ricevuto affetto e rispetto e anche se gli insegnanti non erano esperti in disturbi dell’apprendimento hanno saputo ridare a Francesco, durante le scuole medie, la curiosità e la voglia di apprendere, la stessa che aveva da piccolo. I risultati, però, erano troppo pochi, così ci siamo rivolti ad uno psicoterapeuta per cercare di capire se ci fossero altre cause, ma lui, dopo averlo esaminato a lungo, ci rassicurò dicendo che “andava tutto bene, era ben strutturato e prima o poi si sarebbe sbloccato”. Così, finite le medie, l’anno scorso lo abbiamo scritto di nuovo ad una scuola pubblica: un liceo scientifico sperimentale dove si trova bene dal punto di vista umano ma ad aprile aveva la media del 4 e mezzo. Di nuovo per caso venimmo a sapere che una nostra amica aveva fatto esaminare suo figlio da una esperto in ADHD per cui, senza molta convinzione, andammo anche noi. Il Dottore riscontrò in Francesco tutti i sintomi del deficit dell’attenzione e qualcosa dell’impulsività. Dal 5 maggio del 2001 ha cominciato a prendere il Ritalin e in una settimana è diventato un altro ragazzo: ha recuperato in un mese di scuola tutte le materie, salvo inglese, studia da solo, legge con lentezza ma comprende il testo e lo memorizza, riposa tranquillo la notte. Si è come svegliato da un lungo sonno e fa progetti, organizza il suo tempo anche a lunga scadenza cosa che non aveva mai fatto. Ma di tutti i cambiamenti che ha attraversato, quest’ultimo, non so perché, è quello che più mi ha colpito: programma il suo futuro! Forse perché adesso anche noi, per la prima volta dopo tanti anni, siamo più sereni e fiduciosi per il suo futuro.
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Abbiamo capito che il mondo che hai intorno ha paura della diversità, rifiuta i diversi, i problematici, gli handicappati... |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Alessandro è stato trovato che aveva all'incirca un anno di vita completamente abbandonato sotto una panchina del dispensario delle Suore Salesiane di un piccolo paese in Haiti (Caraibi), nel novembre del 1990. Era molto grave, denutrito, varie ferite nel corpo. Ricevette le prime cure e poi la Suora responsabile trovò una nutrice che si occupasse di lui. La Suora telefonò a noi chiedendoci se desideravamo accogliere Alessandro e quindi avviare le pratiche per l'adozione internazionale. Abbiamo detto subito di "si" ad Alessandro, e l'accogliemmo concretamente tra le nostre braccia e nella nostra casa dopo sei mesi, nel Giugno del 1991. Alessandro è il primo dei nostri 4 figli. Con lui abbiamo adottato anche Marinella, di un anno più giovane di Alessandro, e subito dopo 4 mesi del loro ingresso nella nostra famiglia, Paola mia moglie partorì Anna. Diventammo, così, nel 1991, in pochi mesi, da giugno a ottobre, genitori di tre figli, nel progetto genitoriale adottivo e naturale. Dio aveva esaudito pienamente e prontamente le nostre preghiere. Dopo 2 anni, nel '93, abbiamo desiderato e concepito responsabilmente Mariachiara, figlia desiderata e preziosa quanto gli altri. Alessandro è sempre stato un bambino stupendo, gioioso, solare, trasparente, affettuoso, con un grandissimo bisogno di essere amato, ma un bambino sempre in movimento, mai fermo, con la testa sempre altrove, mai attento a niente. Fin dalla scuola materna, aveva grandi difficoltà a portare a termine le consegne date, stare dentro le regole, intessere buone e serene relazioni con i coetanei. Ma la bomba scoppiò quando fece l'ingresso alla suola elementare. Lì Alessandro rivelò nella sua totalità tutti i bisogni interiori, psicologici, affettivi, relazionali. Un bambino con una grande iperattività, con un grave deficit dell'attenzione; tutto ciò gli creava grande difficoltà nel comportamento, nelle relazioni con i bambini, con le insegnanti, e tante volte degenerava con aggressività verbale e anche fisica, vivendo grandi conflitti. Emerse anche difficoltà dell'apprendimento e una lieve epilessia che venne trattata, con buon risultato clinico, con un apposito farmaco. Alessandro era la grande preoccupazione delle insegnanti, del dirigente scolastico, dei catechisti (suore e sacerdote compresi), per cui, anche su loro consiglio, cominciammo la lunga peregrinazione dai vari "esperti" del mondo scientifico. Anche noi genitori eravamo preoccupati e avevamo bisogno di sapere, capire, conoscere ciò che avveniva in nostro figlio e come poterlo aiutare concretamente. Come genitori abbiamo molto battagliato e combattuto con grande determinatezza al fianco di nostro figlio, per aiutarlo ad essere accolto, accettato, integrato. Più si collaborava con insegnanti, esperti medici e operatori, più la situazione veniva accolta e si cercava per ogni ambito di creare serenità e aiuto concreto. Abbiamo capito che il mondo che hai intorno ha paura della diversità, rifiuta i diversi, i problematici, gli handicappati. E' più facile eliminare, puntare il dito, accusare, usare la cattiveria anzicché tirarsi su le maniche e aiutare, comprendere, accogliere, amare, essere vicini, solidali. Ora Alessandro ha quasi 12 anni. E' stato analizzato e valutato in questi anni da tanti "esperti", ma nessuno aveva mai parlato di ADHD. Poi, il caso. Leggiamo un articolo scritto da Giulia e Raffaele D'Errico, autori del Progetto ADHD "Parents for Parents", e identifichiamo subito in quei sintomi il nostro Alessandro. Nasce così in noi la speranza. Riusciamo a contattare il Dr.D'Errico che ci invita a rivolgerci al centro di riferimento più vicino a noi. E proprio in questi giorni, dopo tanti anni, è giunta la diagnosi di ADHD e prescritto il farmaco Ritalin. Stiamo attendendo di averlo e somministrarlo con la posologia prescritta dall'esperto medico neuropsichiatra. Alessandro sarà controllato e monitorato e seguito. Noi, come genitori, crediamo che accanto al percorso psicoterapico e psicopedagogico che Alessandro continuerà a fare, il contributo del farmaco potrà aiutare nostro figlio nel suo comportamento e nell'attenzione, migliorando a scuola, nel sociale, a casa. Tutto ciò speriamo possa portare in Alessandro maggior autostima, serenità, buone relazioni con i compagni, non più rifiuti dai genitori dei compagni, non più paure e difese da parte degli insegnanti. Anche noi genitori, speriamo, respireremo un po' di più. Puntiamo sul positivo. Crediamo che tutto quello che abbiamo vissuto, anche se con fatica e sacrificio, ci ha aiutati a crescere, ci ha fortificati come persone, come coppia, come famiglia; la nostra fede è cresciuta. L'importante in tutto questo è non stare soli, isolati o nell'ignoranza, bisogna chiedere aiuto, e chiederlo alle persone giuste che hanno esperienza e competenza specifica in questo campo, e saper cogliere tutto ciò che c'è di buono e di sano per darlo ai nostri figli, perchè diventino persone serene, equilibrate che vadano incontro al loro futuro con gioia e speranza.
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
...un atteggiamento dei medici che faceva ricadere le colpe sulle scelte dei genitori, al punto da prevedere una psicoterapia per noi ! |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
La mia professione è
quella dell'ingegnere e sino a tre anni fa mai avrei sognato di
approfondire temi come l'ADHD. A ciò sono stato indotto dall'aiuto ed il
sostegno che sentivo e sapevo di dover fornire al mio terzo bambino,
Giovanni, attualmente di otto anni. La fede nel Signore, nella Sua
Provvidenza e nel Suo aiuto, pienamente condivisa con mia moglie, non
poteva essere certo disgiunta da un serio impegno anche sul fronte della
conoscenza di questa sindrome e di tutti gli aspetti ad essa collegati. A
ciò sono stato indotto, in modo definitivo, dal modo di fare
dell'Istituto di Neuropsichiatria Infantile dell'Università di (...) al
quale ci eravamo rivolti: una diagnosi chiaramente vaga, una netta presa
di posizione sull' inutilità di approfondire le cause dei problemi, una
semplice terapia cognitiva da svolgere presso un terapista privato non
essendoci disponibilità presso la stessa struttura universitaria (terapia
pure da noi seguita per un anno senza frutti), un atteggiamento che faceva
ricadere le colpe sulle scelte dei genitori (per cui, ad esempio, le
stereotipie o l'ossessività sarebbero derivate dalle richieste di
competenza fatte dai genitori!) al punto da prevedere una psicoterapia per
noi genitori... Tutti questi elementi che ci hanno fatto comprendere che
dovevamo prendere noi in mano la situazione, che eravamo veramente stati
"presi in giro", eravamo stati in mano a persone che non
conoscevano il problema, un problema oltretutto abbastanza complesso,
perchè Giovanni riceverà diagnosi di ADHD, ma con associate altre
comorbidità.
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
...i professori lo accusavano di pigrizia e di immaturità, la nostra frustrazione, le costanti sgridate, per non parlare delle punizioni fisiche e castighi vari ! |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Sono la mamma di
un ragazzo che ha appena compiuto 15 anni e al quale è stato
diagnosticato solo da un anno presso l'Ospedale la sindrome
ADHD,
nonostante fosse costantemente da loro seguito per una forma di epilessia (Piccolo Male), risoltasi con una cura farmacologia nel giro di un anno.
In terza elementare ha dovuto cambiare scuola perchè i suoi risultati scolastici erano decisamente negativi, evitando la bocciatura grazie alla mia costante presenza ed
al mio instancabile aiuto nei compiti di casa... A scuola non riusciva mai a
finire nulla, non sapeva mai quali compiti aveva per il giorno dopo, perdeva sempre tutto, era disattento, non stava mai fermo, i suoi quaderni erano disordinati, non stava alle regole nemmeno dei margini o delle righe dei fogli su cui scriveva, ed il rapporto con le sue insegnanti era diventato estremamente negativo. Per inciso ha iniziato le elementari sapendo già leggere speditamente dall'età di 5 anni, era interessato di argomenti scientifici, leggeva libri avidamente, conosceva tanti argomenti.
Iscritto ad una scuola privata si è trovato in una classe di 11 bambini ed ha potuto essere seguito dalla sua insegnante (che molto ha sopportato, anche le sue reazioni aggressive), con un intervento
pressocché individualizzato, riuscendo così ad ottenere ottimi risultati anche se a costo di un costante controllo e logorio nervoso da parte di tutti noi che non sapevamo spiegarci il suo rifiuto ad assumersi le responsabilità nel suo lavoro scolastico e il rispetto
delle regole. Ma tant'è, dicevamo che doveva ancora maturare! Ricordo che in questo periodo era già
seguito all'Ospedale anche dalla psicoterapeuta che non ha riconosciuto le sue difficoltà, accontentandosi di riscontrare in lui un elevato Q.I.
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
...fummo mandati da un neuropsichiatra infantile che riteneva che problemi di questo tipo potessero avere una base reumatologica e/o allergica. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Abitiamo a Verona e abbiamo due figli; un maschio ed una femmina
rispettivamente di 10 e 8 anni. Nostro figlio è stato un bimbo vivace da sempre. Questo suo carattere deciso e a volte duro (non accettava volentieri nemmeno le coccole) ci ha sempre colpito, ma non abbiamo mai pensato a nulla di particolare.
Era sempre in un atteggiamento quasi di sfida, del tipo "vediamo se la regola di ieri è ancora valida oggi"! Durante la scuola materna il bambino era sicuramente vivace ma gestibile. Le insegnanti, alla fine della scuola materna, erano soddisfatte per come lui avesse imparato a rispettare le normali regole. Nello stesso periodo iniziammo, comunque, una terapia psicologica (che consisteva in due sedute settimanali da 30 minuti di rilassamento), per cercare di aiutare il bambino ad avere più fiducia in se stesso e a migliorare l'autocontrollo. Anche noi avemmo degli incontri mensili con lo psicologo per migliorare l'ambiente familiare e la nostra coerenza
educativa. L'inizio della scuola elementare fu un disastro: per nostro figlio, che non riusciva a rispettare le regole e i tempi nuovi, ed anche per noi che ci sentimmo cadere il mondo
addosso! Quello che ci veniva descritto non sembrava lui e anche le maestre della scuola materna furono sorprese. Il bambino veniva ripreso duramente da una maestra, mentre un'altra era indifferente a tutto quello che faceva
(si circondava con le sedie e giocava a sparare). Dopo un acceso incontro con maestre, direttrice, e psicologo (che scaricò
sull'istituzione scolastica l'incapacità di gestire in maniera adeguata nostro figlio) decidemmo,
approfittando del trasloco, di inserire il bambino in un'altra realtà scolastica dove c'erano delle brave insegnanti (così, almeno ci era stato
detto), di cui una era anche psicologa! La seconda elementare iniziò malissimo. Insegnanti prevenute e, oseremmo dire, cattive. Un giorno nostro figlio fu lasciato libero di mettere l'aula a soqquadro. Abbiamo visto con i nostri occhi (ci avevano chiamato dal lavoro) un'aula con tutti i banchi a terra, le sedie ammassate, cartelle buttate ovunque: un inferno! Quando arrivammo trovammo il bambino abbattuto e avvilito; infatti le maestre non erano intervenute per impedire i suoi eccessi, limitandosi ad allontanare i compagni. Vi lascio immaginare la nostra angoscia! Pensavamo di aver spostato il bambino in una scuola migliore, trovammo invece incomprensione, ma soprattutto cattiveria. Nell'immediato incontro con la Direttrice Didattica e le Insegnanti ci fu una battaglia senza esclusione di colpi. Alla fine la Direttrice, riconoscendo implicitamente le nostre ragioni, ci propose di trasferire il bambino in un'altra scuola dello stesso circolo. Accettammo e al rientro dalle vacanze pasquali (a meno di due mesi dalla fine dell'anno scolastico!) nostro figlio entrò in quella che sarebbe stata la sua classe definitiva. Trovammo subito un ambiente diverso. Il gruppo insegnanti riusciva a far rientrare nella normalità i comportamenti di disturbo e di rabbia del
bambino. Finalmente! Durante la terza elementare le insegnanti ci riferirono però che, nonostante il loro impegno, era difficile fare lezione, poichè nostro figlio continuava a disturbare e a mantenere tempi d'attenzione brevi.
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
...Questo si chiama "Miracolo"! |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Abbiamo
voluto aspettare per raccontare la nostra esperienza, perchè volevamo che
fosse la testimonianza di una storia andata a buon fine...
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
... mi sentivo in colpa quando mi facevano capire che la sua scarsa autonomia poteva dipendere dal mio metodo educativo e che dovevo lasciarlo fare da solo... |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Il più grande dei miei figli ha 15 anni e da poco gli è stato diagnosticato il "Disturbo dell'attenzione con cenni di impulsività", associato ad uno stato ansioso (da indagare ulteriormente). Si tratta di una variabile
dell'ADHD, più difficile forse da evidenziare, per cui vorrei trasmettere la mia esperienza, affinché possa essere d'aiuto ad altri genitori. Lui, all'asilo e a scuola, non è mai salito sui banchi, non disturbava (semmai innervosiva!), perché s'isolava in un mondo suo, che a casa chiamavamo "fantasia" (dove emetteva, in sincronia con le mani, anche dei suoni strani) e che insieme avevamo deciso di controllare, inventandoci una porticina (che lui mimava sempre con le manine) dalla quale poteva entrare e uscire. Era lì, mi è stato detto, che forse scaricava la sua iperattività (?), mentre io pensavo giocasse e non immaginavo che a poco a poco questo "suo mondo" avrebbe invaso la sua vita. Per il resto a me sembrava un bambino normalissimo se non addirittura speciale! La sua creatività mi lascia ancora adesso senza fiato. Come non avere il rammarico di non aver capito prima il suo disagio? Di avergli fatto involontariamente del male? Io non colpevolizzo nessuno, ma in questi giorni ho sentito il bisogno di chiedergli scusa da parte di tutti, me compresa, per averlo fatto sentire molte volte inadeguato, pigro, superficiale, senza grinta…Per fortuna, in questi anni ho continuato a fare la mamma non valutando le prestazioni di mio figlio con un voto! A scuola lo devono fare…ma a casa una mamma aiuta naturalmente e istintivamente…Così anche se al figlio non gli manca un braccio, ma vede che per qualche motivo non riesce a vestirsi da solo e nei tempi richiesti, lo aiuta…anche se per gli insegnanti, forse, io ero
iperprotettiva!
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Perché un bambino ADHD non deve prendere il Ritalin? |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Siamo genitori che rispettano i propri figli, ne abbiamo tre, li abbiamo voluti e cerchiamo di dare loro il meglio, sia come opportunità educative e morali, sia come attenzione affettiva e psicologica alla loro crescita fisica e mentale. Viviamo in un bellissimo paesino della collina
monferrina. I nostri figli hanno spazi aperti in cui giocare, gridare, correre liberamente, arrampicarsi sugli alberi; hanno opportunità culturali che spaziano dai numerosi libri presenti nella nostra casa, alla fruizione di mostre, viaggi
istruttivi effettuati con noi, frequentazioni di gruppi che sono lontani, nel loro essere, dagli stereotipi a cui si riferiscono i mass-media quando ci attaccano, fanno parte cioè del C.A.I. che propone la
conoscenza della montagna e la sua frequentazione con escursioni, arrampicate,
ecc. L'utilizzo della televisione nella nostra casa è limitatissima e molto controllata; non ci riconosciamo proprio nella descrizione della famiglia tipica proposta negli articoli comparsi di recente
su vari riviste del nostro paese e in particolare su "Metrò". |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Questi bimbi devono aver la possibilità di dimostrare quello che valgono e Dio solo sa quanto vorrebbero fare ma non ce la fanno... |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Sono la mamma di Alex un bambino di 8 anni cui è
stato diagnosticato l'ADHD. Vi scrivo per farvi sapere chi sono e la mia
disponibilità nel contribuire alla lotta per l'aiuto dei nostri bambini. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Mio Dio: come capisco queste mamme! |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Quanti dolori deve sopportare una mamma e poi una mamma con un bambino
ADHD! Doversi continuamente scontrare con le situazioni più frustranti, che noi ben conosciamo, e alle quali il proprio figlio e noi genitori siamo sottoposti, a causa del suo disturbo: sentire che il proprio bimbo è il "cattivo " della classe, vivere il proprio figlio come una "croce", arrivare ad avere con lui atteggiamenti aggressivi che in cambio provocano altra aggressività ed
opposizione... Mio Dio: come capisco queste mamme!... E poi deve sentirsi in colpa per aver pensato che la soluzione c'è ed è quella proposta dal medico, ma qualcuno
dice che nulla ha di sperimentato... Coraggio mamma, non abbandonare l'idea del Ritalin, se non trovi altre soluzioni, convinciti di andare da un medico esperto... Vedrai che la vita del tuo bambino e, di
conseguenza la tua, cambieranno completamente, così come è successo a noi! Ti capisco, sai? Quando si è continuamente martellati da una campagna così denigratoria sul Ritalin, che definire "terroristica " è un eufemismo, è molto difficile essere sicuri di
se ed "osare" di "drogare ed avvelenare" il proprio figlio! Erano le cose che pensavo anch'io quando, 18 anni fa, mia cognata mi parlava della sua bambina alla quale, negli Stati Uniti, dove abitavano, avevano diagnosticato
l'ADHD e proposto la cura con il Ritalin!
Le dicevo che era matta, che stava drogando sua figlia, che questi americani sono solo presi dalla mania
dell'efficienza a tutti i costi, che la colpa era della scuola...
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
"Ho dovuto studiare per ottenere questo, non è stata la bacchetta magica...ma finalmente magicamente adesso riesco a studiare e capisco quello che faccio!" |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
E' impossibile immaginare la nostra gioia dopo aver
ricevuto dalla scuola, proprio in questi giorni, la pagella di nostro figlio e vedere il "miracoloso" cambiamento avvenuto in soli due mesi! Non posso pensare a quando con la pagella del primo quadrimestre mi era stata allegata, d'ufficio, una lettera che sottolineava la situazione problematica e a rischio per la promozione di quest'anno del nostro ragazzo...
Poi la diagnosi di ADHD e quindi l'inizio di un trattamento con Ritalin...
Quando mi dicevate che tutto questo sarebbe successo era comunque difficile immaginarlo e soprattutto immaginare il nostro stato d'animo di oggi...Vedere nostro figlio finalmente gratificato dal suo impegno e capace di realizzare finalmente i suoi buoni propositi...! Leggere nel suo sguardo l'orgoglio e la soddisfazione di chi si applica e ottiene risultati! Per prima cosa mi ha detto "Ho dovuto studiare per ottenere questo, non è stata la bacchetta magica...ma finalmente magicamente adesso riesco a studiare e capisco quello che faccio!"
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Sono una mamma disperata...aiutatemi! |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Sono una mamma disperata. Mio figlio é seguito da uno psicologo da quattro anni, ma ho avuto pochi risultati, la scuola mi sta distruggendo. Davide è un bambino iperattivo con disturbo di attenzione; a scuola è spesso in castigo perchè disturba e non rispetta i compagni e nemmeno le insegnanti. In alcune circostanze è anche aggressivo: pochi giorni fa ha colpito con una gomitata il viso di una bambina provocandole un ematoma. Frequenta la quinta elementare in un piccolo paesino (in classe sono in sette) ed è stato sospeso per tre giorni e non so se questo sia il modo giusto per punirlo, dal momento che le insegnanti sanno che lo sto portando dallo psicologo per i suoi problemi. Il periodo scolastico è stato un calvario: spesso stata richiamata per il suo comportamento dalle insegnanti e frequenti telefonate brusche di genitori dei compagni di scuola, per la sua impulsività. Aiutatemi! Comincio ad essere stanca...
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Vorrei scappare in un deserto e gridare... |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Ho un solo figlio di 11 anni, in quinta elementare, in un piccolo paesino della provincia di Varese vicino al Lago Maggiore. E' cinque anni che lo accompagno dallo psicologo, ha fatto tanti controlli, psicomotricità ed ora sta facendo un colloquio individuale, ma il problema c'è sempre e io non reggo più... Oggi ho chiesto allo psicologo se gli si può dare il Ritalin, ma mi ha risposto "assolutamente no"! Il bambino intanto è troppo nervoso, ormai da parecchio tempo dorme male e si sveglia con le occhiaie... Comincio a penso che sia un bambino disturbato da qualcosa. Non riesce ad avere nemmeno un amico. La scuola lo condanna: è sempre richiamato, è appena stato sospeso, e non so se sia servito... E' sempre in castigo perché infastidisce i compagni, si comporta in modo negativo pur di attirate l'attenzione... Le insegnanti sono stufe, io ho un lavoro part-time per cui le maestre mi hanno chiesto al pomeriggio di tenerlo a casa e questo, penso, non sia giusto... Lui vuole restare a scuola e anche alla mensa, ma da fastidio. Ho cominciato a pensare che potesse essere un bambino ADHD. Non so più con chi parlare... Chi non ha il problema non mi può capire. Quando arrivo davanti alla scuola per prendere mio figlio, tutti mi guardano male, come se la colpa fosse mia del fatto che mio figlio sia così. La madre di un suo compagno di classe mi ha detto che io e mio marito non sappiamo fare i genitori e che non è possibile che mio figlio quasi tutti i giorni disturba sempre i suoi... Vorrei scappare in un deserto e gridare...
Lettera
firmata. Una mamma di Varese, 27/5/2002
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Lui è così felice quando si alza e sa che è quel giorno andrà a cavallo. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Volevo
raccontarvi che finalmente, dopo tanti mesi di attesa, hanno assegnato
un posto (tramite ASL) di ippoterapia a nostro figlio. Visto che la
sanità qui non riconosce come patologia vera e propria l'ADHD, il
motivo di questa prescrizione è stata la neurofibromatosi di cui è
affetto, ma la nostra cara dottoressa di Monaco mi ha assicurato che gli
farà molto bene anche sotto l'aspetto dell'ADHD, in quanto è costretto
- in via giocosa - a relazionarsi con il cavallo, a imparare di
prevedere le reazioni che le sue azioni provocheranno sul cavallo e a
imparare determinate regole, se vuole che il cavallo faccia quello che
vuole lui. Deve imparare che il cavallo non ama che gli si scorazza come
un pazzo intorno alle gambe, ecc.ecc. E' una forma di rispetto che va
imparata! Ovviamente non riesce sempre a far fare alla sua "Lisetta" quello che vuole lui ma inizia a intuire che la cavalla non è un giochino o un qualcosa che si "comanda" secondo i propri capricci - inizia a capire che anche Lisetta ha bisogno di "ordini" molto chiari per sapere dove deve andare e cosa deve fare. Prima di montare, deve "pulire" il cavallo con due attrezzi diversi e al termine della lezione si deve sempre ricordare di dare un piccolo premio, una mela o una carota alla Lisetta. Noi
non ci credevamo neanche più - abbiamo fatto la visita per questa
terapia in un centro a Milano a gennaio. Ci hanno chiamato a fine
maggio! Lui è così felice quando si alza e sa che è quel giorno
andrà a cavallo. Per lui è una grande cosa. Ogni
tanto, dopo tanta posta triste e disperata, oggi un messaggio felice e
di speranza! |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Vorremmo evitare di sentirci ripetere che il nostro bambino "è fatto così", che "dobbiamo tenercelo" e soprattutto che "crescendo passerà"! |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
E' difficile raccontare il vissuto di una famiglia con un bambino ADHD e se la famiglia ha "al suo attivo" altri 7 bambini. E' un vissuto fatto di lotte che non finiscono mai, di differenze continuamente rimarcate, di dispetti che aumentano l'esclusione (almeno all'interno del nucleo famigliare), mentre fuori sembrano ritrovare un'inaspettata solidarietà fraterna. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
...si è diffusa la voce che Luca è un bambino irrecuperabile e violento, per cui nessuno lo vuole! |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Sono la mamma di un bambino molto speciale (ADHD). Vi lascio immaginare le difficoltà che abbiamo nel crescere un bambino così particolare e tutto è ancora più difficile per il fatto che viviamo in una piccola città dove l'ignoranza e il pregiudizio la fanno da padrone. La
nostra vita è diventata un inferno da quando il nostro piccolo angelo va
a scuola... Quest'anno è stato promosso in terza elementare ma ha già
cambiato due istituti scolastici! Le insegnanti non hanno accettato la
diagnosi fatta dai medici per cui hanno continuato a bollarci come
maleducati e a chiamare il nostro bambino "teppista"... Naturalmente
non provano neppure a mettere in atto le strategie consigliate per la
gestione in classe di un bambino iperattivo intervenendo con la forza per
arginare i comportamenti tipici del disturbo e "massacrandolo
verbalmente" a tal punto che nell'ambiente scolastico ormai è una
furia, aggressivo e tagliato fuori da ogni attività... Grazie
per aver raccolto il mio sfogo: da quando ho conosciuto la vostra
associazione mi sento meno sola. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
...ma che Paese è?! |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Sono
dieci anni che so che mio figlio soffre di ADHD e che combatto da sola in
Italia con medici ignoranti e del tutto incapaci. Non so quante terapie
inutili e quante frustrazioni... Nel mio paese si cura questa
malattia da più di 25 anni... Finalmente a 14 anni, Gabriele è stato
diagnosticato da un neuropsichiatra il quale, all'inizio dei nostri
incontri, ha ammesso di non sapere niente dell'ADHD! Fortunatamente
è una persona intelligente e colta per cui ha fatto ricerche e si è
documentato e finalmente possiamo ricominciare a vivere noi e lui con
l'aiuto del Ritalin. E' però del tutto inconcepibile che tutt'ora in Italia non si possa trovare questo farmaco... Ma che paese è
uno come l'Italia che da più importanza al Viagra che ad una medicina
capace di curare questi bambini/ragazzi cosi sofferenti, senza parlare
delle loro famiglie?! Mi hanno sempre detto che l'Italia è una
nazione dove i bambini sono altamente considerati: devo dire che non
condivido quest'opinione quando, per colpa di una lobby testarda e ben
collegata, lasciamo marcire i nostri figli in queste condizioni! Che
vergogna! Mio figlio ormai è grande e il fatto di aver ricevuto
diagnosi di ADHD cosi tardi potrebbe voler dire che rischia di
trascinarsi questo problema anche in età adulta: pensate che peso, che
mutuo per la sua vita! |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Finalmente siamo riusciti a darle l'aiuto di cui aveva bisogno! |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Cara
Associazione, sono il genitore di una bambina ADHD che, dopo aver
tribolato per più di tre anni, è riuscito oggi, grazie all'AIFA, a
ricevere una corretta diagnosi per mia figlia di ADHD in comorbilità
con un ritardo mentale moderato. Dalla consapevolezza che in Italia non
abbiamo strutture atte a dare un supporto concreto ai bambini ed alle
famiglie che convivono con questo disturbo, sono mosso dal desiderio di
diventare referente così da poter apportare il mio modesto contributo a
tutte quelle famiglie che ancora oggi cercano una speranza ma che molto
spesso non sanno che strada prendere. Oggi
riesce a seguire la scuola, sta imparando a leggere e scrivere, a casa
riesce a stare seduta e quando andiamo fuori tutti notano che Miriam è
molto migliorata. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Alla fine ha detto che preferisce maggiormente il cavallo che le sue insegnanti... |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Oggi Andrea [bambino ADHD
n.d.r] ha svolto la sua prima lezione di
equitazione. Devo dire che si è trovato subito a suo agio con il cavallo ed
ha interagito benissimo con l'animale. Alla fine della lezione mi ha detto
che preferisce maggiormente il cavallo che le sue insegnanti di scuola! In
verità mi riesce proprio difficile dargli torto visto che già il primo giorno di inizio del nuovo anno scolastico si è visto stracciare dalla
maestra tre fogli del quaderno di matematica perchè non riusciva a fare una
greca in cui era raffigurato un cane che andavava disegnato alla perfezione
contando i relativi quadretti! Alle volte finisci per
Matteo [bambino ADHD
n.d.r] deve ancora iniziare il cavallo ma siccome abbiamo il maneggio davanti a casa ieri portando a spasso il cane si è fermato a salutare le istruttrici, ha legato fuori il cane che non può entrare, ed è andato a trovare il suo cavallo preferito
Artù, e ha aiutato l'istruttrice! Ha spiegato alcune cose ad un bambino che faceva lezione ed è tornato a casa tutto orgoglioso di sè perchè si è sentito istruttore per un momento e questo gli ha dato gioia e stima di
sè. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Mio figlio è tornato da scuola dicendo che è uno stupido... |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Giovedì 21 novembre avrò l'ennesimo colloquio con le insegnanti riguardo al problema di mio figlio di otto anni che frequenta la terza elementare.
Quast'anno ha cambiato l'insegnante di matematica e come dice il proverbio "sai chi lasci ma non sai chi
trovi"! Ci siamo imbattuti così in un'insegnante che non è nemmeno degna di essere chiamate tale, che lo
terrorizza con continue urla e strappi di fogli del quaderno. Immancabilmente fa piangere qualche bambino della classe umiliandolo in maniera VERGOGNOSA. La maestra in questione è già stata contattata all'inizio dell'anno scolastico dalla psicopedagogista di mio figlio che le ha spiegato cos'è
l'ADHD e quali strategie usare con questi bambini. Risultato: mio figlio è tornato da scuola dicendomi che è uno stupido e che gli tremano le gambe quando in classe entra questa maestra. Giovedì avrò insieme alla dottoressa psicopedagogista un nuovo colloquio con le insegnanti ma, sinceramente, mi sento parecchio scoraggiata perchè ti accorgi come non ci sia la volontà di capire e soprattutto di aiutare i bambini in generale! Scusate lo sfogo, ma forse voi mi potete capire!
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Abbiamo il terrore di entrare nei negozi, nei ristoranti... |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Sono il papà di un bambino di quattro anni al quale è stata attaccata
l'etichetta di "bimbo iperattivo". Fino a questa mattina ho sempre creduto che fosse una parola che
indicasse semplicemente un bambino un po' più vivace degli altri, almeno prima che leggessi l'articolo apparso su Specchio (supplemento di La Stampa
del sabato), il quale mi ha non solo aperto gli occhi, ma ha fatto capire tutti i comportamenti di mio figlio
notevolmente preoccupanti, del tipo il bambino che scappa improvvisamente in mezzo alla strada , crisi
nevrasteniche in mezzo alla folla che con fare altezzoso ti guarda come se
fossi io che con qualche sistema medioevale torturi mio figlio, etc... Nonostante diverse visite presso
logopediste e psicoterapeute varie, non mi è stata mai descritto ne tanto
meno mai ipotizzato che mio figlio potesse avere l'ADHD come ho avuto il piacere di leggere sul vostro sito.
Abbiamo il terrore di entrare nei negozi, nei ristoranti. Mia moglie ed io
siamo stati oggetto di minacce provenienti da passanti che, disgustati,
dichiaravano di chiamare le assistenti sociali... Mia moglie avendo un carattere poco forte viene continuamente malmenata da
nostro figlio con morsi, sberle, etc.... Lui è seguito da un'insegnante di
sostegno poichè abbiamo accettato di firmare un documento sul quale veniva evidenziato un
handicap. Abbiamo anche accettato che nostro figlio avesse bisogno di un aiuto che noi genitori
non potevamo dare e questa insegnante, dimostrando una professionalità notevole, è riuscita ad inserire
nostro figlio all'interno di gruppi di lavoro facendolo restare seduto per quasi un'ora.
Chiedo scusa se la mia lettera è disordinata, ma io e mia moglie siamo disperati, non sappiamo più cosa fare, non riusciamo a capire neanche cosa
nostro figlio ci vuole dire, in quanto non parla ancora sufficientemente bene, se non facendoci indicare tutte le volte ciò che vuole, oppure
facendogli ripetere più volte la parola fino a quando mia moglie ed io riusciamo a capire qualcosa. Nessuno ci ha mai parlato di
ADHD e di malattia vera e propria con tanto di terapie mirate. A chi possiamo rivolgerci visto
che nonostante una risonanza magnetica ed un esame del sangue per scongiurare un eventuale causa da sofferenza fetale,
nessun medico ci ha mai consigliato e tanto meno destinato ad eventuali esami o test specifici.
Ormai in paese siamo tutti additati come maltrattatori di figli, mio figlio
è stato soprannominato Attila... mi aspetto tutti i giorni di sentire suonare
alla porta qualche assistente sociale. Oltre a mio figlio abbiamo un'altra bambina di
sette anni, la quale per fortuna è una bimba bravissima e che sino ad ora non ci ha mai dato alcun problema,
anzi ci riempie continuamente di soddisfazioni. Inizialmente ho parlato di etichetta in quanto mio figlio viene trattato ed
additato come se avesse un'etichetta sulla fronte. E' possibile che dopo due anni di logopedia, di
pet terapy, e di altre terapie con nomi impronunciabili, seguite da personale medico e paramedico,
nessuno ci abbia mai parlato di ADHD? Oggi
riesce a seguire la scuola, sta imparando a leggere e scrivere, a casa
riesce a stare seduta e quando andiamo fuori tutti notano che Miriam è
molto migliorata. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Alla fine ha detto che preferisce maggiormente il cavallo che le sue insegnanti... |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Oggi Andrea [bambino ADHD
n.d.r] ha svolto la sua prima lezione di
equitazione. Devo dire che si è trovato subito a suo agio con il cavallo ed
ha interagito benissimo con l'animale. Alla fine della lezione mi ha detto
che preferisce maggiormente il cavallo che le sue insegnanti di scuola! In
verità mi riesce proprio difficile dargli torto visto che già il primo giorno di inizio del nuovo anno scolastico si è visto stracciare dalla
maestra tre fogli del quaderno di matematica perchè non riusciva a fare una
greca in cui era raffigurato un cane che andavava disegnato alla perfezione
contando i relativi quadretti! Alle volte finisci per
Matteo [bambino ADHD
n.d.r] deve ancora iniziare il cavallo ma siccome abbiamo il maneggio davanti a casa ieri portando a spasso il cane si è fermato a salutare le istruttrici, ha legato fuori il cane che non può entrare, ed è andato a trovare il suo cavallo preferito
Artù, e ha aiutato l'istruttrice! Ha spiegato alcune cose ad un bambino che faceva lezione ed è tornato a casa tutto orgoglioso di sè perchè si è sentito istruttore per un momento e questo gli ha dato gioia e stima di
sè. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Mio figlio è tornato da scuola dicendo che è uno stupido... |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Giovedì 21 novembre avrò l'ennesimo colloquio con le insegnanti riguardo al problema di mio figlio di otto anni che frequenta la terza elementare.
Quast'anno ha cambiato l'insegnante di matematica e come dice il proverbio "sai chi lasci ma non sai chi
trovi"! Ci siamo imbattuti così in un'insegnante che non è nemmeno degna di essere chiamate tale, che lo
terrorizza con continue urla e strappi di fogli del quaderno. Immancabilmente fa piangere qualche bambino della classe umiliandolo in maniera VERGOGNOSA. La maestra in questione è già stata contattata all'inizio dell'anno scolastico dalla psicopedagogista di mio figlio che le ha spiegato cos'è
l'ADHD e quali strategie usare con questi bambini. Risultato: mio figlio è tornato da scuola dicendomi che è uno stupido e che gli tremano le gambe quando in classe entra questa maestra. Giovedì avrò insieme alla dottoressa psicopedagogista un nuovo colloquio con le insegnanti ma, sinceramente, mi sento parecchio scoraggiata perchè ti accorgi come non ci sia la volontà di capire e soprattutto di aiutare i bambini in generale! Scusate lo sfogo, ma forse voi mi potete capire!
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Abbiamo il terrore di entrare nei negozi, nei ristoranti... |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Sono il papà di un bambino di quattro anni al quale è stata attaccata
l'etichetta di "bimbo iperattivo". Fino a questa mattina ho sempre creduto che fosse una parola che
indicasse semplicemente un bambino un po' più vivace degli altri, almeno prima che leggessi l'articolo apparso su Specchio (supplemento di La Stampa
del sabato), il quale mi ha non solo aperto gli occhi, ma ha fatto capire tutti i comportamenti di mio figlio
notevolmente preoccupanti, del tipo il bambino che scappa improvvisamente in mezzo alla strada , crisi
nevrasteniche in mezzo alla folla che con fare altezzoso ti guarda come se
fossi io che con qualche sistema medioevale torturi mio figlio, etc... Nonostante diverse visite presso
logopediste e psicoterapeute varie, non mi è stata mai descritto ne tanto
meno mai ipotizzato che mio figlio potesse avere l'ADHD come ho avuto il piacere di leggere sul vostro sito.
Abbiamo il terrore di entrare nei negozi, nei ristoranti. Mia moglie ed io
siamo stati oggetto di minacce provenienti da passanti che, disgustati,
dichiaravano di chiamare le assistenti sociali... Mia moglie avendo un carattere poco forte viene continuamente malmenata da
nostro figlio con morsi, sberle, etc.... Lui è seguito da un'insegnante di
sostegno poichè abbiamo accettato di firmare un documento sul quale veniva evidenziato un
handicap. Abbiamo anche accettato che nostro figlio avesse bisogno di un aiuto che noi genitori
non potevamo dare e questa insegnante, dimostrando una professionalità notevole, è riuscita ad inserire
nostro figlio all'interno di gruppi di lavoro facendolo restare seduto per quasi un'ora.
Chiedo scusa se la mia lettera è disordinata, ma io e mia moglie siamo disperati, non sappiamo più cosa fare, non riusciamo a capire neanche cosa
nostro figlio ci vuole dire, in quanto non parla ancora sufficientemente bene, se non facendoci indicare tutte le volte ciò che vuole, oppure
facendogli ripetere più volte la parola fino a quando mia moglie ed io riusciamo a capire qualcosa. Nessuno ci ha mai parlato di
ADHD e di malattia vera e propria con tanto di terapie mirate. A chi possiamo rivolgerci visto
che nonostante una risonanza magnetica ed un esame del sangue per scongiurare un eventuale causa da sofferenza fetale,
nessun medico ci ha mai consigliato e tanto meno destinato ad eventuali esami o test specifici.
Ormai in paese siamo tutti additati come maltrattatori di figli, mio figlio
è stato soprannominato Attila... mi aspetto tutti i giorni di sentire suonare
alla porta qualche assistente sociale. Oltre a mio figlio abbiamo un'altra bambina di
sette anni, la quale per fortuna è una bimba bravissima e che sino ad ora non ci ha mai dato alcun problema,
anzi ci riempie continuamente di soddisfazioni. Inizialmente ho parlato di etichetta in quanto mio figlio viene trattato ed
additato come se avesse un'etichetta sulla fronte. E' possibile che dopo due anni di logopedia, di
pet terapy, e di altre terapie con nomi impronunciabili, seguite da personale medico e paramedico,
nessuno ci abbia mai parlato di ADHD?
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
In classe ci stava come un leone nella gabbia e fare i compiti era un'impresa titanica... |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Sono la mamma di un ragazzino straordinario, dotato di una spiccata intelligenza e sensibilità, che oggi ha tredici anni.
Purtroppo sono rimasta sola ad allevare questo bimbo che fin dai primi anni dimostrava
una vivacità "insolita". Inutile credo citare le centinaia di episodi nei quali la nostra pazienza è stata messa
veramente a dura prova, a cominciare dal fatto che fino a 18 mesi il bimbo dormiva pochissimo e quasi mai la notte! Fortunatamente i miei genitori mi sono sempre stati accanto, con comprensione e infinito amore hanno seguito il mio bambino senza mai perdersi d'animo neppure per un minuto, durante le ore in cui lavoravo. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||